“Almeno il 30-40% dei cittadini rimpiange il socialismo”

RSF YugoslaviaIl NKPJ è l’unico partito operaio rimasto sul territorio della ex-RSF di Iugoslavia a richiamarsi al pensiero di Tito. Esso opera in tutte le Repubbliche ex Jugoslave. In Croazia e Slovenia illegalmente: a causa della denominazione (e forse anche per il programma) non viene registrato. In Bosnia non riconosce l’Accordo di Dayton perché lo ritiene un atto con il quale viene legittimata l’occupazione della Bosnia ed Erzegovina da parte degli imperialisti, e perciò non partecipano alle elezioni.
Dopo aver sostenuto a suo tempo la linea anti-imperialista e patriottica del Partito Socialista guidato da Slobodan Milosevic, i comunisti hanno contestato a questo partito la volontà, nonostante tutto, di non opporsi alla restaurazione capitalista nel paese. Benché le relazioni coi socialisti rimangano discrete, questi hanno fatto di tutto per evitare l’entrata del NKPJ in parlamento.
A seguito della controrivoluzione del 5 ottobre 2000 il NKPJ si è trovato in una situazione molto critica: il nuovo governo ha imposto loro vari doveri e tasse, amministrative e finanziarie. Inoltre pure la sede del partito, situata in un edificio pubblico è in forse, anche perché, recentemente ha subito un attacco vandalico ad opera di elementi di destra.
Alle consultazioni del 2000 e del 2002 i comunisti non furono autorizzati a presentare proprie liste elettorali, nonostante avessero candidati e proponenti in numero sufficiente. Oltre a ciò si sta valutando di introdurre una nuova forma di pre-registrazione dei partiti politici, con il necessario pagamento di ingenti tasse. Entro il 15 giugno del corrente anno il NKPJ dovrà pagare tutte le tasse altrimenti perderà la sede e persino la registrazione quale partito politico, costringendolo ad entrare nella clandestinità.
Il segretario generale del partito, Branko Kitanovic, ha scritto: “stiamo riuscendo a raccogliere una certa somma, ma ci serviranno ancora 5-6 mila euro. A causa del lungo embargo, dei bombardamenti e di altre ragioni, il nostro paese si è molto impoverito, e i suoi abitanti (particolarmente operai, studenti, impiegati) a malapena riescono ad arrivare alla fine del mese”. Da qui la richiesta di aiuto concreto nel nome dell’internazionalismo ai partiti fratelli come prestito per evitare la fine di un’esperienza importante. Continua il compagno Kitanovic: “a causa di una brutale dittatura, nel paese di fatto è stata messa a tacere una opinione pubblica composta di milioni di cittadini. Con l’ausilio anche di una modesta propaganda, riteniamo che un numero imponente di cittadini si affiancherebbe a noi, perché ancora almeno il 30-40% dei cittadini rimpiange il socialismo, qualunque siano state le sue mancanze. Infatti, per il popolo jugoslavo quel socialismo è stato senza dubbio meglio di questo capitalismo coloniale imposto a ritmo accelerato”. Potete contattare il NKPJ scrivendo a: Branko Kitanovic,  Beograd, Nemanjina 34, Tel/fax 0038111642985

Pubblicato il 15 aprile 2007 su Internazionale, Movimento operaio. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: