W il 1° Maggio – Anche gli studenti in piazza!

Ogni classe sociale ha le sue feste preferite. I nobili istituirono le loro feste, in cui proclamavano il loro diritto di spogliare i contadini. I borghesi hanno le loro, in cui giustificano il diritto di sfruttare gli operai. Anche i preti hanno le loro feste, ed esaltano in esse gli ordinamenti esistenti, per cui i lavoratori muoiono nella miseria e gli altri guazzano nel lusso. Anche gli ultimi, i senza voce, devono avere la loro festa e in essa devono proclamare lavoro, istruzione, solidarietà, eguaglianza.

Perché il 1° Maggio?
La nascita del 1° Maggio, come Giornata internazionale dei Lavoratori, è legata alla lotta per l’introduzione per legge della giornata lavorativa di otto ore. Siamo nella seconda metà dell’800. Allora il padronato imponeva, anche ai bambini, di lavorare per un misero salario fino a 16 ore al giorno pena il licenziamento. Oggi in ancora molti paesi del mondo questa è una realtà, ma anche in Svizzera la lotta per ottenere migliori condizioni di lavoro è stata durissima e lunga, e oggi vediamo – a causa anche della passività della popolazione che si lascia indottrinare sul fatto che da noi tutti stanno bene – questi diritti sparire poco alla volta, anche perché da parte dei vari governi non esiste più la paura che anche altrove si possa fare “come in Russia”! Proprio per rivendicare le otto ore, si organizzò il 1° Maggio del 1886 a Chicago una grande manifestazione. La repressione governativa e padronale fu brutale e selvaggia. Intervennero la polizia e l’esercito. Sulla folla dei manifestanti si abbatté una pioggia di proiettili e venne fatta esplodere una bomba in mezzo al corteo. Morti e feriti si contarono a decine. Centinaia furono gli arrestati. Fra questi gli organizzatori e i leader del movimento, processati sommariamente e condannati all’impiccagione. Molti decenni più tardi sarà Ernesto “Che” Guevara a dire: “la democrazia liberale è la forma di governo della borghesia quando non ha paura; il fascismo quando invece ha paura!”.
Nel 1889 l’Internazionale istituì la Giornata internazionale dei lavoratori, in ricordo dell’eccidio degli operai di Chicago. Cosicché il 1° Maggio del 1890 si tennero grandi manifestazioni nelle più importanti città degli USA e dell’Europa sfidando in parecchie circostanze le cariche e gli arresti della polizia, serrate padronali e licenziamenti. Per la prima volta nella storia, nello stesso momento, in tutti i Paesi dell’occidente, la classe operaia organizzata manifestava per la propria emancipazione.

Cosa c’entrano gli studenti?
In Ticino quasi cinque anni fa è nato un progetto molto particolare: un gruppo di studenti perlopiù liceali che decise di difendersi dai continui attacchi non solo alla scuola, al diritto allo studio; ma pure dai continui peggioramenti nelle condizioni di vita e di lavoro dei giovani anche in un paese ricco come il nostro. Nasceva dal basso, senza soldi e senza appoggi politici un Sindacato di nuovo tipo, militante, che univa apprendisti, studenti universitari, studenti liceali, e giovani che già lavoravano: il SISA. Un progetto che infastidiva i sindacati ufficiali che avevano dimenticato i giovani e che faceva paura al governo che ancora oggi si ostina a far finta che non esistiamo dipingendoci come fanatici. Il SISA è il movimento organizzato giovanile che più di tutti ha segnato le lotte degli ultimi anni con scioperi, manifestazioni, assemblee e pure qualche azione selvaggia. Il SISA ha voluto unire le lotte dei giovani al lavoro, con quelle dei giovani agli studi senza creare divisioni e questo perché gli studenti oggi sono già lavoratori: quanti sono coloro che per mantenersi agli studi devono avere un lavoro serale o nel fine settimana? Le statistiche sono chiare e di anno in anno peggiorano. E in generale gli studenti sono comunque i lavoratori di domani: è importante quindi che essi siano inseriti in un contesto di solidarietà e di compresione delle difficoltà e delle rivendicazioni di chi già oggi conosce il lavoro salariato e magari anche precario, interinale, su chiamata, senza futuro, a rischio licenziamento senza giusta causa. Eh già, perché il diritto del lavoro in Svizzera è uno dei peggiori d’Europa e l’Ufficio Internazionale del Lavoro ha già condannato il nostro governo per atteggiamenti anti-sindacali… messi in questo sullo stesso piano con dittature di paesi del terzo mondo! Gli studenti hanno quindi il dovere di combattere a fianco di apprendisti, lavoratori, disoccupati, precari, ecc. per l’emancipazione sociale e per una reale democrazia non formale ma partecipativa.

E concretamente, quest’anno?

Essere al 1° maggio di Lugano nello spezzone del SISA significa anche concretamente ribadire la propria insoddisfazione verso l’enneisma prova dell’arroganza governativa che ha tentato di imporre una riforma liceale selettiva e basata sull’ideologia neo-liberista che vede la scuola non come comunità culturale ma come fabbrica di futura manodopera possibilmente docile e apatica.

Pubblicato il 1 maggio 2007, in Movimento operaio, Movimento studentesco con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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