Meno tasse ai ricchi e pauperizzazione del ceto medio

L’iniziativa fiscale promossa dalla Lega dei Ticinesi (e sostenuta fra gli altri dalla facoltosa ex-ministra delle finanze Marina Ma$oni) gioca, populisticamente, sul facile discorso del “meno tasse”, ingannando le classi sociali meno abbienti del nostro Cantone che effettivamente fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e che immaginano di poter risparmiare chissà quale cifra seguendo le promesse di Nano Bignasca.
Come al solito, però, chi propone questo tipo di iniziative non si degna di ammettere che a beneficiarne non sarà chi ne avrebbe più bisogno. Proprio al contrario: a guadagnare sarà, oltre alle persone giuridiche, chi oggi percepisce alti redditi. Durante una riunione sindacale, facendo un calcolo molto veloce ed approssimativo, siamo infatti giunti alla conclusione che per poter risparmiare 1’000 franchi, occorresse disporre di un reddito imponibile di circa 200’000 franchi: non proprio una cosa da tutti! Naturalmente anche il ceto medio-basso godrà di un risparmio: si e no una cinquantina di franchi all’anno! Chi invece, sposato e con figli, si trova nella fascia che arriva ai 100’000 franchi d’imponibile, avrà un risparmio di pocopiù di 100 franchi. Ma il dato importante è che quasi la metà dei ticinesi ha un imponibile di 50’000 franchi; in questa situazione, coniugati e con figli, si tocca il ridicolo: 13 franchi in meno da pagare!
Lo sappiamo: far parti uguali fra persone disuguali non è per nulla sinonimo di equità! Chi risparmierà poche decine di franchi, in compenso, però, perderà servizi che finora lo Stato garantiva, servizi che certo ai ricchi non mancheranno.
Il totale dei soldi che saranno sottratti alle casse dello Stato (e dunque ai relativi servizi pubblici e sociali) varierà dai 130 ai 190 milioni di franchi. Come conseguenza si rischia una nuova ondata di tagli nel settore sociale, sanitario e scolastico. A questo si aggiunge il fatto che un terzo degli sgravi toccherà i comuni. In particolare dunque le realtà più piccole e periferiche saranno costrette a diminuire le prestazioni alla cittadinanza, ad iniziare dalle scuole comunali.
Dispiace – concludendo – che l’amico Brenno Martignoni, municipale di Bellinzona che certamente non viene dimenticato per il suo risoluto discorso contro le privatizzazioni, sbagli in questo caso di analisi, cadendo in un discorso dal vago sentore “keynesiano”, secondo cui, banalmente, in un momento di crisi occorre che si diano più mezzi al cittadino affinché l’economia circoli. Purtroppo, però, la brava teoria economica social-liberale e la prassi politica del momento, in questo caso, non penso collimino.

Pubblicato il 16 maggio 2008, in Politica cantonale con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. Che carini, ci vogliono lasciare più soldi per fare girare l’economia, così ne trarremo tutti beneficio.
    Che brave persone che sono i nostri politici, sono figli di papà, sono pieni di soldi, e invece di fare i loro interessi, si preoccupano del popolo, si battono per i nostri interessi.
    Poi lo stato non serve più a nulla, è inutile continuare ad alimentarlo, diventerà tutto ancora più libero, saremo tutti più ricchi, tutto privato, ferrovie, poste, scuole, ospedali, proprio come negli USA, li sì che stà bene la gente.

    Max, Possibile che ti ostini a non capire?!?!?!

  2. Mat, mi dici cosa Max si “ostina a non capire” ? Decisamente non lo capisco.
    Eppure ha scritto il suo pezzo in italiano. Mah !

  3. Mi sembra una giusta analisi.
    Purtroppo è la tendenza occidentale di risoluzione della crisi economica in corso. È l’anticamera del fascismo…
    Effettivamente il “vago sentore keynesiano” mi sembra fuori luogo.

    Saluti da dove non si sta certo meglio (al sud)

  4. Sergio, penso Mat fosse ironico…😉

  5. Ciao. Ottima analisi e condivido la posizione sulla questione della pauperizzazione della classe media. Come scrivevo la settimana scorsa anche Costanzo Preve (filosofo torinese) tira questo tipo di conclusione. Buona giornata😉

  6. Fernando, l’analisi e’ si corretta… ma l’estensore del pezzo (Max Ay) non dice
    il contrario… anzi…

    Admin (Max), anche l’ironia va fatta (e gestita) bene… non in tale modo !

  7. Ciao max,
    stavo leggendo ora sull’inchiostro rosso di maggio del tuo articolo “No all’iniziativa della lega” dove dici che “cadendo in un discorso dal vago sentore keynesiano, secondo cui, banalmente, in un momento di crisi occore che si diano piu mezzi al cittadino affinche l’economia circolo”.

    Ma questa affermazione non è invece propria del neoliberismo? Keynes riteneva che il capitalismo necessitasse di regole per evitare le crisi e in caso che queste ci siano lo stato si adopera per far ripartire l’economia, per esempio attraverso opere pubbliche (es. dighe in USA, autobahn in germania). Questo sottinteso, dovrebbe essere reso possibile grazie ad un adeguata tassazione, o no?

    Questa era solo una domanda che mi ponevo, puo benissimo darsi che mi sia sbagliato io.

    Ciao, a presto.
    Kerim

  8. Hai ragione Kerim: la mia battutina finale non è stata una grande scelta. Me ne rendo conto solo adesso che me lo fai notare. Un po’ sbrigativamente ho voluto aggiungere un attacco al dilagante neo-keynesismo che influenza pure la sinistra senza rendersi conto che il keynesismo in occidente era fattibile perché c’era un ampio sfruttamento colonialista alle spalle. Dovremmo invece riflettere sul fatto che né il neoliberismo delle meno tasse, né presunti maggiori investimenti economici di stampo keynesiano sono realmente possibili oggi, quando l’Occidente si trova in una crisi dovuta all’incapacità di competere con le nuove potenze economiche nascenti in Oriente. Le persone in Occidente avranno, come sta accadendo, meno soldi in tasca, e per questo si devono tutelare i beni comuni, casa, scuola, sanità, ovvero aumentare i servizi gratuiti che non sono più soldi in tasca ai cittadini, ma semmai meno soldi che escono. Questo avrei voluto dire, purtroppo ho chiuso un po’ maldestramente il mio pezzo.

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