L’essere umano prima del profitto

rossa_pugnoPerché i progressisti invece di guardare al futuro, al progresso, (…) vanno a rispolverare il nome di un’idea (il comunismo, ndr.), un progetto risultati fallimentari ormai più di mezzo secolo fa (…)?” E’ questa la domanda che si pone il signor Alessio Nesurini in una lettera apparsa su questo quotidiano pochi giorni fa. I progressisti guardano al futuro, è vero, ma non necessariamente al progresso così come oggi viene inteso: il progresso economico e tecnico spesso nasconde fenomeni di nuova schiavitù, di precariato e flessibilizzazione, di esclusione di chi questo sistema economico ha lasciato ai margini; di sfruttamento irresponsabile delle risorse naturali, privo di un discorso sulla sostenibilità. Per questo i progressisti vogliono non solo criticare un sistema che non sa quale posto dare all’uomo, ma ricominciare a studiare delle alternative di società, e il marxismo offre questa possibilità. E’ poi davvero così reale che il comunismo (dal punto di vista ideologico sarebbe più corretto parlare di “socialismo”) sia fallimentare? E’ crollato un tipo di socialismo applicato in certi paesi, in ben definite condizioni storiche e culturali. Intanto, però, a me risulta che in America Latina si stia tornando a parlare di un “socialismo del XXI secolo”, in Grecia i comunisti più ortodossi d’Europa hanno visto aumentare i seggi in parlamento, in Repubblica Ceca sono il terzo partito più grande nonostante l’esperienza del “socialismo reale”, in Italia la falce e il martello sono addirittura presenti due volte nella coalizione di governo, ecc. Solo in Svizzera il termine “comunista” suscita questi dibattiti.

Pubblicato il 2 ottobre 2007, in Movimento operaio con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Qui da noi per decenni o per quasi un secolo, additando lo stalinismo, non si è fatto altro che demonizzare il comunismo.
    Ovviamente il Marxismo ha bisogno di una spolverata ma lo ritengo sempre attuale e base per un progetto di una società nuova, più giusta e soprattutto a misura d’essere umano e del suo ambiente.

    Avete visto “Azione” del 6.11.07 a pag 14 si parla del “reddito di cittadinanza” , ovvero del salario civico (reddito minimo di sopravvivenza garantito a tutti). Sarà insignificante ma è un passettino nella giusta direzione. Notevole.

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