Per salvaguardare quel poco di laicità che rimane…

Benedetto il giorno…L’Italia ha dato una dimostrazione, oggi, di “libertà” di stampa: praticamente tutti i quotidiani (compresa “L’Unità” che fu del povero e tradito Antonio Gramsci) hanno aperto con il medesimo titolo e gli stessi contenuti, quasi si fosse tornati ai tempi del Ventennio nero: “Attentato alla libertà d’espressione!” urlano tutti. “La Padania” addirittura parla di “nazisti rossi” che avrebbero impedito al papa (che in fatto di nazismo ne sa qualcosa…) di esprimersi liberamente all’Università La Sapienza di Roma.

Lo si sa. Un po’ ovunque sta venendo meno quel valore che era tipico dell’Università di un tempo: la libertà accademica! Un tempio del sapere in cui valgono due sole condizioni: la scienza e la razionalità di illuministica memoria. Un monarca che mette la fede prima della scienza anche quando esula dai suoi compiti di “capo religioso”, che chiama gli avvocati cattolici a non celebrare divorzi, e i medici a preferire la morte della madre piuttosto che praticare un aborto, un papa che celebra messa secondo il rito pre-conciliare (un insulto ai settori più progressisti del clero stesso), che attacca il relativismo e che cavalca il conflitto di civilità, che vede nella fede cattolica romana l’unica verità (quando in una formazione accademica dovrebbe vigere un discorso dialettico), un papa che da capo di Stato dell’ultima monarchia assolutista d’Europa si permette di fare politica attiva in uno stato estero, libero e sovrano come dovrebbe essere la Repubblica Italiana sorta dalla Resistenza, ecc. è semplicemente indegno di entrare in una istituzione del sapere laico.
Nel caso concreto de La Sapienza non si tratta di un pubblico dibattito su un tema filosofico o etico, scelto autonomamente dalla comunità accademica, a cui il papa avrebbe potuto anche prendere parte come semplice cittadino difendendo le sue convinzioni di fronte a una controparte. Al contrario, qui si trattava nientemeno che permettere al pastore tedesco di aprire l’anno accademico con una “lectio magistralis” non in una università cattolica, ma in una libera università repubblicana! Dice bene Marcello Cini, professore emerito, sarebbe stato un affronto se Ratzinger avesse proferito verbo: “soprattutto se si tiene conto che, fin dai tempi di Cartesio, si è addivenuti, per porre fine al conflitto fra conoscenza e fede culminato con la condanna di Galileo da parte del Santo ufficio, a una spartizione di sfere di competenza tra l’Accademia e la Chiesa. La sua clamorosa violazione nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico de La Sapienza sarebbe stata considerata, nel mondo, come un salto indietro nel tempo di trecento anni e più”.

Pubblicato il 16 gennaio 2008, in Internazionale, Movimento studentesco con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 13 commenti.

  1. Ciaooo,stò cercando di sviluppare un blog giornale in cui gli articoli sono scritti dai blogger WordPress (o al limite se non hai tempo posso scriverti io un’articolo prendendolo dal tuo blog e rimandandolo al tuo blog…).
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    ti ringrazio anticipatamente e a presto
    http://www.giornale.fm

  2. RICEVO E PUBBLICO:

    “Caro ministro Mussi,
    sono Massimo Grossi, professore associato di Analisi Matematica dell’Università di Roma “La Sapienza”, e le scrivo a titolo personale come membro della comunità scientifica dell’università. Non sono tra i firmatari del famoso appello contro la visita del Papa all’inaugurazione dell’anno accademico perché purtroppo non ne ero a conoscenza (lo avrei sicuramente sottoscritto).
    Caro ministro, le scrivo non per aggiungere altre parole a una vicenda nota, ma per trascriverle una dichiarazione di agenzia di M. Gasparri (AN):
    “Dopo lo sconcio della Sapienza di Roma ci attendiamo che vengano assunte iniziative per allontanare dall’ateneo i professori ancora in servizio che hanno firmato quel vergognoso manifesto. Questa dimostrazione di intolleranza non può restare priva di conseguenze. M. Gasparri (AN)”.
    Caro ministro, difenda i miei colleghi da questi indegni attacchi. In questo modo difenderà un po’ anche me.”
    Grazie in anticipo,
    Massimo Grossi

  3. la situazione in Italia sta degenerando, dietro la presunta libertà d’espressione (dimenticando che il vaticano occupa il 29% dei servizi del telegiornale di RAI 1 per non parlare degli altri) si sta mascherando un attacco dalle tinte inaspettate e feroci contro ogni pensiero che non sia conforme ad una visione clerico-moderata della scienza, della società, dell’economia.
    per parte mia sono allibito dai toni da crociata, dallo stile aggressivo, dal disprezzo totale per ogni voce dissenziente.
    dietro un conformismo sorridente e di facciata, si celano denti aguzzi e voglia di vendetta, il clima, può sembrare incredibile, ma è quello di una resa dei conti da anni ’40.
    la gestione della crisi e del declino del sistema occidentale è difficile, ma davvero preoccupa che in Italia prenda i colori e le sembianze di un aggressione dalle tinte fosche tendenti al nero.
    la situazione è molto più grave di quello che pochi giorni fa potevamo immaginare.

