Centro storico di Bellinzona: pedonalizzazione da sacrificare?

Il pregiato centro medioevale della Città di Bellinzona non può sopportare il transito di mezzi ingombranti e inquinanti quali sono quelli utilizzati finora. Su questo punto non si può tornare indietro. I pedoni si sono ormai riappropriati delle vie e delle piazze del centro: la Città è tornata a vivere in una dimensione più umana.
Non mi si accusi di plagio! Lo ammetto: non sono l’autore di queste frasi iniziali. Esse sono tratte dal programma elettorale del Partito socialista (sostenuto anche dall’allora Partito del Lavoro), ma che evidentemente, sul finire della legislatura, ha deciso di cambiare.
La questione della pedonalizzazione del centro storico di Bellinzona va affrontata attraverso quattro questioni che nessuno dei contrari ha ancora chiarito: il passaggio nelle ore di punta dei bus, con le dimensioni che conosciamo e con l’impatto ambientale conseguente,non pregiudicherà la vivibilità del borgo? La ventina di mezzi che passeranno per il centro storico non comprometteranno la pavimentazione, l’organizzazione del traffico e la sicurezza per i cittadini (e i bambini)? la corsia preferenziale che, come dicono gli iniziativisti, inizierà su una rotonda e finirà in un incrocio, che senso ha?

Pubblicato il 15 novembre 2007, in Politica comunale con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Credo che ho già avuto la possibilità di esprimermi su questo tema.
    Il nocciolo della questione è il piano viario del Bellinzonese.
    La storia incomincia quando circa 100 anni fa si praticò un grande passaggio nella muraglia bellinzonese, dove appunto c’era un portone, per far posto al passaggio dei veicoli. Si intendeva così aggirare/decongestionare il centro storico. La cosa ha funzionato per qualche decennio ma la strada del portone doveva anche sopportare il traffico internazionale e di transito per cui ben presto il tutto divenne insufficiente. La strada del Portone fu allargata coprendo il canale del riale di Daro, nel contempo si creò il sottopassaggio al tombone (vicino al cimitero) e poi si creò la circonvallazione delle Semine : piccoli cerotti. Negli anni ’60 il problema venne risolto temporaneamente con la costruzione dell’autostrada. Ma già allora si pensò un pò in avanti e si pianificò una strada espresso che doveva congiungere Castione con Camorino lungo la sponda sinistra. Per questo motivo (anni ’60) l’autostrada fu spostata sul lato destro del fiume Ticino, ovvero in quel di Carasso/Monte Carasso/Sementina.
    Però, però…
    La strada espresso era una soluzione brillante, avrebbe drenato tutto il traffico locale e alleggerito la strada del Portone e il centro storico. Avrebbe permesso l’arrivo dei pendolari, quelli che lavorano in governo in particolare, di arrivare direttamente e velocemente sul posto di lavoro. Troppo bello!
    A Bellinzona a larga maggioranza dominava il PLRT. Molti terreni dove avrebbe dovuto passare la Strada espresso erano in mano ai caporioni PLRT che volevano farci le loro speculazioni edilizie. Il piano regolatore di Bellinzona, e in particolare il piano viario che prevedeva appunto questa strada espresso, fu osteggiato sistematicamente e cadde in varie votazioni, ultima quella in Gran Consiglio, pure dominato da PLRT e PPD. Questo malgrado che le strade nazionali avessero già conformato i ponti sopra il Ticino con un sottopasso per la strada espresso. Pure altre varianti e altri tracciati della strada espresso caddero a causa delle medesime opposizioni.
    Poi si pensò di fare un semisvincolo a Carasso. È la soluzione della disperazione, ma lo stiamo ancora aspettando, e non risolverà completamente il problema.
    Anche la proposta di fare una galleria sotto Castel Grande da piazza Governo a Piazza del Sole è stata cassettizzata. Si è preferito un faraonico autosilo sotto piazza del Sole.
    La stazione ferroviaria a Nocca, vicino piazza Indipendenza, si caratterizza per la sua assenza. Idem per la metropolitana Castione-Camorino- Sementina-Carasso-Castione.
    Per anni i Bellinzonesi hanno dovuto, e lo devono tutt’ora, passare per la strettoia del Portone, con un’enorme perdita di tempo. Calcolate un pò quei 10 minuti moltiplicati per tutti gli automibilisti per tutti giorni per 50 anni !! Un danno enorme per la nostra magra economia.

    In questo caos si inseriscono i trasporti pubblici su strada. Dentro e fuori, fuori e dentro il centro storico. Comunque sempre nel caos del traffico cittadino bellinzonese condizionato dall’assenza di una pianificazione viaria degna di tal nome.

    Ora con l’allacciamento A2 – Locarnese si presenta l’occasione di risolvere definitivamente la questione.
    Costruire un strada espresso che circa dalla zona del bagno pubblico segua il fiume Ticino lungo la sponda sinistra fino a Giubiasco-Sementina, qui raccordo con l’autostrada e continuazione sulla sponda destra fino alla rotonda dell’aeroporto. La strada espresso drenerebbe tutto il traffico in entrata e uscita da Bellinzona e scaricherebbe anche il centro di Giubiasco.
    Ma ci vuole l’intellingenza e la volontà di realizzare soluzioni coraggiose e lungimiranti. Chissà se da noi esistono ?

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