Un ragazzo, giocando, distrugge il muso di una statua. E’ giustificata la criminalizzazione dei giovani?

Trascorso un po’ di tempo, vorrei soffermarmi sul grave atto terroristico subito da uno dei simboli di Bellinzona. Già, la foca di piazza governo si è vista mozzare il muso dopo anni di pietrificata presenza. Per la città un affronto di proporzioni inimmaginabili! Condoglianze al Municipio. Subito abbiamo sentito gli “opinionisti” di sempre gridare allo scandalo e ai vandali che ci stanno invadendo. Devo ammettere che la mia reazione alla notizia è stata invece una grande ilarità. Speravo che il sacrificio della statua fosse da intendersi perlomeno come gesto di disobbedienza civile in questo momento di grave crisi politica. Invece no, è stato solo un incidente provocato da un ragazzo. E giù allora i moralisti di sempre a gridare allo scandalo, ai giovani d’oggi vandali senza valori, privi della benché minima educazione, teppisti dediti alla droga, sbandati che necessitano di ferrea disciplina, assassini delle nostre tradizioni. Signori, è stata una bravata, solo un piccolo incidente giovanile: stiamo calmi! Credo che lo shock subito dal ragazzo nel vedersi rimanere in mano il muso di cotanta arte sia stato già abbastanza forte: facciamo in modo che l’ostentata criminalizzazione della vitalità giovanile non abbia il sopravvento! Gravissimo, stando a qualcuno, sarebbe la complicità dei genitori nel non denunciare il figlio. Ma vi sembra strano? Dopo la dichiarazione di stato d’emergenza, di guerra e di catastrofe del Municipio a seguito dell’altro attentato all’integrità delle istituzioni, come l’abbattimento del povero Noce piantato in occasione del 200° del Cantone, cosa si pretendeva? Io non metterei mai nelle fauci della pola un ragazzino che non ha fatto nulla… sì, nulla in confronto alla “ladrate” di tanti personaggi degli alti ranghi, nulla in confronto ai reali problemi della popolazione per i quali si ha sempre pronto un velo da stenderci sopra. E per un ragazzo che ha commesso un danno involontario, cosa volete? Lo ammanettiamo anche? ordiniamo il Berufsverbot? Ci vorrebbe il riformatorio? L’educazione la si insegna a casa, eventualmente a scuola, non in tribunale. Non facciamola lunga, insomma, mi spiace anche a me che la Foca, compagna di tante manifestazioni, sia monca, ma cos’è la soluzione? telecamere-spia ovunque? poliziotti dalla grande sensibilità umana in ogni metro quadro? magari l’esercito (come proposto da Perugini contro i canapai?), suvvia non siamo ridicoli!

Pubblicato il 30 dicembre 2003 su Politica giovanile. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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