  4. simili reazioni le avrei capite dopo il discorso Ratzinger,prima no.

  5. Allora facciamo così: alla Sapienza facciamo aprire l’anno accademico a Ratzinger, mentre all’USI di Lugano diamo questo onore a Kim Il Sung dalla Corea del Nord! Un dibattito teologico o etico è un conto, l’apertura dell’anno accademico è un altro conto! Non c’entra niente quello che avrebbe detto, anche se l’ultima volta che ha aperto bocca in una università ci mancava poco che scoppiasse la guerra santa!

  6. nemmeno il fatto che la Sapienza sia stata fondata da un papa,Bonifacio VIII,non c entra?Erano diverse le autorita’ presenti,sopratutto politiche,anzi solo quelle.Mi sa che il concetto di laicita’ è stato confuso in questo caso con laicismo.Due cose ben differenti.

  7. Nemmeno questo, no. La Sapienza è una unversità pubblica della Repubblica Italiana (non dello Stato estero del Vaticano!), non è una Università Cattolica come ve ne sono altre e dunque invitare il papa è un attentato alla laicità dello Stato e dell’educazione. Il fatto che fossero presenti autorità politiche non mi sembra paragonabile, esse sono rappresentanti (almeno così dicono) eletti del popolo, rappresentano le istituzioni costituzionali della Repubblica e sono in gran parte spettatori della cerimonia di apertura dell’anno accademico.

  8. ma allora aquesto punto non ci intendiamo su cosa sia un concetto di laicita’ in una scuola.Vero che la Sapienza non un universita’ cattolica ma non si puo’ negare che il padre fondatore sia stato un papa,quest ultimo è il rappresentatnte spirituale di milioni di fedele e non come tu dici il capo di stato di una nazione esterna (Vaticano).La laicita’ di una scuola non viene messa in pericolo dalla presenza di un esponente religioso,ne tanto meno da un politico eletto,anzi il contario è la manifestazione di una tutela della liberta’ di parola indipendentemente dal proprio credo.

  9. In passato (e a dire il vero anche oggi in modo preoccupante) abbiamo assistito a una fortissima presenza della Chiesa nella società. Abbastanza normale quindi che sia stato un papa a fondare l’università, quando l’educazione è stata per lungo tempo appannaggio del clero. Molte altre cose vedono nella storia la diretta influenza clericale. Ciò non toglie che almeno stando alla Costituzione i tempi sono cambiati e che la presenza di una autorità religiosa e nel contempo un monarca assoluto sia un grave atto non solo simbolico contro la sovranità di una istituzione di una Repubblica laica e sovrana e contro quegli studenti e quei professori che rifiutano che la fede possa intromettersi nella scienza. Il fatto che rappresenti milioni di fedeli sono affari dei fedeli e del papa, un’università, tempio della scienza e della conoscenza (che solo possono essere razionali) non deve badare a ciò.
    Va inoltre detto che NON è uno studente che chiede di potersi esprimere liberamente in seno alla comunità accademica, ma un personaggio esterno (giustamente inviso a parte della comunità scientifica) che già domina la politica italiana e adesso vuole conquistare anche le poche sfere laiche che rimangono. Oltre a ciò, ripeto, aprire l’anno accademico è una cosa, partecipare a un dibattito è un’altra cosa.

  10. dimentichi che la base della ricerca è il dialogo ed il confronto.A volte si scontrano posizioni opposte,l intelligenza e la razionalita’(relativismo),che dovrebbe regnare all interno di un universita’ sta nel trovare,se occorre soluzioni comuni.Chiaramente questo non sempre è possibile.A volte vince una corrente a volte un altra.Verissimo che nel corso dei secoli il clero,in maniere diverse ha tentato di mettere dei paletti non alla scienza (in alcuni casi si) ma piuttosto alla forza di espansione di quest ultima.Ora chiaramente non ci riesce,e per fortuna,ma cerca di mettere dei limiti,cosa non completamente sbagliata.
    Che il Papa sia presente sui media ed in parte in politica è un altro discorso,che francamente trovo esagerato.Ma esiste comunque, ed è riconosciuto, il libero arbitrio.Nel caso specifico della Sapienza si è voluto zittire una parte importante degli studenti e questo è scandaloso.
    Se Ratzinger col suo discorso avesse attaccato la scienza,credo che non lo avrebbe fatto comunque,la palla sarebbe finita nell lato opposto del campo.E li toccava a studenti e professori trasformare una provocazione in una sfida.Senza confronto non si cresce.Zittire una persona che è il rappresentante spirituale di una buona parte degli studenti con la scusa della laicita’ di un ateneo è un insulto alla conoscienza.

