I cattolici e il servizio militare obbligatorio

cappellaniSui vecchi manuali di civica delle scuole ticinesi si legge che l’obbligo del servizio militare è un dovere e un onore di cui andare fieri. Oggi, osservando le statistiche, vediamo che meno della metà dei giovani accetta di prestare servizio: la situazione è insomma mutata. Peraltro una semplice ricerca permetterebbe di capire che la decisione di imporre la leva obbligatoria maschile già nel corso del XIX secolo non fu per nulla accolta con entusiasmo dalla popolazione. Fra i primi a protestare furono i sacerdoti cattolici: essi si rifacevano alle indicazioni contrarie alle riforme liberali contenute nell’enciclica Mirari Vos del 1832 firmata da papa Gregorio XVI, nonché alle critiche espresse nel diritto canonico e in numerosi altri documenti ecclesiastici nei confronti del servizio militare obbligatorio, non solo in quanto diseducativo e eticamente problematico, ma anche dannoso per le economiche domestiche del tempo (e oggi potremo dire per il futuro professionale dei giovani, ma anche per le casse della Confederazione che devono rimborsare miliardi di franchi in perdite di guadagno). 

Ancora oggi molti sacerdoti (che pure vestono la divisa come cappellani militari) sono impegnati nell’aiutare numerosi coscritti che per motivi religiosi e morali preferiscono rendersi utili alla comunità senza dover vestire uniformi e sparare, ma aiutando gli anziani nelle case di riposo, i giovani con handicap, i malati negli ospedali, la natura ripulendo i sentieri, ecc. Purtroppo questa possibilità, garantita dalla Costituzione federale attraverso il Servizio Civile (che non è la Protezione Civile!), è ancora osteggiata dall’esercito procurando grave affanno alle reclute con un conflitto interiore di coscienza (cattolici e non).

Il prossimo 22 settembre potremo cambiare questa situazione votando Sì all’iniziativa che chiede di abolire il servizio militare obbligatorio, affinché l’esercito svizzero resti di milizia, ma volontaria per chi davvero è motivato. Gli altri (comprese donne e stranieri) potranno darsi da fare nel servizio civile (attualmente riservato ai soli soldati che obiettano).

Pubblicato il 6 settembre 2013 su Politica federale. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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