In morte di Giovanni Paolo II

Risposta ad uno studente che aveva ricordato la figura del papa polacco.

Caro Andrea,
parlare del papa non è proprio una tematica da lista SISA, ma aprire una discussione fa sempre bene. Premetto che non sono battezzato, sono ateo, filosoficamente parlando sono vicino al materialismo-dialettico, e collaboro con l’Associazione dei Liberi Pensatori. Io penso che la fede sia qualcosa di assolutamente individuale, che non ha bisogno di essere ostentato (in nessun modo: e qui non nascondo la mia radicalità che mi porta a rifiutare la laicità: io sono per il laicismo!). Fra fede e gerarchia ecclesiale c’è però un abisso enorme, ed è sempre bene ricordarlo. Non sono anarchico, ma devo ammettere che la Federazione Anarchica Italiana ha scritto un ottimo comunicato sulla figura del pontefice scomparso, e la puoi leggere su http://www.indymedia.ch/it. In questi giorni siamo stati sommersi da un’orgia mediatica da far paura! E si sta facendo passare un’immagine che personalmente non condivido sulla figura di Giovanni Paolo II, quasi un santo, insomma. Un’apologia unica e un culto della personalità che neanche nell’URSS di Stalin… Rispetto i credenti che sono rimasti sconvolti dalla perdita del papa, ma non ho altrettanto rispetto per gli intellettuali che in questi giorni si stanno appiattendo nella costruzione di un pensiero unico sulla figura del papa polacco. Non vedo neppure nei media alcuno spirito critico, che porti ad analizzare sia il Papa, sia il suo Pontificato, mettendo il più onestamente possibile eventuali pregi e i limiti sulla bilancia. Benedire il sindacato clerico-fascista Solidarnosc in Polonia (appoggiato dal clan neoliberista Thatcher-Reagan), benedire il dittatore cileno Pinochet, mettendo in imbarazzo non pochi sacerdoti che avevano lottato per salvare la democrazia di Allende, beatificare il leader delle squadracce nere della Croazia e non opporsi in modo risoluto alle guerre nei Balani (anche perché il Vaticano aveva enormi interessi a far scannare quei popoli fra di loro, frantumando quel bel paese che era la Federazione Jugoslava). Queste sono state azioni pesantissime e per me imperdonabili che Wojtila ha compiuto! Altro esempio: mentre Giovanni XXIII cercava un dialogo serio in un paese come la Turchia, che conosco abbastanza bene, Giovanni Paolo II ha definito barbari i rivoluzionari kemalisti che hanno combattuto per la liberazione nazionale contro gli invasori imperialisti. Un papa, poi, che non ha ceduto niente sul lato del dogmatismo religioso, operando scelte non solo conservatrici, ma addirittura reazionarie, che si pagheranno caro nei paesi sottosviluppati. Certo mi ha fatto piacere il suo no alla guerra di Bush o i vari mea culpa, ma mi dispiace, ciò non equilibria i lati negativi del suo regno. Mi unisco quindi al cordoglio per la morte di un uomo come un altro. Non un grande uomo, né tantomeno un grande papa. Ti ringrazio di aver aperto la discussione su un tema che merita di essere dibattuto criticamente, e mi farebbe piacere aver le reazioni di altri colleghi e colleghe che leggono.
Un saluto di amicizia.

Pubblicato il 2 maggio 2005, in Internazionale con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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