Bill Arigoni, un compagno che … non le mandava a dire!

Non ho avuto il privilegio di conoscere molto Bill Arigoni o di lavorarci assieme: la mia giovane età non mi aiuta certo a scrivere un articolo in suo ricordo. Tuttavia ho imparato a conoscere, da chi ha potuto militare per lunghi anni con Bill, la sua tenacia e il suo essere in prima linea per tutte quelle lotte sociali, civili, sindacali e ambientali che stanno a cuore alla sinistra. Un compagno a cui va riconosciuta la determinazione e la coerenza politica, ma anche l’originalità con cui portava avanti i valori della comune causa del socialismo.

Vorrei evitare la retorica, perché so che quando si è chiamati a scrivere questo genere di articoli, è alto il rischio di finirvici. Per tale ragione sono andato a riprendere tre giornali di tre epoche diverse per ricordare altrettanti momenti della vita di Bill Arigoni, tre momenti di presenza attiva, ma sempre umile, di un grande esponente del movimento operaio ticinese. E’ in questo modo, partendo dalle sue lotte concrete, che voglio ricordare un compagno che manca a tutti i progressisti del nostro Cantone.

Ho sotto gli occhi, mentre scrivo, il settimanale “Il Lavoratore”, longevo periodico edito dal Partito del Lavoro (oggi Partito Comunista). È datato 1991 e vi trovo una lettera firmata pure da Bill – che certo non le mandava a dire (e questo faceva di lui un esempio di comunista dialettico e non dogmatico di grande pregio) – in cui analizza, pungente, la situazione critica in cui versava quello che, quasi quindici anni dopo, sarà anche il mio Partito. La sua visione delle cose spingeva già allora per l’unità della sinistra.

Il secondo giornale che sto sfogliando, invece, è il mensile “Alter Ego”, anch’esso edito dai comunisti nel 1997: vi si trova la cronaca di una fra le tante storiche lotte che videro Bill Arigoni protagonista indiscusso, la battaglia per il posto di lavoro e i diritti sindacali alla Mikron SA. “Terrorismo padronale” – questo il titolo dell’articolo che dà la parola allo stesso Bill che stava combattendo in quel momento contro il licenziamento dall’azienda in cui lavorava da 25 anni. Licenziato solo per il suo impegno politico e sindacale al fianco di quella classe lavoratrice che in troppi, già allora, davano per morta. Ma anche perché Bill osava mettere in discussione, e faceva bene, la strategia aziendale: “la Svizzera deve essere competitiva a livello mondiale, deve saper vendere bene la propria intelligenza. Alla Mikron, invece, è più importante la produzione nelle linee di montaggio, si punta cioè ad un guadagno immediato mettendo in secondo piano lo sviluppo delle nuove proposte tecnologiche”. Parole che indicano lo spirito profondo di Bill, propositivo anche per lo sviluppo economico della regione, a patto però che i lavoratori fossero parte integrante di questo processo di beneficio.

L’ultimo documento che ho in mano risale a pochissimi anni fa. Il 29 maggio 2009 l’Associazione dei Liberisti ticinesi organizzava una vergognosa conferenza sdoganando un membro della giunta militare del dittatore cileno Augusto Pinochet. La Gioventù Comunista, indignata, aveva a quel punto lanciato un appello contro l’ex-ministro golpista: a rispondere fra i primi, come sempre per ogni battaglia di civiltà, fu proprio Bill Arigoni, che sottoscrisse l’appello e si impegnò al nostro fianco in quella battaglia. Per questa sua posizione inequivocabile contro il fascismo e in memoria delle vittime di uno dei più feroci regimi latinoamericani Bill venne criticato, ricordando pure – quasi fosse un demerito – di essere stato deputato per l’allora Partito del Lavoro (PdL). Pochi giorni più tardi si celebrava il 20° Congresso del Partito Comunista, nuovo nome del PdL, e Bill Arigoni ci scrisse un messaggio che a rileggerlo oggi ci si commuove: “Sono orgoglioso e onorato di aver rappresentato per quasi 4 anni in parlamento il vostro partito”. Siamo noi, anche se di generazioni diverse, a ritenere un privilegio l’esperienza di lotta comune.

Pubblicato su: http://www.ticinolibero.ch/?p=57140

Pubblicato il 11 febbraio 2011, in Movimento operaio, Politica cantonale, Ricordi personali con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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