Licenziare un apprendista? Un’opera di bene!

Sul “Mattino della domenica” del 6 maggio 2007 è uscito un interessante articolo sul problema degli apprendisti lasciati a casa dai loro “datori di lavoro”, quelli che a me piace ancora chiamare “padroni” perché coloro che davvero “danno lavoro” sono i lavoratori, così almeno insegna un certo Marx!
Il giornalista, Lorenzo Quadri, intervista il rappresentante dell’Associazione Disoccupati e il sottoscritto a nome del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA), l’unico sindacato che espressamente vuole tutelare gli apprendisti. Prima di cedere la parola al Cantone e al padronato, sente pure il parere di Saverio Lurati del sindacato UNIA e di Nando Ceruso del sindacato cattolico OCST.
Quest’ultimo, da cui ci si aspetterebbe una posizione alquanto moderata, non lesina invece le critiche a padroni che di fatto si disimpegnano dal formare i giovani. E cosa mai riuscirà ad affermare il leader del sindacato più combattivo del pianeta, UNIA, la cui sezione ticinese è forse quella più a sinistra della Svizzera? Ascoltiamo le ultime parole famose di un sindacalista degno di questo nome. Dice il compagno Lurati: “In effetti il fenomeno (della rescissione dei contratti di tirocinio, ndr) c’è sempre stato. Bisogna dire che non sempre è negativo; non lo è nella misura in cui permette di correggere una scelta professionale sbagliata dell’apprendista (…)”.
Io non riesco a concepire, in tutta onestà, come si possano dire frasi di questo genere. Ogni volta resto allibito dal livello in cui cade questo “sindacato” che ho visto nascere a Basilea quasi tre anni fa. Lo scorso anno blocca uno sciopero a Reconveiller autorizzando il licenziamento politico degli operai più attivi; oggi, fra tutte gli altri errori (siano essi di moderazione o di stupido estremismo fine a sé stesso), riesce addirittura a edulcorare un licenziamento in quanto sopperirebbe alle mancanze dell’orientamento professionale.
Nessuna parola sul fatto che non esiste una reale protezione giuridica, che il diritto del lavoro in Svizzera è uno dei più liberali d’Europa (nel senso che i padroni fanno quello che vogliono!), che la figura dell’apprendista si trova in un limbo giuridico tanto che non si sa se vanno considerati lavoratori e quindi beneficiari ad esempio del diritto di sciopero oppure studenti. Nessuna critica nemmeno al fatto che gli ispettori di tirocinio sono latitanti e che l’unica frase che riescono a pronunciare di fronte a un conflitto in azienda è: “ne prendo atto!”. No, per UNIA sembra essere tutto a posto: “è sempre stato così!” (e allora a cosa serve il sindacato?). Addirittura si arriva a teorizzare che il licenziamento possa avere effetti positivi: della serie “aiutiamo i padroni a giustificarsi meglio”!
Vi garantisco che il SISA non la pensa così e a questo punto costruire l’alternativa sindacale a UNIA è – poche ciance! – un dovere, lo dico come ex-delegato di UNIA al suo congresso costitutivo!

Pubblicato il 26 maggio 2007, in Movimento operaio, Politica cantonale, Politica giovanile con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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