  11. Certo, il dialogo, il confronto,… nel mio articolo parlo di dialettica. Ok, tutto vero. Ma in una sede diversa: ad esempio in un seminario sull’etica, in una lezione di filosofia, in un dibattito sulla laicità, o dove vuoi, non all’apertura di un anno accademico che deve essere per tutti accessibile, anche per i liberi pensatori! Esso infatti non prevede un contraddittorio (e non ne sarebbe nemmeno la sede appropriata).

  12. Caro Max. Ho letto l’articolo sul Papa alla Sapienza.
    Credo che il concetto, anche per me che comunque ho una matrice di tipo spirituale (che quindi si allontana da quella materialista della Sinistra Storica), un discorso di questo tipo sia comunque interessante.
    Da sempre dico una frase “La Spiritualità finisce quando comincia la Religione”. La laicità di uno Stato non sta, secondo me, nel non avere necessariamente valori trascendenti, ma nel non imporli. Sta nel decidere che questi valori possono essere “in nuce”, nello spirito di chi scrive, ma non da imporsi.
    La laicità è per me molto importante, in tal senso. Posso accettare una “Società Spirituale” ma non una Società Religiosa. Dove c’è, o c’è stata, se ne vedono le conseguenze. Le “Teocrazie” sono sempre rovinose, e nessuno le rimpiange, dove ci sono!
    Soprattutto in una Società che è sempre più multiculturale e multireligiosa. E quindi, come tale, imporrebbe un discorso più di ampio respiro.
    Quindi, in uno Stato Laico, se dovesse intervenire il Papa, per contro dovrebbe intervenire anche l’Imam di Roma, magari anche il rappresentante delle Comunità Buddhiste Cingalesi e così via.
    In una cultura laica e multi spirituale, se viene dato spazio ad uno, deve essere dato spazio a tutti, per “par condicio”.

    Ma qui sorge un altro discorso che credo sia interessante. E mi riporta alla Rivoluzione Francese. La quale, con tutta la violenza che può avere portato, ha comunque definito una cosa essenziale: la laicità della Francia e dell’Europa in generale.
    Un qualcosa che sfata completamente il “mito” delle radici cristiane dell’Europa (da alcuni propugnate) da mettere al centro di una possibile Costituzione Europea.

    La Chiesa Cattolica, infine, è una contraddizione a cielo aperto. Infatti, è forse una delle strutture più ricche che esistano sul Pianeta Terra. E ciononostante continua a battere cassa, permettendo che i suoi adepti che davvero si impegnano possano essere senza fondi e senza aiuti.
    E’ quindi una struttura che posso tranquillamente definire molto negativa.
    Ciononostante continua a proporre ingerenze in ogni momento ed in ogni ambito della vita.

    Un’ingerenza anche in ambito accademico, con tutto quello che di negativo ha portato alla ricerca ed alla scienza in generale (vedi Galileo e Giordano Bruno, ed anche in epoca più recente l’invito esplicito a non indagare l’Universo prima del “Big Bang”) era quantomeno discutibile.
    Ben vengano, quindi, posizioni quali quelle verificatesi, che hanno detto seccamente “No” a questa ingerenza.
    L’Uniersità e la Ricerca devono rimanere in tal senso “Laiche”. Che non vuol dire, necessariamente, materialiste, ma non legate a nessuna Religione in particolare. Dove e quando questo è successo, ho già citato le conseguenze. Maglio evitare eventuali “Ricorsi Storici”, soprattutto da parte di un Papa che sta distruggendo tutto quanto di buono aveva fatto il precedente.

    Grazie per questo articolo.

    Sergio.

  13. perchè a me i commenti li cancelli? comunque ‘sta volta hai ragione tu, anche se l’errore madornale non è del papa, che non stimo affatto ma ha il diritto di dire la sua ( e lo stato laico avrebbe il dovere di non considerarlo) ma del rettore e del senato dell’università che lo hanno scelto per la presentazione; altro fatto gravissimo è quello che il rettore abbia pubblicato sulla stampa nazionale l’appello dei professori senza chiederne il consenso

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