Quando “anti-capitalismo” fa rima con “socialdemocrazia”

Potrebbe essere ormai cosa fatta. La tanto vituperata lettera “C” di “comunista” potrebbe venir spazzata via dalle sigle dei due più importanti partiti francesi della sinistra che si vorrebbe combattiva. Mentre per il Partito Comunista Francese (PCF) la cosa non impressiona più di tanto, visto il processo di auto-liquidazione che segue ormai da anni (la cosiddetta “mutation”), lascia invece di stucco – ma solo di primo acchito – che un discorso simile appaia ora anche nella Lega Comunista Rivoluzionaria (LCR), la sezione francese del Segretariato Unificato della IV Internazionale che, con quel tipico atteggiamento trotzkista, ha passato gli anni ad accusare il resto della sinistra di non essere sufficientemente pura e rivoluzionaria.

C’erano una volta i rivoluzionari

In realtà i vertici del trotzkismo francese non sono al loro primo tentativo: da anni personaggi simbolo della LCR come Krivine e Besancenot spingono affinché il partito modifichi la propria denominazione, abolendo il termine “comunista” e consolidando nei fatti l’aspetto piccolo-borghese che ne caratterizza l’ideologia gauchiste. I “riformatori” non sono però finora riusciti a raggiungere il quorum previsto dello statuto, obbligandoli ad accontentarsi di togliere ogni riferimento alla “dittatura del proletariato” dal programma politico, imitando così – con ben 30 anni di ritardo! – il gesto del PCF (antefatto, peraltro, di un progressivo suicidio ideologico che ha inaugurato il processo di autodistruzione di quell’immenso partito). La strategia attuale della LCR è quella di costituire un nuovo soggetto politico chiamato “Nuovo Partito Anticapitalista”. Marx spiega che, attraverso la lotta di classe, le società si evolvono modificando il loro modo di produzione. Volendo fare dell’ironia, “anti-capitalista” potrebbe quindi anche significare reazionario, nel senso che predilige il feudalesimo, predecessore del metodo di produzione capitalistico. Insomma, un po’ ambiguo come termine! In ogni caso, tornando seri, un partito anti-capitalista non è automaticamente un partito comunista in quanto si pone il superamento di un sistema socio-economico senza però stabilire l’obiettivo in base al quale forgiare la prassi (con buona pace di Lenin).

Gli accalappia-comunisti…

A differenza però del PCF, il cui scivolamento socialdemocratico è ormai in una fase avanzata, la LCR mantiene una retorica di estrema sinistra, così da convincere qualche compagno di base, deluso dalla direzione riformista del PCF, a raggiungere le proprie fila. Per favorire questa congiuntura, Besancenot ha riscoperto una strana passione per… Cuba. Evidentemente spera di far dimenticare ai comunisti che la LCR per decenni ha parlato di “regime castrista degenerato”. A tale aspetto si aggiunge il fatto che la LCR non ha mosso un dito per i comunisti che stanno subendo angherie di ogni sorta nei paesi dell’Est (Ungheria, Cechia, ecc.) e in passato, fu proprio la LCR a sostenere il cattolico-liberista Lech Walesa contro la Polonia socialista degli anni ’80, e fu proprio questo partito a difendere “i combattenti afgani della libertà” (i talebani!!!) armati dalla CIA per abbattere le forze laiche sostenute dall’Armata Rossa. Niente di strano: il ruolo del trotzkismo è sempre stato chiaro per chi conosce la storia del movimento operaio, della serie: quando l’estrema sinistra favorisce la destra…

La contraddizione europea

Lasciamo stare la storia e osserviamo la posizione assunta dalla LCR su un tema attuale come l’Unione Europea. Essa rifiuta nei fatti, come la maggioranza del PCF d’altronde, di svolgere un’analisi di classe della situazione e continua a lanciare la parola d’ordine di “un’altra Europa”, quando il carattere imperialista dell’UE difficilmente lascia margini per ragionare su uno sviluppo diverso, democratico e popolare, del progetto di integrazione europea. In questo la LCR rimane ferma al palo del dogma trotzkista dei cosiddetti “Stati Uniti d’Europa”, dimenticando che “sotto regime capitalista – affermava Lenin – gli Stati Uniti d’Europa sono impossibili o reazionari”. Nonostante la fraseologia rivoluzionaria, la LCR si atteggia dunque nei fatti quale ala sinistra del PS, ossia di quella che il filosofo marxista francese George Gastaud definisce la “social-eurocrazia”.

Pubblicato il 3 gennaio 2009, in Movimento operaio con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: