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L’antifascismo non va banalizzato!

Il compagno Daniele Maffione, responsabile “antifascismo” per i Giovani Comunisti italiani (organizzazione legata al Partito della Rifondazione Comunista), con un suo recente articolo ha sollevato un polverone in certi ambienti del movimento comunista della penisola. L’articolo contiene, a dire il vero, alcuni elementi poco approfonditi, i quali possono effettivamente creare confusione. Ad esempio anche noi, come comunisti ticinesi e svizzeri, siamo anti-europeisti e non per questo difendiamo teorie economiche fasciste, anche se è evidente il rischio di pensare – sbagliando! – che per uscire dalla globalizzazione imperialista si debba per forza effettuare una sterzata reazionaria e tornare agli stati nazionali. Il culto dello stato nazionale nella fase storica attuale in Occidente (che, non a caso, non è paragonabile all’Oriente) porterebbe solo a dare illusione alla classe operaia (o meglio: alla “aristocrazia operaia”) di una presunta sovranità riconquistata, imbrigliandola in realtà – in modo ancora più totale del solito – fra le mani della borghesia, che non esiterà – nel contesto ormai evidente del confronto interimperialista – di spingerla in una nuova guerra fra poveri. E la patria si gloria di altri “eroi”  (…sempre proletari naturalmente) alla memoria…

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Il Venezuela mette fifa…

ChavezHo letto l’articolo “Sul più bello Chavez… va all’estero” firmato da Paolo Manzo sull’edizione del GdP del 27 giugno e desidero commentarlo brevemente. Dall’articolo traspare un odio latente verso il presidente democraticamente eletto del Venezuela che rende il pensiero del giornalista ben poco obiettivo. Un odio corroborato, sembra, dal fatto che Chavez stia intrattenendo rapporti con paesi che portano avanti una politica anti-imperialista come l’Iran islamica, la Bielorussia statalista e la Russia di Putin che non accetta il dictat euro-atlantico. Onore a quelle nazioni che danno ancora peso a parole come indipendenza e sovranità, mi viene da dire!
Paolo Manzo continua condannando le televisioni “di regime”, unicamente per il fatto che sostengono il governo bolivariano che sta dando istruzione e sanità gratuita a tutti quei diseredati che prima erano abbandonati ai margini delle strade. Si cita poi l’esempio di una TV privata a cui non è stato rinnovata la concessione, ma ammettiamo che una TV privata ticinese lanciasse proclami all’insurrezione armata contro il nostro Consiglio di Stato, il GdP la difenderebbe? Perché questo è successo in Venezuela nel caso concreto.
Inoltre il vostro giornalista (che forse dovrebbe rileggersi i messaggi di fraternità cristiana che il vostro quotidiano dovrebbe diffondere) parla di masse di studenti in ribellione. Nella mia qualità di coordinatore del sindacato studentesco ticinese, mi occupo pure delle relazioni internazionali e vi garantisco che qualche “figlio di papà” proveniente da famiglie agiate che protesta perché ora nelle università venezuelane ci vanno anche i poveracci, non sono rappresentativi dei giovani di quel paese.

Il Venzuela avanza verso il socialismo

Il 15 dicembre scorso, il comandante Hugo Chávez ha fatto appello alle forze politiche che lo sostengono nella Rivoluzione Bolivariana, affinché partecipino alla costituzione del partito unico della Rivoluzione, il cui nome sarà Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV). Dal già avanzato patriottismo anti-imperialista bolivariano il Venezuela libero avanza a passi da gigante verso il Socialismo! I compagni del Partito Comunista locale stanno discutendo in queste settimane sulla questione della loro adesione a questo nuovo soggetto rivoluzionario che servirà a consolidare il potere popolare.

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