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L’antifascismo non va banalizzato!

Il compagno Daniele Maffione, responsabile “antifascismo” per i Giovani Comunisti italiani (organizzazione legata al Partito della Rifondazione Comunista), con un suo recente articolo ha sollevato un polverone in certi ambienti del movimento comunista della penisola. L’articolo contiene, a dire il vero, alcuni elementi poco approfonditi, i quali possono effettivamente creare confusione. Ad esempio anche noi, come comunisti ticinesi e svizzeri, siamo anti-europeisti e non per questo difendiamo teorie economiche fasciste, anche se è evidente il rischio di pensare – sbagliando! – che per uscire dalla globalizzazione imperialista si debba per forza effettuare una sterzata reazionaria e tornare agli stati nazionali. Il culto dello stato nazionale nella fase storica attuale in Occidente (che, non a caso, non è paragonabile all’Oriente) porterebbe solo a dare illusione alla classe operaia (o meglio: alla “aristocrazia operaia”) di una presunta sovranità riconquistata, imbrigliandola in realtà – in modo ancora più totale del solito – fra le mani della borghesia, che non esiterà – nel contesto ormai evidente del confronto interimperialista – di spingerla in una nuova guerra fra poveri. E la patria si gloria di altri “eroi”  (…sempre proletari naturalmente) alla memoria…

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Una risposta a Donatello Poggi (Lega): la sinistra vuole essere popolare, non populista!

Non c’è dubbio, caro Poggi, la sinistra ha fatto anch’essa degli errori, come tutte le correnti politiche. C’è gente, come i comunisti, che lavora per migliorarla perché crede ancora nei valori di solidarietà, di giustizia, di amicizia fra i popoli e in ultima analisi nell’ideale socialista; e c’è gente invece che cambia casacca in base a chi porta più voti seguendo di pancia la faciloneria del momento, cavalcando le paure della gente, offrendo loro la solita demagogia patriottarda. La sinistra a volte ha scordato di rivendicare, spesso si limita a stare sulla difensiva. La sinistra – che ha un patrimonio culturale umanista – a volte cade nel buonismo, ma francamente lo trovo sempre meglio del becero e volgare sbraitare di certi individui che fomentano la guerra fra poveri e cercano capri espiatori per dividere i popoli e i lavoratori.

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Contro il razzismo e il fascismo latente

Pecore comuniste contro pecora nazistaCome giustamente scrivono i Giovani Progressisti nel loro volantino, occorre “rispondere con forza alla crescente xenofobia ed al razzismo propagandato dalla politica populista e ignorante di partiti come Lega e UDC. Il razzismo è un problema ben radicato nella nostra società ed è dovuto anche a indubbie problematiche sociali che colpiscono le fasce meno favorite della popolazione: padronato e classi privilegiate giocano anche su questo aspetto per mettere in concorrenza fra loro i lavoratori: una guerra fra poveri che indebolisce quindi la possibilità di reagire a politiche che ancora oggi sono caratterizzate dallo sfruttamento. Certamente il razzismo è sempre esistito, ma negli ultimi tempi i metodi di propaganda dell’estrema destra si stanno affinando, diventano sempre più subdoli e sono ostentati in modo da far passare i loro messaggi di odio e di discriminazione con più facilità, banalizzando questi pensieri. Intendiamo ribadire i valori di solidarietà, fratellanza e uguaglianza che da sempre ci caratterizzano e invitiamo quindi tutte le persone di sensibilità democratica a partecipare alla mobilitazione indetta per Sabato 29 settembre 2007 alle ore 15.00 presso la Stazione FFS di Bellinzona.

 

Contro ogni razzismo!

Dall’appello firmato dal CSA Il Molino, PdL, Giovani Progressisti, SISA e tanti altri: “Poche settimane fa abbiamo ricordato gli antifascisti ticinesi che combatterono in Spagna a difesa della Repubblica, contro l’attacco nazifascista che andava diffondendosi in tutta Europa. A tutt’oggi, questi partigiani della libertà, non sono stati riabilitati dalle autorità elvetiche. Nella storia numerosi sono stati gli esempi di persone che, seguendo la propria coscienza, con dignità, hanno deciso di contrastare l’avanzata di pericolosi totalitarismi. (…) Nell’Europa del XXI secolo, che si unisce attraverso trattati economici mentre erge muri nei confronti degli “stranieri” non utili (non sfruttabili a livello lavorativo), una nuova ondata di destra estrema sta trovando spazio (…). Si fa leva sugli egoismi individuali, sulla paura dell’invasione straniera e su una pericolosa contaminazione che cancellerebbe le nostre tradizioni e la nostra cultura. (…) La cultura svizzera é però ben diversa. È quella delle mescolanze, degli scambi che arricchiscono, dei profumi che si incontrano, del crescere grazie alle differenze. Per noi il pericolo non è da cercare nel diverso bensì in coloro che accumulano ricchezze sulle spalle di chi lavora, indipendentemente dal colore della pelle, dalla religione in cui crede e dalle spezie che usa a tavola. Sono la sterilità e la tristezza dell’egoismo, i falsi padroni di casa nostra, la difesa del proprio orticello, la cultura della paura e la criminalizzazione dello straniero a terrorizzare la nostra società. Non sono le persone di religione islamica quelle che licenziano, fusionano e “ottimizzano” i servizi pubblici. Non sono i migranti quelli che fanno utili da record alle spalle dei lavoratori. Non sono i giovani africani coloro che spostano le fondazioni di famiglia per frodare il fisco, che truffano, che accumulano scandali finanziari. E chiaramente per i veri responsabili niente filo spinato, carceri speciali, leggi repressive, videosorveglianza e droni che sorvolano il confine (…). Facciamo appello per un presidio colorato, multiculturale e rumoroso in piazza Cioccaro a partire dalle 13.30 per dimostrare come la diffusione del terrore e dell’ignoranza non può e non deve trovare spazio né alle nostre latitudini né in un qualsiasi altro luogo, come tramandatoci dalla tradizione antifascista ticinese. Una cultura basata sul rispetto e sulla valorizzazione delle differenze fonte di ricchezza per la nostra società.