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	<title>Blog di Massimiliano Arif Ay</title>
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	<description>Segretario politico del Partito Comunista del Canton Ticino (Svizzera)</description>
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		<title>Relazione politica al XXI Congresso del Partito Comunista del Ticino</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 07:04:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Amiche e amici ospiti, compagni dei partiti esteri, del KKE esempio di mobilitazione; del PdCI attraverso cui saluto il compagno Oliviero Diliberto che ho recentemente incontrato al vostro Congresso di Rimini; compagni delle rappresentanze diplomatiche, dei partiti della sinistra ticinese &#8230; <a href="http://maxarifay.wordpress.com/2011/11/27/relazione-politica-al-xxi-congresso-del-partito-comunista-del-ticino/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=526&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;" align="center"><a href="http://maxarifay.files.wordpress.com/2012/01/img_87264.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-527" title="IMG_8726" src="http://maxarifay.files.wordpress.com/2012/01/img_87264.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" width="300" height="200" /></a>Amiche e amici ospiti, compagni dei partiti esteri, del KKE esempio di mobilitazione; del PdCI attraverso cui saluto il compagno Oliviero Diliberto che ho recentemente incontrato al vostro Congresso di Rimini; compagni delle rappresentanze diplomatiche, dei partiti della sinistra ticinese e cari compagni dalla Mesolcina; compagna Tamara Magrini, rappresentante dell’Autorità comunale di Locarno;  compagno Cyrille Baumann del Partito del Lavoro di Berna e della Gioventù Comunista nazionale: grazie a tutti voi per onorarci della vostra presenza.</p>
<p style="text-align:justify;" align="center">Carissime compagne, carissimi compagni, vorrei iniziare questa mia relazione introduttiva in modo un po&#8217; anomalo, perché c&#8217;è un compagno, si chiama Oscar ed è di Giubiasco, che oggi non ha potuto raggiungerci a questo nostro 21° Congresso: mi ha scritto un sms con uno <em>smile</em> triste in cui mi diceva “i miei genitori dicono che sono troppo piccolo per queste cose”, e allora gli ho promesso che l&#8217;avrei salutato da qui, da questo podio. Oscar con i suoi 13 anni è il più giovane compagno che si è avvicinato al nostro movimento giovanile. A quell&#8217;età tante cose ancora possono cambiare, certo, ma l&#8217;entusiasmo per gli ideali più profondi di uguaglianza e giustizia che appartengono alla nostra tradizione di lotta, sono il motore che ci fanno andare avanti e che in questo periodo di incertezza e di crisi portano tanti giovani a interrogarsi sul futuro di una società profondamente iniqua che sta scelleratamente dimostrando di non aver imparato nulla dalla storia.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-526"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Voglio dedicare a Oscar una citazione che una decina di anni fa, quando ho iniziato a fare politica attiva, mi aveva entusiasmato e mi aveva definitivamente posto risolutamente a sinistra. E&#8217; una frase di un grande rivoluzionario, un grande marxista-leninista, che in troppi banalizzano e che in tanti strumentalizzano, ma che noi come comunisti sappiamo riconoscere come un esempio dal punto di vista storico e politico. Il comandante Ernesto Che Guevara ci ha insegnato, infatti, che: “C&#8217;è qualcosa di più importante della classe sociale a cui appartiene un individuo: la gioventù, la freschezza, l&#8217;ideale, la cultura che nel momento in cui si esce dall&#8217;adolescenza si mette al servizio degli ideali più puri”. E questa frase la voglio dedicare non solo a Oscar ma ai tanti giovani e giovanissimi che hanno ripreso in mano la bandiera rossa che molti davano per sepolta del Partito ticinese del Lavoro – quella che vedete appesa lì dietro – e che questo Congresso, a partire dal titolo, vuole onorare perché è in gran parte grazie ai giovani se il progetto politico che rappresentiamo è tornato a marcare il territorio in Ticino con innovazione e tenacia, come abbiamo potuto sentire dalle parole che mi hanno preceduto del compagno Aris.</p>
