Giornate Autogestite 2000: kaputt und total verrückt!

Mentre sto scrivendo non è ancora noto se le Giornate Autogestite al LiBe verranno annullate per mancanza di proposte o meno. Qualunque sia la decisione, mi sento di fare una serie d’osservazioni su quella che è stata l’organizzazione delle stesse quest’anno e gli anni passati.
Le prime giornate si organizzarono nel 1996/97 con un buon successo di partecipazione (non solo passiva, s’intende). Forse grazie anche ad un articolo- spinta di un ‘sore comparso sulle pagine del giornalino di allora.
Col passare degli anni poi, man mano l’entusiasmo si è affievolito, inizialmente con la mancanza di proposte, poi anche col fenomeno delle bigiate. Eh sì, gente che bigiava proprio quando logica non vuole: ovvero nel periodo in cui non c’erano le lezioni tradizionali, ma lezioni organizzate da noi in base ai nostri gusti.
Vedendo questa progressiva mancanza di interesse, forse dovuta alla convinzione che “tanto ci sono quelli del Comitato che fanno tutto”, la Direzione non è stata a guardare, intervenendo con decisioni criticabili che ne rendevano difficile l’organizzazione: si andava dal “semplice” annullamento di proposte, forse perché moralmente dissacranti, all’assurda esigenza della controparte in talune attività non troppo lealiste.
Durante l’Assemblea degli studenti di inizio anno (settembre 1999), alla quale hanno partecipato ancor meno allievi degli anni scorsi, in gran parte perché egoisti e menefreghisti della vita comune di studente, altri perché intenzionati a boicottare tutte le manifestazioni d’un Comitato visto come un covo di pastorizzati incapaci, e una minoranza perché costretti, da qualche docente che non ha voluto spostare il lavoro scritto previsto durante quelle ore, a rimanere in aula e a sottoporsi al test, l’ordine del giorno prevedeva una votazione sulle stesse: visti i vari bigiamenti dell’anno precedente, il Comitato aveva pensato di modificare il piano organizzativo. In pratica si voleva abbandonare la grande libertà delle precedenti gestioni, invitando gli studenti già nel primo periodo a iscriversi ad un argomento di base (scienze, musica, sport,…) che li avrebbe vincolati per tutta la durata dell’autogestione. Idem per le proposte: al mattino del tal giorno assolutamente un film, al pomeriggio del giorno dopo assolutamente la presentazione di un personaggio. Una decisione inadeguata, che però, durante l’assemblea era stata accolta all’unanimità … anche col mio voto! E’ stato un grande errore che ha provocato un deficit insanabile per quanto riguarda le proposte: -80!
Ci si è resi conto di questa mancanza di partecipazione attiva decisamente tardi: con due giorni di anticipo rispetto alla data ultima per consegnare le proposte di attività, si è potuto constatare la crisi. E con un atto di coraggio quasi presuntuoso il Comitato ha invitato tutti a proporre e proporre ancora, un numero di ottanta attività nel limite di tempo suddetto. Si sarà seguito il detto “finché c’è vita c’è speranza”?
E dopo aver criticato l’operato del Comitato voglio ricordare però che non è tanto semplice portare avanti manifestazioni in un mondo studentesco così piatto dominato dalla filosofia del “cazzi loro!”. Ricordiamoci che se non inglobiamo i “cazzi loro” nei “cazzi nostri”, siamo ben disposti allora a farci sottomettere dai loro!

Pubblicato il 1 febbraio 2000 su Movimento studentesco. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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