Archivi categoria: Movimento operaio

I problemi sociali del Mondiale di calcio

copa_do_mundo3_1La sinistra brasiliana – comunisti compresi – appoggia la realizzazione della Coppa del Mondo. E’ una scelta che la sinistra in Europa fatica invece, comprensibilmente, a digerire. Vediamo di analizzare la situazione con un certo distacco critico. Il motivo delle incomprensioni di fondo è che si tende a confondere un paese capitalista avanzato (come il nostro), con un paese in via di sviluppo: così facendo si sbaglia completamente la chiave di lettura.

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Recuperiamo la Repubblica!

republicaIl re Juan Carlos ha abdicato. La monarchia (messa al potere nel 1975 dal regime fascista del generalissimo Francisco Franco), che in questi quasi 40 anni di democrazia oligarchica ha rappresentato al meglio gli interessi borghesi, ha ritenuto opportuno cambiare sovrano in un momento ben preciso. E’ evidente che i poteri forti spagnoli sono nervosi di fronte alla crescita dei movimenti di protesta dei lavoratori e occorre quindi rinnovare l’immagine di questa istituzione retrograda che garantisce la stabilità dei loro privilegi.

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No all’UE ma no anche all’iniziativa UDC!

ue_suisseI Verdi affermano che sosterranno l’iniziativa dell’UDC contro gli immigrati. Non sono gli unici: anche alcuni socialisti si sono avviati su questa strada pericolosa. La scelta di votare con la destra nazionalista è quella di lanciare un segnale a Berna e frenare il dumping salariale determinato dall’accordo sulla libera circolazione. Così dicono, ma forse non ci credono nemmeno loro: qualche voto in più facendo sparate torna però sempre comodo.

In effetti l’iniziativa UDC chiede ben altro: sottomissione dei lavoratori stranieri alle esigenze del padronato (che infatti preferisce sottopagare i frontalieri), restrizioni ai ricongiungimenti familiari (il caso del giovane Arlind di Giubiasco non dice già più niente?), tetti massimi di stranieri così da poter bloccare (andando contro il diritto internazionale!) i rifugiati che scappano da guerre spesso fomentate dai governi occidentali (come in Siria, a cui Berna ha partecipato indirettamente finanziando una riunione dei ribelli islamisti), ecc.

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Fare politica di sinistra, non seminare illusioni

max_francoHo letto con interesse l’intervista (link) concessa da Franco Cavalli al portale on-line di critica sociale Sinistra.ch sul nuovo movimento politico “Forum alternativo” da lui lanciato unitamente a Giancarlo Nava (BelTicino) e a Enrico Borelli (UNIA). In tale intervista Cavalli afferma che il Forum è una “iniziativa trasversale, al di fuori dei vari partiti della sinistra e che non vuole influenzare la linea di nessun partito”. In pratica ci sarebbe bisogno di “qualcosa di  nuovo, di uno scossone che rompa un po’ la staticità che pervade la sinistra”. Il PS sarebbe in questo senso troppo “poco offensivo” e “addormentato”, ma anche il resto della sinistra, quella più combattiva, fra cui il Partito Comunista (PC), non andrebbe bene poiché sarebbe “chiusa su se stessa”.

Non credo che quest’ultima critica sia veritiera: non solo i comunisti hanno inviato una propria delegazione ad entrambe le riunioni del Forum finora svoltesi, ma proprio di recente il PC ha tenuto un partecipato Congresso, che ha raggiunto numeri che da oltre vent’anni non si vedevano, che ha interessato ospiti esteri (dall’Italia alla Turchia, passando per la Germania) e che ha visto presenti non solo un folto numero di giovani e giovanissimi, ma anche vari simpatizzanti ed ospiti ticinesi, raggiungendo così lo scopo di volerci confrontare con la popolazione, con spirito aperto al dialogo.

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Tutela dei lavoratori o marketing politico?

verdi_legaSono diversi i limiti dell’iniziativa popolare “Salviamo il lavoro in Ticino” promossa dai Verdi che hanno spinto noi comunisti e molti sindacalisti a non sottoscriverla. Anzitutto il fatto che la stessa incarica il governo di fissare la percentuale (presumibilmente il 65% stando ad alcuni testi legislativi) del salario mediano nazionale che verrebbe utilizzata per determinare il salario minimo cantonale di ciascun settore. Questo metterà i lavoratori alla mercé di quella stessa compagine governativa che ha tagliato, pochi mesi fa, i salari dei dipendenti pubblici. In secondo luogo vi è il rischio concreto che si venga a creare un effetto di “ancoraggio” negativo: la parte padronale, di fronte a salari minimi tanto bassi potrebbe diminuire le attuali paghe, finendo così per danneggiare gran parte dei salariati e aggravando addirittura l’effetto dumping. Non mi stupisce, quindi, che Franco Ambrosetti, presidente della Camera di commercio, abbia firmato l’iniziativa.

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La lista nera dei bassi salari

bassisalariLe imprese che vengono colte in flagrante “con paghe totalmente inaccettabili moralmente, devono essere denunciate pubblicamente e inserite in una black list di dominio pubblico”. Lo dice il presidente dei Giovani Liberali Radicali, Giovanni Poloni, proponendo una lista nera dei padroni che ai lavoratori versano “salari cinesi” (termine, quest’ultimo, usato anche da ambienti sindacali).

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I giovani hanno la libertà di …farsi male!

cascoI lavori considerati pericolosi dal Dipartimento Federale dell’Economia (DFE), ossia quelli che comportano rischi di incendio, esplosione, malattie, cadute mortali, mobbing e molestie sessuali o contatto con agenti chimici tossici, potranno presto diventare accessibili anche ai ragazzi di 14 anni e non più solamente a partire dai 16 anni, come è il caso attualmente. E’ questa la proposta che avanza la Segreteria di Stato per l’Economia (SECO) alla Commissione Federale del Lavoro. Questo perché, secondo Pascal Richoz della SECO, “sempre più ragazzi smettono di studiare prima dei 16 anni” e conseguentemente arrivano più presto sul mercato del lavoro.

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In politichese “spostare” significa “smantellare”: manovre losche sulle Officine FFS

Quando un presidente di un partito importante e di governo come il PLRT parla, non esprime mai suggerimenti innocenti a titolo personale: al contrario le sue parole sono macigni che pesano politicamente. Rocco Cattaneo ha affermato nei giorni scorsi che le Officine FFS di Bellinzona andrebbero spostate altrove. Lo stesso consiglio, qualche giorno dopo, viene lanciato anche dal presidente della Camera di Commercio Franco Ambrosetti. Ma davvero padronato e partiti borghesi ci prendono per fessi? La volontà mai sopita della destra economica e dei manager delle FFS di smantellare il sito industriale bellinzonese torna insomma a farsi sentire dopo la pausa forzata imposta dalla vittoriosa mobilitazione operaia e dell’intera società civile del 2008. Si preparano insomma a tornare all’attacco, questa volta con adeguati trucchi linguistici: non si “chiude” più, si “sposta” solamente, peccato che questo significa quasi sicuramente impedire proprio la realizzazione del centro di competenze sulla logistica per cui è stata anche depositata un’iniziativa popolare con 15’000 firme durante lo sciopero e che è ancora oggi – guarda caso – in fase di studio.

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Livelli alle Scuole Medie? Anche l’operaio vuole il figlio dottore…

La mia esperienza come sindacalista studentesco mi ha permesso di costatare il ritorno con prepotenza del problema della selezione nella scuola. Una selezione basata sull’origine sociale degli allievi, che mette in discussione tutte le belle parole su diritto allo studio e uguaglianza di possibilità. Ricordo bene come, ad esempio, nel 2003, il ministro dell’educazione del Canton Zurigo si lamentasse del fatto che le università fossero diventate “di massa” e per questo perorava la causa (palesemente classista) non solo dei tagli alle borse di studio, ma anche del raddoppio delle rette d’iscrizione (intenti frenati parzialmente anche grazie allo sciopero e all’occupazione studentesca dell’ateneo).

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Accordi internazionali? Sì alla sovranità popolare!

A sinistra, l’iniziativa «Accordi internazionali: decida il popolo» che voteremo il prossimo 17 giugno proprio non piace. Il PS e i Verdi (assieme al padronato, alla destra liberista e ai manager europeisti) la rifiutano. Naturalmente il fatto che l’iniziativa provenga dalle file dell’Azione per una Svizzera Neutrale e Indipendente (ASNI) di chiara impostazione “blocheriana” non suscita in me e nel Partito Comunista alcun entusiasmo, ma è pur vero che – al di là delle etichette – occorre analizzare la proposta per quello che è e valutare se essa può in qualche modo essere positiva per la collettività.

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