L’incontro (democratico) fra socialisti e radicali

La fondazione dell’associazione “Incontro Democratico” fra alcuni membri del PS e dell’ala radicale del PLR, al di là delle riflessioni intellettuali potenzialmente interessanti a cui sicuramente potrà dare adito, indica – leggendo fra le righe – che gli equilibri nel centro-sinistra stanno mutando.

L’associazione si pone l’obiettivo di contrastare l’imbarbarimento del dibattito politico, quasi un esercizio di stile – con un vago cenno di buonismo – che rifiuta il conflitto come base di crescita dei diritti, per favorire invece la concertazione, il consociativismo, l’eterno compromesso. La socialdemocrazia, insomma, al posto di spostarsi verso le istanze operaie e di base,  trovando assieme agli altri partiti progressisti una risposta combattiva per uscire da sinistra dalla pesante crisi economica attuale, ha deciso un’altra priorità, quella di trovare sinergie con la borghesia “illuminata” per discutere su …come discutere!

La socialdemocrazia passa il tempo a criticare i toni volgari del “Mattino della Domenica” e il modo scurrile di portare avanti il dibattito politico della Lega dei Ticinesi. Si china insomma sui problemi della qualità dialettica del fare politica, quasi si trattasse di un’espressione artistica d’élite. Intanto questa sinistra perde di vista il fatto che i ceti popolari che fanno fatica ad arrivare a fine mese, che affrontano sulla loro pelle la disoccupazione, la precarietà sul posto di lavoro, i problemi per ottenere delle borse di studio, ecc. ottengono risposte – per quanto discutibili esse siano – proprio dalla destra populista e pseudo-sociale.

C’è un’ampia fetta di popolazione che ha altre preoccupazioni che non i dibattiti politici: e un’ampia fetta della sinistra ufficiale cosa fa? discute filosoficamente sul “bon ton” nella politica! Ma se il livello della discussione e della cultura politica in questi anni si è abbassato – e lungi da me il volerlo mettere in dubbio – non è forse a causa dell’individualismo, del personalismo e della collusione con l’affarismo privato in politica venutisi a creare in questa società che anche il PS ha in gran parte accettato?

Forse, però, “Incontro Democratico” è qualcosa di più: potrebbe essere il preludio – anche se oggi viene da tutti negato con forza, quasi con troppa insistenza – di un Partito Democratico all’italiana o all’americana (ipotesi peraltro già paventata due anni fa), interclassista, liberale-radicale nella sostanza e sociale nella facciata, che di fatto perderà di vista ogni ipotesi di alternativa anti-capitalista e socialista della realtà. Dall’altra parte il prevedibile contrattacco di “Idea Liberale”, che spinge il PLR a intraprendere passi analoghi a destra, può essere interpretato nella medesima maniera. Qualora la crisi che stiamo vivendo passerà dal livello economico al livello politico-istituzionale (e una crisi sistemica come l’attuale è prevedibile che lo faccia!), un tale soggetto politico sarebbe una soluzione interessante per la piccola e media borghesia nazionale, purtroppo non per i lavoratori.

Pubblicato il 16 aprile 2010, in Politica cantonale con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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