Archivi categoria: Internazionale

I problemi sociali del Mondiale di calcio

copa_do_mundo3_1La sinistra brasiliana – comunisti compresi – appoggia la realizzazione della Coppa del Mondo. E’ una scelta che la sinistra in Europa fatica invece, comprensibilmente, a digerire. Vediamo di analizzare la situazione con un certo distacco critico. Il motivo delle incomprensioni di fondo è che si tende a confondere un paese capitalista avanzato (come il nostro), con un paese in via di sviluppo: così facendo si sbaglia completamente la chiave di lettura.

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Recuperiamo la Repubblica!

republicaIl re Juan Carlos ha abdicato. La monarchia (messa al potere nel 1975 dal regime fascista del generalissimo Francisco Franco), che in questi quasi 40 anni di democrazia oligarchica ha rappresentato al meglio gli interessi borghesi, ha ritenuto opportuno cambiare sovrano in un momento ben preciso. E’ evidente che i poteri forti spagnoli sono nervosi di fronte alla crescita dei movimenti di protesta dei lavoratori e occorre quindi rinnovare l’immagine di questa istituzione retrograda che garantisce la stabilità dei loro privilegi.

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Accordi internazionali? Sì alla sovranità popolare!

A sinistra, l’iniziativa «Accordi internazionali: decida il popolo» che voteremo il prossimo 17 giugno proprio non piace. Il PS e i Verdi (assieme al padronato, alla destra liberista e ai manager europeisti) la rifiutano. Naturalmente il fatto che l’iniziativa provenga dalle file dell’Azione per una Svizzera Neutrale e Indipendente (ASNI) di chiara impostazione “blocheriana” non suscita in me e nel Partito Comunista alcun entusiasmo, ma è pur vero che – al di là delle etichette – occorre analizzare la proposta per quello che è e valutare se essa può in qualche modo essere positiva per la collettività.

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L’antifascismo non va banalizzato!

Il compagno Daniele Maffione, responsabile “antifascismo” per i Giovani Comunisti italiani (organizzazione legata al Partito della Rifondazione Comunista), con un suo recente articolo ha sollevato un polverone in certi ambienti del movimento comunista della penisola. L’articolo contiene, a dire il vero, alcuni elementi poco approfonditi, i quali possono effettivamente creare confusione. Ad esempio anche noi, come comunisti ticinesi e svizzeri, siamo anti-europeisti e non per questo difendiamo teorie economiche fasciste, anche se è evidente il rischio di pensare – sbagliando! – che per uscire dalla globalizzazione imperialista si debba per forza effettuare una sterzata reazionaria e tornare agli stati nazionali. Il culto dello stato nazionale nella fase storica attuale in Occidente (che, non a caso, non è paragonabile all’Oriente) porterebbe solo a dare illusione alla classe operaia (o meglio: alla “aristocrazia operaia”) di una presunta sovranità riconquistata, imbrigliandola in realtà – in modo ancora più totale del solito – fra le mani della borghesia, che non esiterà – nel contesto ormai evidente del confronto interimperialista – di spingerla in una nuova guerra fra poveri. E la patria si gloria di altri “eroi”  (…sempre proletari naturalmente) alla memoria…

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La Grecia insegna: l’europeismo non è di sinistra

L’attuale governo greco, come peraltro quello italiano, non è stato eletto da nessuno: è stato imposto dalla Banca Centrale Europea (BCE) e dai poteri forti di Bruxelles, bypassando non solo il popolo, ma l’indipendenza stessa dello Stato ellenico. Un paese senza sovranità popolare è una nazione in cui – al di là delle quisquiglie di forma – non vi sono in realtà vere istituzioni democratiche. Il commissariamento della Grecia non ha solo portato alla perdita della sovranità, ma ha distrutto – in men che non si dica – quarant’anni di conquiste sociali ottenute spesso a caro prezzo da generazioni di lavoratori che oggi, organizzati dal sindacato di classe PAME e dai comunisti del KKE, cercano di resistere con dignità e combattività a quella che viene definita come una vera e propria dittatura capitalistica.

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Cuba è un’altra cosa!

“La rivoluzione cubana non ha vinto”! Ad affermarlo convinta è la compagna Daisy Degiorgi del direttivo cantonale della Gioventù Socialista. Motivo di questo giudizio perentorio? “Non c’è ancora l’uomo nuovo, ci sono ancora disuguaglianze” e addirittura Cuba sarebbe “affamata”! Anche io a Cuba ci sono stato e in un periodo più difficile dell’attuale: non ho visto né fame né eclatanti e intollerabili disuguaglianze, come ne ho invece viste in tante altre parti del mondo. Ma la situazione a quanto pare ora è allo sbando, così almeno la descrive l’articolo della dirigente socialista ticinese: di rivoluzione, infatti, a Cuba non si parlerebbe più e chi ancora ci crede lo fa “più per inerzia che per passione”!

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La “decrescita” non va esclusa a priori

ecosocialismoPCDa qualche anno il modello di sviluppo dell’Occidente capitalista ha raggiunto i suoi limiti: il livello di sovrapproduzione e di consumismo esasperati da un lato e l’emegere di nuovi soggetti a livello geoplitico dall’altro, stanno dimostrando che ci troviamo nel contesto di un declino del modello economico occidentale.

Le regole del capitalismo nel suo stadio egemonico impongono a questi di espandersi su altri mercati: prima con gli eserciti coloniali, poi con le multinazionali strumenti del neo-colonialismo economico, ora di nuovo con gli eserciti. E’ l’unico modo per accaparrasi le materie prime di cui l’Occidente è povero ma di cui necessita assolutamente per poter mantenere il suo attuale standard di vita e di consumo. Dalla guerra per il petrolio in Irak, alla guerra per il petrolio in Libia, passando dalla lotta ai pescatori (definiti “pirati”) della Somalia depredati della fauna ittica, l’Occidente in declino sta fomentando una politica guerrafondaia pur di non cedere i propri privilegi.

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La legittimazione democratica dei comunisti

Ernesto Galli della Loggia – citato nell’articolo “Le tante anomalie politiche dell’Italia di oggi (e di ieri)” firmato da Giuseppe Laperchia (CdT, 16 ottobre 2010) – scrive, riferendosi alla vicina penisola: è “patologico che in una democrazia il partito d’opposizione fosse un partito di fatto fuori dalla legittimazione democratica come era il PCI”. E’ un’affermazione grave e falsa!

Il Partito Comunista Italiano (PCI) di Gramsci e Togliatti fu infatti più che un’avanguardia, una realtà di massa e di popolo (démos), implicata in modo organico non solo nella lotta partigiana contro la dittatura, ma pure nell’elaborazione della Costituzione democratica (che ancora oggi è alquanto avanzata nel raffronto internazionale).

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Nobel: premiata l’estrema destra cinese!

Il premio Nobel non è quasi mai insignito a una persona per i suoi effettivi meriti di pace o letterari, esso rientra al contrario – come qualsiasi cosa pretesa neutrale – in un subdolo gioco politico ben orchestrato. Il nuovo nemico dell’Occidente è la Repubblica Popolare Cinese che si sta sviluppando enormemente sopraffacendo il dominio aggressivo euro-americano: occorre quindi demonizzarla, affinché i popoli occidentali detestino quello cinese. Liu Xiaobo, il poeta cinese, neo-premiato è una pedina di questo sporco gioco dell’ennesima “guerra di civiltà”.

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Il pio volontariato caritatevole o la solidarietà internazionalista?

Con la progressiva omologazione ideologica dei partiti di tradizione operaia (ma anche con il venire meno del socialismo esteuropeo) si è assistito all’esplosione del volontariato, una volta istituzione marginale e di interesse quasi esclusivo dei cattolici. Oggi il volontariato è un fenomeno di massa che coinvolge soprattutto il “ceto medio” e che riguarda ampi settori della sinistra “alternativa” non di classe e non interessata a una concreta trasformazione strutturale della società. Vi partecipano migliaia di giovani occidentali perché trovano in esso un mezzo per esprimere il loro altruismo. Propositi encomiabili, ideali generosi, ma che troppo spesso possono finire con l’essere strumentalizzati per giochi internazionali che sfruttano il pietismo un po’ buonista per scopi affatto etici.

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