La lottizzazione mina la fiducia nelle istituzioni democratiche

compra_de_votosIl segretario dell’UDC è intervenuto di recente per protestare contro una prassi nell’elezione di un giudice del Tribunale d’appello. L’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio presenta 5 candidati, fra questi un’apposita commissione d’esperti ne sceglie 3. Di questi 3, pochi giorni prima dell’elezione, 2 rinunciano (dopo aver ascoltato le disposizioni del proprio Partito), così che per un posto di giudice si presenta solo un candidato, il quale non viene eletto ma nominato tacitamente.

In realtà i rappresentanti del popolo non votano, non si esprimono e non godono di alcuna libertà di scelta: hanno vinto i soliti accordi sotto banco dei soliti grandi partiti istituzionali che si scambiano sedie e favori a dipendenza del momento. L’UDC oggi se ne lamenta, ma non si può certo dire che la sua politica reazionaria possa rappresentare una seria alternativa a questa situazione iniqua.

Questo sistema è una forma di “mafia”, oppure, detto più gentilmente, di “clientelismo”. In Svizzera il termine giusto però è “consociativismo” strettamente legato al concetto di “concordanza” che rende la società stabile (nel senso che stabilizza i soliti noti), ma anche immobilista. E’ una situazione che mina le basi della fiducia popolare verso la democrazia stessa e favorisce il deleterio sentimento dell’anti-politica, del qualunquismo e dell’individualismo che alimenta la “cultura” fascistoide in crescita in tutta Europa. Bisogna quindi finirla con il consociativismo che lega i maggiori partiti e che controlla il Paese, occorre abolire la lottizzazione partitica dei posti pubblici e di potere e rifondare dal basso una democrazia partecipativa e slegata da gruppi di pressione affinché sparisca il divario fra la gente e quella che nella vicina Italia viene ormai definita la “casta” dei politici.

Questo è ciò che l’ultimo congresso del Partito Comunista ha affermato con forza e su tale linea intendiamo trovare la fiducia dei ceti popolari di questo Paese che, privo di progettualità politica, si trova oggi allo sbando (cosa che vediamo chiaramente se pensiamo alla sola politica estera!).

Pubblicato il 29 settembre 2009, in Politica cantonale, Politica federale con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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