Una risposta a Donatello Poggi (Lega): la sinistra vuole essere popolare, non populista!

Non c’è dubbio, caro Poggi, la sinistra ha fatto anch’essa degli errori, come tutte le correnti politiche. C’è gente, come i comunisti, che lavora per migliorarla perché crede ancora nei valori di solidarietà, di giustizia, di amicizia fra i popoli e in ultima analisi nell’ideale socialista; e c’è gente invece che cambia casacca in base a chi porta più voti seguendo di pancia la faciloneria del momento, cavalcando le paure della gente, offrendo loro la solita demagogia patriottarda. La sinistra a volte ha scordato di rivendicare, spesso si limita a stare sulla difensiva. La sinistra – che ha un patrimonio culturale umanista – a volte cade nel buonismo, ma francamente lo trovo sempre meglio del becero e volgare sbraitare di certi individui che fomentano la guerra fra poveri e cercano capri espiatori per dividere i popoli e i lavoratori.

La sinistra sul tema sicurezza pare assente… hai ragione Donatello. Tuttavia una ragione c’è: se non ci uniamo al coro di chi conosce solo la parola “repressione” (soprattutto se riguarda in qualche maniera l’immigrazione) è anche perché noi la repressione l’abbiamo subita – come peraltro tu dovresti ricordare – con le schedature e i “berufverbot”. E se quando si parla di immigrazione appariamo cauti è perché crediamo che vada trovata fra i popoli e le culture una sintesi e un dialogo e non si debbano creare ulteriori elementi di conflittualità. E’ buonismo! – tu dirai – forse, ma intanto è già meglio che giustificare chi spara sui campi rom rischiando di colpire dei bambini o chiedere che un’etnia venga internata in campi di lavoro.

La sinistra sa una cosa, caro Donatello: il sistema capitalista e imperialista di cui il nostro paese è un esponente di prima categoria (anche se non invade i paesi poveri con gli eserciti ma con le multinazionali) è un sistema che ha sfruttato per anni i popoli che oggi vengono qui e chiedono di poter godere anche loro di quel benessere che il nostro e altri Paesi occidentali ha raggiunto anche saccheggiando le loro materie prime e in certi casi anche creando guerre civili per poterli assoggettare meglio. Lo so, caro Donatello, “capitalismo”, “imperialismo”, sono paroloni: è difficile per noi spiegare queste cose alla gente, voi della Lega avete vita più facile, sparare a zero superficialmente con qualche parola dialettale colpisce più nel segno. Ma noi comunisti preferiamo guardare alle cause dei problemi, non solo agli effetti!

La sinistra, caro Donatello, sa che l’avversario dei ceti popolari svizzeri che faticano a tirare la fine del mese non è l’asilante o il rom di turno, ma quella borghesia che fa il bello e il brutto tempo e che ha interessi nei paesi da cui arrivano gli stranieri, sono quegli imprenditori (di cui la Lega e l’UDC sono pieni anche se usano una retorica “sociale” o “operaia”) che mettono in concorrenza il lavoratore residente con – proprio di recente – quello frontaliere, e poi, però, sono i primi che non sostengono il salario minimo. Noi della sinistra abbiamo un difetto: conosciamo la storia! Non dimentichiamo come la Svizzera abbia accolto i lavoratori stagionali che hanno sviluppato la nostra economia, stipandoli nelle baracche e trattandoli come bestie da soma fino a pochi decenni fa.

La sinistra sembra assente anche quando si parla di violenza, sostieni tu. Beh, è difficile emergere sui media quando la destra sbraita che la criminalità giovanile sta esplodendo e che bisogna costruire riformatori e inasprire le leggi. La sinistra, il problema della violenza lo vuole approfondire lavorando sulle cause, cioè sul disagio sociale che genera situazioni di emarginazione, senza quei facili slogan che tanto piacciono agli squadristi della destra pseudo-sociale: sappi che con lo stato di polizia, le schedature, i riformatori, la militarizzazione delle città, l’espulsione dei criminali stranieri (che evidentemente sono più criminali dei criminali svizzeri), la repressione dei piccoli spacciatori e il silenzio sul narcotraffico protetto dal mondo degli affari locale, ecc. non si fa piazza pulita, semplicemente si spingono i problemi più in là, acutizzandoli. Voi spesso chiedete, caro Donatello, delle “pene esemplari” (soprattutto se il criminale di turno è di origine slava); noi chiediamo delle pene giuste. E in questo, permettimi, noi di sinistra siamo molto patriottici, perché difendiamo la Costituzione democratica e lo stato di diritto che è alla base di questo Paese.

Pubblicato il 23 ottobre 2010, in Movimento operaio, Politica cantonale con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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