Archivi Blog

Tutela dei lavoratori o marketing politico?

verdi_legaSono diversi i limiti dell’iniziativa popolare “Salviamo il lavoro in Ticino” promossa dai Verdi che hanno spinto noi comunisti e molti sindacalisti a non sottoscriverla. Anzitutto il fatto che la stessa incarica il governo di fissare la percentuale (presumibilmente il 65% stando ad alcuni testi legislativi) del salario mediano nazionale che verrebbe utilizzata per determinare il salario minimo cantonale di ciascun settore. Questo metterà i lavoratori alla mercé di quella stessa compagine governativa che ha tagliato, pochi mesi fa, i salari dei dipendenti pubblici. In secondo luogo vi è il rischio concreto che si venga a creare un effetto di “ancoraggio” negativo: la parte padronale, di fronte a salari minimi tanto bassi potrebbe diminuire le attuali paghe, finendo così per danneggiare gran parte dei salariati e aggravando addirittura l’effetto dumping. Non mi stupisce, quindi, che Franco Ambrosetti, presidente della Camera di commercio, abbia firmato l’iniziativa.

Leggi il resto di questa voce

La legittimazione democratica dei comunisti

Ernesto Galli della Loggia – citato nell’articolo “Le tante anomalie politiche dell’Italia di oggi (e di ieri)” firmato da Giuseppe Laperchia (CdT, 16 ottobre 2010) – scrive, riferendosi alla vicina penisola: è “patologico che in una democrazia il partito d’opposizione fosse un partito di fatto fuori dalla legittimazione democratica come era il PCI”. E’ un’affermazione grave e falsa!

Il Partito Comunista Italiano (PCI) di Gramsci e Togliatti fu infatti più che un’avanguardia, una realtà di massa e di popolo (démos), implicata in modo organico non solo nella lotta partigiana contro la dittatura, ma pure nell’elaborazione della Costituzione democratica (che ancora oggi è alquanto avanzata nel raffronto internazionale).

Leggi il resto di questa voce

L’incontro (democratico) fra socialisti e radicali

La fondazione dell’associazione “Incontro Democratico” fra alcuni membri del PS e dell’ala radicale del PLR, al di là delle riflessioni intellettuali potenzialmente interessanti a cui sicuramente potrà dare adito, indica – leggendo fra le righe – che gli equilibri nel centro-sinistra stanno mutando.

L’associazione si pone l’obiettivo di contrastare l’imbarbarimento del dibattito politico, quasi un esercizio di stile – con un vago cenno di buonismo – che rifiuta il conflitto come base di crescita dei diritti, per favorire invece la concertazione, il consociativismo, l’eterno compromesso. La socialdemocrazia, insomma, al posto di spostarsi verso le istanze operaie e di base,  trovando assieme agli altri partiti progressisti una risposta combattiva per uscire da sinistra dalla pesante crisi economica attuale, ha deciso un’altra priorità, quella di trovare sinergie con la borghesia “illuminata” per discutere su …come discutere!

Leggi il resto di questa voce

Congresso del Partito Comunista: elezione del nuovo Segretario

logo_PartitocomunistaSu invito di alcuni giovani compagni ho deciso di mettermi a disposizione per la carica di segretario politico del Partito comunista di fronte al prossimo Congresso del 7 giugno 2009. La mia candidatura si basa sulla constatazione del fatto che il Partito comunista non sa ancora in questo momento dialogare con la società civile ma solo con una parte del ceto politico della sinistra tradizionale, spesso anche autoreferenziale che non sa rivolgersi ai cittadini.
Il progetto che il Partito comunista deve far suo consiste nello smarcarsi da una logica ed una azione minoritaria e marginale e nel lanciare una propria proposta politica non subalterna ad altri. Altrimenti saremo solo il “pungolo a sinistra” del PS e, quel che è peggio, anche un po’ folkloristico! Avremmo al contrario la possibilità di essere un’alternativa credibile a sinistra, e questo anche valorizzando l’ampio contributo – di azione e di riflessione – che la Gioventù comunista ha prodotto in questi pochi anni di vita.
Il Partito comunista ha una storia importante e il metodo marxista è quanto mai attuale, ma esso deve servirci per ragionare sul presente e sul futuro, non per ripetere schemi del passato, di quel periodo difficile che sono stati gli anni ‘90. Altrimenti resteremo eternamente piccoli, non propositivi e dunque incapaci di incidere nella realtà. La cultura personale e politica di ciascun militante del Partito comunista deve essere un patrimonio importante per la migliore determinazione della linea d’azione del partito.
Mi candido perché da una parte ho la convinzione che sia possibile costruire dentro la società ticinese una alternativa all’attuale costante peggioramento delle condizioni di vita, che ciascuno di noi, lavoratore, studente, pensionato, vive quotidianamente con crescente preoccupazione. E dall’altra perché ho accettato la proposta che viene dalla Gioventù comunista, che chiede un partito giovane, nuovo e rinnovato, un partito capace di costruire insieme a quanti vi si riconoscono e a quanti riconosceranno la qualità delle nostre battaglie una società migliore.