<p style="text-align:justify;">Come scriveva il compagno Filipe Madureira, un nostro compagno del Mendrisiotto, qualche mese fa: nei partiti comunisti di un tempo, anche nella sezione del più piccolo dei comuni, le riunioni iniziavano partendo dalla relazione sul quadro internazionale, per poi man mano calarsi ad analizzare le questioni nazionali, regionali, poi comunali e di quartiere o di posto di lavoro. Questo permetteva di inserire ogni singolo aspetto, anche il più piccolo, della vita politica nel giusto contesto globale, fatto di intrecci e relazioni non sempre evidenti. Forse una volta si esagerava, ma a me pare che oggi, invece, abbia vinto un modo di far politica spiccio, spesso superficiale oltre che volgare. Questo Congresso vuole riuscire a impostare il lavoro dei comunisti ticinesi nei prossimi due anni ricercando un equilibrio fra la necessità di avere le idee in chiaro sugli aspetti internazionali e la capacità di sapersi connettere con il tessuto sociale e popolare nel quale ci troviamo ad operare nel nostro Cantone e nei nostri Comuni.</p>
<p style="text-align:justify;">E voglio iniziare proprio dal contesto globale nel quale i comunisti si trovano ad operare. Anche il documento politico di questo congresso parte da un analisi ad ampio respiro per contestualizzare anche l’azione di un partito comunista del XXI secolo nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align:justify;">Il capitalismo non si è fermato, ha continuato a mutare e ad affinare i suoi sistemi di sfruttamento dell&#8217;uomo sull&#8217;uomo e dell&#8217;uomo sulla natura. Con la globalizzazione ha saputo scomporre la classe operaia, ha saputo riattualizzare il dominio imperialista del centro sulle periferie e oggi che la crisi economica sistemica sta imperversando sta riproponendo pericolosissimi scenari militari</p>
<p style="text-align:justify;">Ma non si tratta semplicemente di parlare di capitalismo, dobbiamo parlare chiaramente di imperialismo e di lotta contro l&#8217;imperialismo, di solidarietà internazionalista a favore dell&#8217;unità e della sovranità nazionale dei paesi periferici, parole vecchie, parole drammaticamente vere e attuali. E riscorprire questa analisi, rigorosamente marxista, diventa strategico: da quando il blocco sovietico è venuto meno, le guerre sono aumentate e i diritti sociali in occidente sono crollati, le utopie gorbacioviane seguite anche dal nostro Partito, sulle case comuni europee hanno dimostrato tutta la loro inconsistenza e il loro spirito reazionario, anche se in molti a sinistra, quella sinistra buonista tipicamente occidentale ed eurocentrica, continuano a crederci.</p>
<p style="text-align:justify;">Per noi comunisti la lotta anti-imperialista non deve mai venir meno, ma si tratta ora di rimetterla ai primi posti della nostra azione perché non ci sarà mai socialismo, senza prima una piena indipendenza e una chiara posizione contro le forme vecchie e nuove, militari o finanziarie, di colonialismo.</p>
<p style="text-align:justify;">La recente distruzione manu militari della Giamaria Araba di Libia Popolare e Socialista sorta dalla rivoluzione del 1969 e il genocidio perpetrato dalla NATO contro il popolo libico porterà alla trasformazione della Libia in un stato fantoccio del colonialismo europeo, uno stato in cui viene riabilitato nientemeno che Mussolini, come ha ammesso il cosiddetto premier del dopo Gheddafi e questo alla faccia della democrazia esportata e alla faccia di certi compagni che manifestavano assieme a esponenti dell’integralismo islamico con le bandiere tricolori della Libia monarchica. Passi indietro giganteschi nell’emancipazione dei popoli africani saranno presto visibili a causa anche dell’incapacità della sinistra occidentale di costruire forti mobilitazioni contro la guerra e con i governi popolari che in posizioni difficilissime tentano di ridare dignità a popoli in perenne stato di sfruttamento. E la Svizzera deve prendersi le sue responsabilità, al di là delle belle parole dei ministri degli esteri socialdemocratici: chi è che ha autorizzato di calpestare il cosiddetto patrio suolo di questa nostra Confederazione? Il Consiglio federale, che schiavo d’altrui si rende come ricorda un vecchio canto anarchico, ha permesso a truppe di eserciti stranieri impegnate in azioni di guerra offensiva di attraversare il nostro Paese, una Svizzera che si vende ancora come neutrale, ma che non lo è più. E come potrebbe se il nostro esercito è diretamente  legato con un esercito aggressore e fascista come quello del regime sionista e razzista di Israele?</p>
