Giudice di pace: un’elezione simbolica contro il potere consociativo

Con questo articolo non mi pongo l’obiettivo di propagandare l’uno o l’altro fra i candidati giudici di pace del Bellinzonese: mi limito a una riflessione generale.
Era da 45 anni che non si votava per tale carica, lasciando godere il monopolio ai candidati di area liberale. Il Noce ha avuto in ciò, il merito di voler portare alle urne anche questo aspetto della vita pubblica, per evitare che lo strapotere del Partitone continuasse a imperare sulla capitale e sul circolo. La presenza dunque di più candidati è sicuramente un dato positivo. Il solito clima politico concertativo che favorisce solo la partitocrazia (e gli amici degli amici) è stato infatti messo, almeno marginalmente, in dubbio. Insomma: per quanto minimo, si tratta di un altro possibile terremoto politico che tenta di vivacizzare la democrazia bellinzonese.
Trovo un peccato che i socialisti (che dovrebbero essere i primi a fare opposizione reale e concreta su ogni aspetto, compreso quello del controllo istituzionale in mano al PLR) e il Noce non abbiano potuto trovare un accordo per favorire assieme, in un clima di fronte unito, un’alternativa contro i poteri forti.
Ecco che quindi nel sostenere il Noce, il PS o la Lega l’elettore che desidera un cambiamento deve chiedersi quale dei suddetti gruppi rappresenta concretamente, nei fatti e nelle possibilità reali odierne, lo scardinamento totale del sistema di potere consociativo consolidato. Ho i miei dubbi che la Sinistra abbia effettivamente riflettuto su questo dato!
Concludo dicendo che, nonostante quanto detto sopra, il sistema attuale di elezione dei giudici andrebbe superato: sia per una questione di indipendenza della carica, sia perché – nonostante le apparenze pluraliste – non assistiamo a un reale processo partecipativo dal basso della popolazione e forse troppo spesso si riduce la democrazia al mero atto di mettere una scheda nell’urna.

Pubblicato il 23 aprile 2009, in Politica comunale con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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