La politica giovanile che non c’è…

primo piano del centro giovanile (casa ex-Zoni) nel 2004

Sette fra interpellanze e interrogazioni sulla non-politica giovanile della città. Tanti sono gli atti che ho presentato nella passata legislatura a Bellinzona. Senza contare repliche durante le sedute, riunioni, petizioni e manifestazioni per cercare di smuovere le acque di un Dicastero letteralmente incapace di comprendere la situazione e di avanzare proposte politiche costruttive. Una volta mi è persino stato detto dai responsabili che per i giovani a Bellinzona si fa già molto: ad esempio c’è una nuova …pinacoteca. Con tutto il rispetto per l’arte (e ben felice che la nostra Città offra anche questo) mi viene tuttavia difficile credere che una pinacoteca risponda alle esigenze socio-culturali degli adolescenti bellinzonesi!

Quali spazi giovanili offre la capitale del Cantone? Così di primo acchito mi viene in mente soltanto il marciapiede di fronte a un ben noto ritrovo pubblico cittadino. Un po’ pochino, vero? E pur sempre a scopo di lucro! La mia idea è invece un luogo di aggregazione, di responsabilizzazione e di auto-organizzazione dei ragazzi, soprattutto coloro che si trovano in età di apprendistato o di liceo. Un centro giovanile insomma, attivo e vivo, non un oratorio dove “conformizzare” i ragazzi. E lo spazio ideale c’è: è isolato dal centro abitato (così si evitano rumori), è vicino alle scuole e alle infrastrutture sportive e vi sarà un nuovo parco verde proprio lì intorno. Mi sto riferendo alla Casetta ex-Zoni che un Municipio miope vorrebbe invece demolire nonostante sia appena stata ristrutturata.
A Bellinzona il centro giovanile esisteva fino al 2004. Subito dopo il Municipio aveva firmato con un’associazione giovanile un contratto di comodato per riaprirlo. Giovani volenterosi avevano iniziato a lavorare ma l’Autorità non ha mai concesso loro di inaugurare il centro, con mille scuse e dimostrando di non capire una cosa: i giovani non sono adulti in miniatura, sono qualcosa di diverso, hanno tempi diversi, hanno necessità diverse, hanno modalità di concepire gli spazi diversi da come li concepiscono gli adulti. Poi, quando la Casetta era quasi pronta, uno strano incendio, ancora oggi misterioso, ha infranto i sogni di quei ragazzi. Ancora successivamente altri giovani si sono fatti avanti, pronti al dialogo, pronti a firmare accordi di cogestione nel pieno rispetto delle regole. Ma è stato vano e in molti iniziano a pensare che parlare coi politici sia inutile, che il dialogo sia una perdita di tempo. E se dal dialogo non nasce nulla, nessuno venga poi a lamentarsi che qualcuno preferisca occupare o utilizzare metodi di protesta che qualcun’altro considera illegittimi.
E nessuno si illuda che un pianerottolo nello stabile Ingrado, di cui si parla a vanvera da anni, possa colmare questa lacuna. Dobbiamo invece costruire con i giovani, al posto di inventarci e calare dall’alto quello che noi abbiamo in mente per loro. Per questo io voterò anche tutti i 18enni candidati sulla lista 5: c’è bisogno di aria fresca in Piazza Nosetto!

Questo articolo è apparso il 20 marzo 2012 sul quotidiano “LaRegione Ticino” (PDF)

Pubblicato il 21 marzo 2012 su Politica comunale, Politica giovanile. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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