<p style="text-align:justify;">E che dire di quello che sta accadendo nella Repubblica Araba di Siria, con la complicità degli ambasciatori di Francia e Stati Uniti, con la complicità di etniee manipolate per spaccare l’unità nazionale, è un altro tassello della strategia guerrafondaia dell’Occidente in declino che per risollevarsi può solo sperare in una nuova carneficina, facendo ammazzare fra loro la povera gente e permettendo al capitalismo di durare ancora un po’ indossando una tuta mimetica addolcita da un vergognoso Premio Nobel per la Pace a colui che sta eguagliando Bush nel compiere atrocità varie: quel presidente Obama a cui noi non abbiamo mai dato credito, al di là del colore della sua pelle che ha fatto sognare di mondi impossibili la solita sinistra buonista occidentale che ha perso per strada l’analisi di classe che dovrebbe invece guidarla.</p>
<p style="text-align:justify;">Chissa se questa sinistra riucirà a capire il ruolo importante che potrà assumere la Repubblica Popolare Cinese, quell’immenso paese che rimane socialista e che è guidato da un forte Partito Comunista, nel determinare un freno all’imperialismo aggressivo dell’Occidente e nel costruire un mondo multipolare.</p>
<p style="text-align:justify;">I conflitti dettati dall’imperialismo e le contese interimperialiste potranno quindi solo crescere. La linea politica del nostro Partito di promozione non solo di una cultura di pace ma anche di difesa della neutralità svizzera rispetto all’Unione Europea di cui siamo fieri oppositori e ad alleanze militari come la NATO, si dovrà pertanto consolidare ulteriormente. E giusta strategicamente è la linea del nostro Partito a favore dell&#8217;obiezione al servizio militare e di sostegno a quel 40% (perché non sono di più!) di giovani svizzeri coscritti (e ormai sono quasi solo figli di immigrati e di estrazione sociale bassa) affinché non si rendano in nessun modo complici del militarismo elvetico alleato al razzismo sionista e organicamente legato – alla faccia della nostra presunta neutralità – alla NATO e alle potenze colonialiste. Basti pensare che abbiamo militari ovunque anche se nessuno lo dice e anche se non risultano ufficiamente nei documento dell&#8217;ONU. Abbiamo consiglieri militari al soldo degli Stati Uniti in vari aree calde e nelle nostre scuole reclute, a cui i comunisti rifiutano di partecipare, si insegna che l&#8217;esercito neutrale non serve a difendere l&#8217;indipendenza nazionale, ma serve anche a sostenere progetti di pace, che noi sappiamo essere dal primo all&#8217;ultimo missioni di guerra camuffate, atte a ridefinire il dominio occidentale sui paesi in via di sviluppo per continuarne il saccheggio di risorse naturali e strategiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Nei centri imperialistici, come è la Svizzera, riscontriamo peggioramenti delle condizioni di vita e di lavoro dei salariati che subiscono non solo riforme volte alla precarizzazione e alla flessibilizzazione del mercato del lavoro, ma sono confrontati anche con i tagli nelle assicurazioni sociali e i perlomeno latenti processi di privatizzazione. Nonostante ciò, se paragonate alle condizioni in cui vivono i lavoratori della periferia, il livello di benessere risulta essere superiore. Storicamente infatti i profitti generati grazie all’imperialismo hanno “consentito” alla borghesia una minima ridistribuzione della ricchezza con la finalità politica di dividere i lavoratori: una parte della classe operaia può così, infatti, disporre delle briciole ed emanciparsi dalla miseria, diventando una “aristocrazia operaia” (come la definiva Lenin), rappresentata dai partiti riformisti (socialdemocratici). Venendo meno il periodo del <em>welfare state</em> keynesiano (finanziabile anche grazie allo sfruttamento delle periferie!), i salariati nei paesi avanzati risentono della perdita di ricchezza sia finanziaria che sociale: i processi di “proletarizzazione” in atto nei paesi occidentali, con la precarizzazione del lavoro e la competizione con i lavoratori immigrati sono infatti sotto l’occhio di tutti. In questa condizione di disorientamento – perché per la prima volta le prospettive per i giovani sono peggiori di quelle delle generazioni più anziane – vi è comunque da tener presente che, nel contesto globale, la percezione è ancora quella di una situazione considerata  privilegiata prodotta dallo status di paese imperialista. I lavoratori si concepiscono in questo contesto come individui – e non come classe! – che devono difendere il proprio livello di vita, a tutti i costi. Si crea quindi una frattura grave fra i lavoratori del centro e quelli della periferia, che può portare in caso di forte tensione anche a sostenere guerre di stampo neo-coloniale o a irrigidimenti di stampo fascista della società, di cui il fenomeno berlusconiano in Italia o quello leghista da noi sono le caratteristiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Il contesto nel quale ci troviamo è dunque uno dei peggiori  dal punto di vista sociale ed economico degli ultimi anni, l&#8217;esigenza quindi di superare il capitalismo andrebbe posta come prioritaria nell&#8217;agenda politica della sinistra, eppure ciò non è, se non escludendo alcuni vuoti slogan nei vari programmi. Il deterioramento delle condizioni di vita, l&#8217;aumento del precariato, l&#8217;insicurezza sociale, gravi fenomeni di sfruttamento, di cottimo, di caporalto come più tardi avremo modo di discuterne, sono riconosciuti da ampie fette della popolazione e tuttavia la sinistra non è in grado di diventare il punto di riferimento per organizzare una resistanza popolare a tali misure. Noi come comunisti cerchiamo di fare il possibile nell’intento di trovare un’unità d’azione con tutte le forze interessate a contrastare questo stato di cose. Questa nostra linea, risolutamente non settaria e di umiltà, perché riconosciamo che le nostre forze attuali sono ancora deboli e non siamo autosufficienti per determinare cambiamenti progressisti, non deve però significa che noi siamo la manodopera di altri, non deve però significare che il resto della sinistra possa pensare che noi siamo subalterni a loro, non siamo il pungolo a sinistra della socialdemocrazia, ma abbiamo un nostro chiaro progetto politico, indipendente ma anche responsabile e unitario. Ci aspettiamo quindi rispetto e capacità di trovare punti di convergenza da parte degli altri soggetti politici e sindacali. A queste condizoni i comunisti saranno i partner più affidabili e leali di ogni fronte unito, in caso contrario non saremo gregari a nessuno e continueremo per la nostra strada, fieri del nostro nome, della nostra tradizone marxista e leninista, e consolidando il nostro radicamente territoriale. Una strada di fierezza e di indipendenza seppur aperta al dialogo iniziata al Congresso di Osogna del 2006, ribadita nel 2007 proprio qui a Locarno e nel 2009 a Bellinzona.</p>
<p style="text-align:justify;">Ci dobbiamo ora chiedere quali saranno le contraddizioni che caratterizzeranno la fase storica e quali dovranno essere le forme organizzative che i comunisti dovranno adottare. Ve ne sono moltissime, io inizio ad elencarne tre:</p>
