I 65 decibel dopo il “botellon”…

Lo scorso 1° maggio, a seguito del “botellon” del 28 aprile 2012, ho inoltrato al Municipio una interpellanza che chiedeva non solo al nuovo esecutivo cittadino di esprimersi sulla protesta simbolica inscenata dai circa cinquecento cittadini riunitsi in Piazza del Sole, ma anche di iniziare ad abbozzare delle ipotesi di sviluppo sul tema degli spazi aggregativi destinati ai giovani bellinzonesi. La risposta ottenuta dal Municipio non soltanto non soddisfa, ma appare quasi un esercizietto retorico di buoni propositi e in cui si dà ragione un po’ a tutti, quasi temendo di volersi schierare.
Il limite dei 65 decibel è semplicemente assurdo e oltre le mura rende Bellinzona un oggetto del ridicolo. Questo “coprifuoco acustico” è stato ereditato dal precedente Municipio e io credo che l’attuale esecutivo, al posto di essere tentennante e quasi accondiscendente su queste assurdità, avrebbe dovuto far capire fin dall’inizio e con chiarezza che non condivideva tale impostazione del discorso sugli svaghi. Così non è stato, o perlomeno non è stato a sufficienza!
I giovani nel frattempo hanno dato un segnale con il “botellon”, e di segnali ne daranno sicuramente altri (a buon intenditor…). Mi auguro quindi – anche perché l’exploit della “Sinistra Unita” lo rende quasi un obbligo politico e morale – che il nuovo Municipio si dimostri non diverso, ma completamente all’opposto rispetto alla compagine precedente per quanto riguarda la politica giovanile e la politica degli spazi di svago, che negli scorsi otto anni è stata guidata in modo a dir poco dilletantesco.
Perché, permettetemi, io trovo deleterio che ancora di recente, dopo la partita Germania-Grecia agli Europei, degli agenti della sicurezza privata vadano a cacciare – erano le ore 23 di una serata estiva – dei giovani dalla Piazza del Sole. Io rivendico, e lo dico in modo chiaro come esponente delle istituzioni, il diritto assoluto di occupare gli spazi pubblici (come una piazza) da parte dei cittadini, soprattutto da parte dei giovani che la rendono finalmente viva.
Voglio continuare ad avere fiducia che il nuovo collegio municipale sappia dimostrare la sua totale alternativa e diversità rispetto all’esperienza passata dove i giovani sono stati presi letteralmente per i fondelli e dove la città è diventata sempre di più un mortorio.

Pubblicato il 16 luglio 2012 su Politica comunale, Politica giovanile. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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