Il Consiglio Cantonale dei Giovani non sarà un soviet, ma è comunque interessante!

Bisogna dare atto al Movimento per il Socialismo (MPS) di essere sempre stato molto coerente nei confronti del Consiglio Cantonale dei Giovani (l’ex-Forum dei Giovani). Le critiche rivolte da questo partito rimasto fermo al palo del “trotzkismo” anni ’30 sono però in alcuni aspetti sinceramente ridicole e meritano di essere confutate da Sinistra. Sì, perché far credere all’opinione pubblica che il giudizio della Sinistra sia tanto distruttivo nei confronti di ragazzi che si impegnano per un progetto come il Consiglio Cantonale dei Giovani sarebbe alquanto dannoso oltre che inveritiero. Va precisato – a mo’ di premessa – che personalmente non vi ho mai partecipato attivamente: ho però avuto il privilegio di collaborarci l’ultimo anno e me ne sono fatto un’idea. Il mio è quindi un discorso assolutamente distaccato, da osservatore esterno, ma certo influenzato dalla mia quotidiana esperienza fra i ragazzi in età liceale o di apprendistato.
Dice l’MPS che il Consiglio dei Giovani è istituzionalizzato. Sì, è vero, nel senso che è previsto dalla legge e si rifà allo Stato. Ma necessariamente tutto ciò che è istituzionalizzato è negativo? In fin dei conti anche l’MPS tanto contrario alle istituzioni ha presentato alle elezioni una lista non solo per il parlamento ma persino per il governo. Lasciatemi dire qualcosa di Sinistra, tanto per farmi capire degli MPSsini: se siamo veri rivoluzionari non possiamo non essere anche concreti e pragmatici, sfruttando tutte le possibilità di partecipazione (per quanto minime possano essere) che comunque questo iniquo sistema ci offre. Saremmo contro-rivoluzionari solo se ci limitassimo a questo, dimenticando la lotta militante fra la base e sul territorio. Ma tutti sanno che questo, certo, non è il nostro caso.
Dice l’MPS che il Consiglio dei Giovani è una trovata della borghesia per distogliere l’attenzione dei ragazzi dai loro problemi quotidiani a scuola o sul posto di lavoro e per incanalarli, sia loro sia le discussioni e le proteste, in una struttura – appunto – istituzionalizzata e quindi vuota, controllabile e fine a se stessa. Che la classe politica, autorizzando la creazione del Consiglio dei Giovani, abbia pensato effettivamente a ciò, non lo posso escludere: che molti politici lo considerino un mero esercizietto civico, un contentino per i giovani che reclamano di non essere mai ascoltati, è sicuramente vero; non è vero però che il Forum (come ci piace ancora chiamarlo) abbia allontanato i ragazzi dall’azione diretta e dall’analisi critica, anzi è stata ed è tuttora un’interessante palestra politica e da quello che ho potuto vedere nemmeno troppo burocratica: non sono pochi i ragazzi che hanno partecipato al Forum e che oggi sono attivi nelle assemblee studentesche delle rispettive scuole, che sono diventati sindacalisti del SISA, che vogliono prendere parte al processo politico “vero” e “adulto” in maniera costruttiva (qualcuno va in consiglio comunale, qualcun altro prende contatto con associazioni attive in determinati ambiti che magari proprio durante i work-shop del Forum sono stati approfonditi suscitando una passione, ecc.). Nonostante tutto, quando certa destra accusava il Forum di essere una “fucina della rivolta sociale” non aveva tutti i torti: a me fa solo piacere, strano che non lo faccia ai compagni dell’MPS che sono sempre più a sinistra di tutti.
Dice l’MPS che il Consiglio dei Giovani non è rappresentativo. Ma se l’MPS non vuole le elezioni in miniatura, non vedo cosa si possa fare per rendere il Forum più rappresentativo: il problema infatti non è tanto quello della rappresentatività ma piuttosto quello della partecipazione. Il Consiglio dei Giovani è infatti aperto a tutti: chiunque si può iscrivere e prendervi parte (non ci sono elezioni, non ci sono delegati, non ci sono selezioni in base all’ideologia di ciascuno). In questo senso si dovrebbe favorire la presenza nel Forum di tanti giovani, delle più disparate opinioni: la partecipazione deve essere favorita dalle scuole, dalle giovanili di partito, dalle associazioni civili e sociali, dalle gioventù sindacali, ecc. Lo dovrebbe favorire lo stesso MPS, così magari uscirebbe un attimo dal suo guscio settario di unico portatore della verità rivoluzionaria. In fin dei conti il cosiddetto “entrismo” era pratica corrente, una volta, dei “trotzkisti”. Tutto ciò– l’avrete capito – è però più una questione di partecipazione, che di rappresentatività.
L’MPS ha tuttavia ragione quando afferma che le risoluzioni del Consiglio dei Giovani non hanno un seguito reale, ma questo è un problema della classe politica, un deficit democratico del nostro governo. Intanto, però, come consolazione, possiamo dire che una certa quantità di ragazzi ha discusso su un tema (in futuro magari più temi e tutti di stretta attualità), si è informata e ha elaborato una posizione. Tanto meglio, quindi, se il Forum diverrà realmente un Gran Consiglio giovanile. E’ compito dei sinceri democratici quello di battersi affinché le parole dei giovani non rimangono solo nell’aria.
L’MPS continua la sua arringa contro il Consiglio dei Giovani dell’anno corrente accusandolo di non aver discusso del tema “Giovani e mondo del lavoro” che si era invece prefissato. L’MPS al Forum non c’era e quindi non lo può sapere, ma i ragazzi della tematica in questione ne hanno comunque parlato: hanno sentito relazioni del sindacato, del padronato, del DECS; hanno posto domande; si sono fatti un’idea dalle varie angolature degli interessi in gioco, delle contraddizioni, delle problematiche e hanno visto pure qualcuno che polemizzava. Certo, non hanno potuto approfondire molto l’argomento, ma questo perché, visto il numero più basso del previsto di partecipanti, i ragazzi hanno preso atto con molta maturità che esistono dei problemi e si sono riservati il tempo per rifletterci e per proporre delle soluzioni. Il Consiglio dei Giovani quest’anno ha parlato su se stesso: non è un male – come crede invece l’MPS – è al contrario un momento di autoanalisi critica molto importante. L’MPS sostiene pure che le proposte presentate dai giovani siano una degenerazione burocratica della struttura. Farneticazioni: per i trotzkisti tutto quello che non è loro è burocratico! O forse è vero: è burocrazia, ma io personalmente non ho mai visto il Forum come un comitato d’azione o un movimento politico, lo vedo piuttosto come un luogo in cui i ragazzi possano avvicinarsi un po’ alla discussione di questioni piuomeno attuali, a problematiche reali che spesso a scuola non si può o non si vuole affrontare, niente di più. Adesso forse capisco il ragionamento del MPS: il Forum non è manipolabile ai fini della rivoluzione proletaria permanente, per questo fa schifo ed è inutile.
Ragazzi: non dovete odiare i comunisti perché leggete questi commenti del MPS. Io che sono comunista ve lo garantisco: non siamo tutti così!

Pubblicato il 3 giugno 2006, in Politica giovanile con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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