Siamo tutti …umanisti!

logo umanistiL’amico José Domenech, segretario del Partito Umanista della Svizzera Italiana (PUSI), in un suo recente articolo sulle elezioni federali ha accusato il Partito Comunista di essere influenzato da tendenze “trotzkiste”. Con questa etichetta intendeva giudicare i comunisti come “settari”. E questo perché non avremmo, né noi né altri partiti minori, accettato una proposta di congiunzione delle liste con gli Umanisti (cosa che abbiamo invece fatto con i Socialisti e i Verdi). Etichettare il Partito Comunista come “trotzkista” è una provocazione che possiamo anche prendere sul ridere. Non altrettanto invece va presa l’accusa di settarismo.
I Comunisti non fanno alleanze con il primo movimento che capita per meri calcoli elettorali: se facciamo delle alleanze con qualcuno è perché con questo partner non solo abbiamo punti programmatici in comune, ma abbiamo avuto modo di collaborare, conoscendoci reciprocamente e lottando assieme. Il PUSI è invece una formazione che solo da pochissimo tempo si è presentata al pubblico e solo per le elezioni (cantonali e federali). Non mi risulta che il PUSI si sia visto finora al fianco dei lavoratori dell’edilizia o delle officine. Non ricordo nemmeno un sostegno ad altre mobilitazioni, come quelle studentesche contro la riforma liceale o per dei trasporti pubblici gratuiti. Non ricordo neppure di averli visti in piazza contro il razzismo.
Non lo nascondo: il programma elettorale degli Umanisti aveva tratti interessanti e so anche che in Cile sono coalizzati con i Comunisti. Anche in Ticino il Partito Umanista ha basi politiche condivisibili, e l’amico Domenech le conosce, mi chiedo solo se gli altri esponenti del suo partito abbiano mai letto con attenzione invece il loro stesso programma! Insomma: le porte non sono chiuse a priori, prima però impariamo a conoscerci nell’attività fra la gente, dove si fa la vera politica.

Videointervista elettorale

PdlSu iniziativa del compagno Rodolfo Pulino, coordinatore dei Giovani Progressisti, una giornalista dell’Hebdo è venuta ad assistere all’assemblea elettorale del mio partito e ne ha aprofittato per svolgere una breve videointervista ai candidati, che si può vedere clikkando qui di seguito: video.

Da PdL a Partito Comunista

Max Congresso PdL“Il cambiamento del nome da Partito del Lavoro a Partito Comunista è un elemento che presuppone un cambiamento di politica. Noi ci siamo sempre detti comunisti, ma negli ultimi anni non abbiamo agito sempre da comunisti. Siamo spesso stati a ridosso delle posizioni politiche e dell’agenda politica altrui. Noi dobbiamo imparare ad essere un partito fiero, indipendente, che guarda agli interessi dei lavoratori. Il cambiamento del nome è dunque legatissimo al cambiamento di politica, una politica basata sul marxismo.” (RTSI, 16 sett. 2007)

  • Il servizio su Ticinonline.ch: leggi
  • Il servizio sul Quotidiano TSI: guarda
  • Il servizio sulle Cronache della Svizzera Italiana: ascolta
  • La posizione del Centro Studi Marxisti: leggi