Depenalizzare l’erba non è una bestemmia!

legalize_cannabisChe l’abuso di qualsiasi droga sia nocivo per l’organismo non è certo una novità, e questo a prescindere dal fatto che siano vietate dalla legge o meno: l’alcool, ad esempio, è legale, eppure non solo è una delle più serie piaghe sociali delle società occidentali, ma sembrerebbe, stando ad alcuni studi scientifici, addirittura più dannoso, se abusato, del fumarsi qualche spinello! E allora perché questa differenza di trattamento? Il moralismo e i toni apocalittici che si stanno sentendo, soprattutto da parte della destra clericale e reazionaria, sull’iniziativa popolare “Per una politica della canapa che sia ragionevole e che protegga efficacemente i giovani” in votazione il prossimo 30 novembre è decisamente fuori luogo e dimostra ben poco senso della realtà.
Il proibizionismo non ha portato a niente di costruttivo, né nella sua versione storica (quella di Napoleone contro gli oppiacei ancora prima di quella negli USA degli anni ’20), né nella realtà odierna della politica svizzera sulla droga. La Crociata contro i canapai, ad esempio, ha semplicemente rafforzato indirettamente il mercato nero e reso più accessibile la droga pesante come la cocaina. L’illegalità, ma anche il senso di insicurezza, è l’habitat in cui fiorisce la criminalità che si arricchisce con il narco-traffico. La problematica delle droghe non si può dunque risolvere con la repressione e la criminalizzazione dei consumatori, soprattutto quando si ha a che fare con dei ragazzi. Occorre al contrario dare vita a una politica d’informazione, di prevenzione, di ascolto dei giovani e di depenalizzazione per poter avere il fenomeno alla luce del sole e dunque poter esercitare su di esso un controllo serio.
Qualcuno, a sinistra, potrà obiettare come le droghe siano uno strumento del capitale per determinare un controllo sui giovani, soprattutto nei momenti di crisi e di conflitto sociale, togliendoli così dalla militanza politica in quanto spinti all’apatia (e quindi all’inconcludenza e alla mancanza di progettualità) tramite la diffusione di stupefacenti che il mercato globale tollera. Questo discorso ha effettivamente un fondo di verità anche sociologico. Tuttavia si tratta di una visione discutibile, in quanto tende a non riconoscere una contraddizione del sistema sociale nel quale viviamo, e nel quale vivono le masse giovanili: non ci si può estraniare dalla realtà e costruire un modo idealistico in cui la droga non esiste e quando sorge il problema lo si affronta a suon di articoli del codice penale. Non è il giovane che si fa una canna l’avversario dell’ordine costituito, è semmai il mercato sotterraneo e il narco-traffico internazionale a rappresentare il nemico da distruggere!
Per queste ragioni e molte altre, dettate dalla razionalità e dal senso pratico, invito a votare sì all’iniziativa popolare a favore della depenalizzazione della canapa. Concludo con una frase che ho tratto da un supplemento sulle droghe pubblicato il 31 ottobre 2003 dal quotidiano italiano “Il Manifesto”: “fare prevenzione significa dire ai ragazzi di non esagerare. Il gusto della piacevolezza li può proteggere dal malessere dell’abuso”!

Pubblicato il 26 novembre 2008, in Politica federale, Politica giovanile con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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