Tentacoli liberisti e ciellini sulla scuola pubblica

Leggo sul sito del candidato liberale al governo Sergio Morisoli come egli sia un sostenitore non solo della “liberalizzazione” nell’ambito del sistema della scuola pubblica ticinese ma pure del rafforzamento della cosiddetta “autonomia” delle sedi scolastiche pubbliche.

Come dice il regista Nanni Moretti in una sua pellicola: “le parole sono importanti”! E queste parole di Morisoli sono macigni da prendere sul serio: si tratta infatti della sintesi quanto mai chiara delle linee guida di Comunione & Liberazione (CL), l’organizzazione confessionale che rappresenta uno dei veri poteri forti del Canton Ticino, una sorta di massoneria di stampo clericale, che ha in mano ampi settori del servizio pubblico, dell’università e delle amministrazioni. Tutto questo lo scriveva già dieci anni fa il giornalista italiano Mario Portanova nel suo articolo “Il canton ciellino” (“Diario”, anno VI, nr. 12 – 23/29 marzo 2001 e che ho avuto il privilegio di aver letto al liceo grazie a un docente che non aveva paura di affrontare certi temi!), dove mostrava i legami che, ad esempio, vigevano fra la detta setta e la Lega dei Ticinesi, l’USI e altre strutture portanti del sistema affaristico e politico ticinese.

Ma torniamo ai significati delle parole. Cosa significa “autonomia” in ambito scolastico? Molto semplice: con questo termine si indica che le scuole pubbliche devono essere gestite come fossero aziende private e messe in concorrenza le une con le altre su una sorta di “libero” mercato dell’istruzione. Per fare questo gli istituti godono, appunto, di sempre maggiore autonomia, ad esempio offrendo opportunità didattiche speciali ed esclusive per accapparrarsi dei clienti (quelli che oggi chiamiamo, ancora, studenti).

Insomma: bocciata l’idea numero 1 di Morisoli, ossia il ticket per le scuole private di dieci anni fa, adesso parte il piano numero 2: mettere le strutture pubbliche in concorrenza e iniziare una parziale privatizzazione dei vari servizi didattici e delle offerte formative presenti in esse. Alla fine le scuole pubbliche diventeranno di serie A e di serie B. Quelle di serie A saranno le migliori, sovvenzionate anche dai privati (magari pure dalle chiese) e saranno gestite in termini aziendalistici; quelle di serie B saranno destinate alle fasce popolari e agli abitanti delle periferie. Insomma: rientra dalla finestra una situazione che, con la fine della divisione (avvenuta una trentina d’anni fa) tra Ginnasio e Scuole Maggiori, speravamo fosse ormai superata.

Il Partito Liberale Radicale Ticinese (PLRT) ha la grande responsabilità di aver sdoganato la candidatura di un rappresentante di una organizzazione che è dallo storico voto del 18 febbraio 2001 che sta studiando come farla pagare al popolo ticinese fieramente attaccato alla scuola pubblica laica e democratica voluta da Stefano Franscini. E quando un partito come quello liberale-radicale che, ci piaccia o meno, ha fatto la storia del Ticino, rinnega di fatto la sua identità e spalanca le porte a CL, che mettono in discussione l’ordinamento laico dello Stato, non  merita altro che una degna punizione da parte dell’elettorato che ai valori rivoluzionari dei radicali d’un tempo non ha rinunciato!

Pubblicato il 31 marzo 2011 su Movimento studentesco, Politica cantonale. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Devo ammettere che sono piuttosto distaccato da quello che è la vita politica ticinese, e quanto riportato da te mi era sfuggito, ma non mi sorprende affatto. Ho avuto in passato esperienze lavorative nella scuola pubblica ticinese e ho notato la presenza di giovani docenti chiaramente ciellini (non voglio con questo assolutamente pronunciarmi sulle capacità di insegnamento). Ho discusso coi miei, docenti della “vecchia guardia” uscita dagli anni sessanta, di questa tendenza, che mi è stata riassunta molto sbrigativamente in “Una volta eravamo tutti di sinistra, adesso son tutti di CL”. Ai tempi trovavo, almeno a livello subcoscio, abbastanza preoccupante questo cambiamento, ma non riuscivo a capirne lo scopo finale. Purtroppo devo dire che la conclusione che proponi è convincente, soprattutto pensando a quanto sia potente CL in Lombardia…e forse non è un caso che nella vicina penisola stia di fatto iniziando lo smantellamento, o “riorganizzazione” della scuola pubblica. Il problema è che in questo modo si rischia di arrivare, come ben dici, ad una divisione in scuole di serie A e di serie B, e ovviamente alle scuole di serie A potrà accedere solo una “élite” di studenti scelta in base a criteri economici (i figli di chi potrà fare generose donazioni, gli studenti più brillanti che faranno buona pubblicità alla scuola…) Il passo successivo (già latente, o forse qualcosa di più) sarà convincerci che è giusto che ci siano scuole di serie B dove mettere tutta quella gentaglia che rallenterebbe il processo di apprendimento dei nostri figlioli prediletti, non oso pensare a dove possa portare un simile modo di pensare, anche se guardando indietro nel tempo forse un’idea me la posso fare…ecco perchè spero veramente che la tua conclusione sia esagerata, dettata da un’esperienza politica e sociale che ti rende diffidente nei confronti di “liberalizzazioni in ambito statale” e anche nei confronti di organizzazioni religiose…anche se c’è una vocina dentro di me che mi dice che non è così!

    • Grazie del tuo commento. Francamente spero anche io che le mie siano esagerazioni, ma temo che purtroppo ci dobbiamo preparare a mobilitarci… sempre che anche i docenti della vecchia guardia si sveglino fuori…😉

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