La legittimazione democratica dei comunisti

Ernesto Galli della Loggia – citato nell’articolo “Le tante anomalie politiche dell’Italia di oggi (e di ieri)” firmato da Giuseppe Laperchia (CdT, 16 ottobre 2010) – scrive, riferendosi alla vicina penisola: è “patologico che in una democrazia il partito d’opposizione fosse un partito di fatto fuori dalla legittimazione democratica come era il PCI”. E’ un’affermazione grave e falsa!

Il Partito Comunista Italiano (PCI) di Gramsci e Togliatti fu infatti più che un’avanguardia, una realtà di massa e di popolo (démos), implicata in modo organico non solo nella lotta partigiana contro la dittatura, ma pure nell’elaborazione della Costituzione democratica (che ancora oggi è alquanto avanzata nel raffronto internazionale).

La “legittimazione democratica” il PCI, poi, la inserì nel suo stesso programma, in modo più che mai esplicito dal 1944 con la svolta di Salerno. Con la sua “via italiana al socialismo” attraverso la prassi della “democrazia progressiva” (una fase di transizione verso il socialismo che prevedeva la nazionalizzazione delle grandi industrie strategiche, ma che permetteva la piccola proprietà privata e forme istituzionali liberal-democratiche), il PCI fu anzi aspramente criticato da chi difendeva un’ortodossia ideologica.

Sbaglia quindi il docente Giuseppe Laperchia quando scrive che il PCI  “né prima né dopo ha saputo prendere formalmente le distanze dalla fallimentare ideologia marxista-leninista”. Al di là che è di per sé discutibile definire “fallimentare” tout court un’idea solo perché una sua variante è crollata nel 1989, resta il fatto che il PCI già con Togliatti (e non solo con Berlinguer) fu protagonista di una revisione del marxismo-leninismo: il PCI, non si concepiva insomma né come partito “rivoluzionario”, né come partito banalmente “riformista” (cioè socialdemocratico), bensì come partito “riformatore”.

Pubblicato il 10 novembre 2010, in Internazionale, Movimento operaio con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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