<p style="text-align:justify;">Il primo elemento da considerare è la crisi economica strutturale e che mette in discussione le condizioni di vita dei lavoratori, dei giovani, dei pensionati. Lungi da noi ogni ipotesi spontaneista nel passaggio della &#8220;classe in sé&#8221; alla &#8220;classe per sé&#8221;: la scomposizione di classe è troppo avanzata perché si possa cedere a visioni operaiste di tipo quasi messianico. Tuttavia si potranno aprire degli spiragli di lotta sociale in cui toccherà a noi saper inserire elementi di critica anti-capitalistica. Le recenti mobilitazioni nel settore edile in Ticino sono sintomatiche e lo saranno anche le future agitazioni che potrebbero preannunciarsi alle Officine di Bellinzona, alle cui maestranze guidate dal compagno Gianni Frizzo va tutta la nostra stima e solidarietà. In questo senso dovremo sviluppare finalmente una strategia sindacale che per troppi anni è mancata totalmente. Ed è un compito non facile per un partito molto ringiovanito e la cui militanza è quasi esclusivamente fornita da studenti. Ma ci impegneremo e riusciremo a superare anche questa lacuna a piccoli passi e con l’umilità ma anche con la determinazione per la quale siamo noti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il secondo elemento di contraddizione che appare evidente è la tendenza della borghesia a implementare politiche &#8220;securitarie&#8221;, autoritarie, sempre più neofasciste e potenzialmente guerrafondaie. La linea del Partito Comunista di aperto sostegno ai giovani svizzeri affinché non svolgano servizio militare e si distanzino dall&#8217;esercito elvetico – che non è (più) né neutrale né di difesa ed è una banale leva borghese e non ha nulla a che vedere con la mitologia della milizia – complice di tante aberrazioni appare quindi lungimirante nell&#8217;ottica di non essere partecipi di tale tendenza e di sviluppare anzi altre capacità per i nostri militanti, come la conoscenza – attraverso il servizio civile – delle realtà quotidiane in vari ambiti professionali e sociali della classe lavoratrice. Sul fronte interno sappiamo che le formalità democratiche del sistema politico potrebbero diventare un ostacolo per il processo di accumulazione capitalistica in questa fase di crisi: esse quindi potrebbero essere progressivamente limitate quando non liquidate con scuse quali la “lentezza” della democrazia, l’indisciplina giovanile (che sarà affrontata con mezzi di controllo sociale), la microcriminalità (a cui si contrapporrà uno stato di polizia), ecc. I comunisti sono chiamati alla vigilanza democratica e alla difesa dei diritti popolari acquisiti.</p>
<p style="text-align:justify;">La terza contraddizione che notiamo è quella ambientale che permette di mettere in discussione radicalmente il modello di crescita ecologicamente (e socialmente) non sostenibile tipico del modo di produzione capitalista basato dall’appropriazione del plusvalore all’interno di un contesto di riproduzione allargata atta a bypassare la caduta tendenziale del saggio di profitto. Movimenti popolari, quindi, di resistenza alle cosiddette grandi opere (l’inceneritore dei rifiutati di Giubiasco-Baragge nel 2005; il gasdotto Metanord nel 2006; la variante autostradale sul piano di Magadino nel 2007; le urbanizzazioni selvagge; ecc.) che poi spesso si sviluppano in una critica all’intreccio “mafioso” fra affari e politica, mettono in discussione proprio la regola latente dell’accumulazione allargata del plusvalore e quindi dispongono di un potenziale oggettivamente anti-capitalista che come marxisti dobbiamo saper individuare e rendere esplicito. In quest’ottica il Partito deve continuare la sua “svolta eco-socialista” senza dogmatismi di sorta, ma con una tattica flessibile, andando incontro alle sensibilità di sempre più compagni.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma parliamo anche dei difetti del nostro Partito. Il difetto più grave del nostro Partito mi sembra essere una parte importante di iscritti inattivi, che ad un certo punto cesserà di essere una massa passiva ma diventerà una massa che se ne va, favorendo l’offensiva dell’avversario. Questo diceva un grande dirigente della Resistenza antifascista e successivamente uno dei vertici del Partito Comunista Italiano, il compagno Pietro Secchia. Ebbene, io credo che anche nel nostro Partito – fatte le dovute proporzioni – vi sia questo problema. E invece un partito comunista non può essere un partito di rappresentanza di una determinata classe sociale, esso deve essere il luogo per antonomasia della militanza, della partecipazione attiva e del coinvolgimento. Non vogliamo un partito di funzionari, vogliamo un partito di militanti. Occorre – per citare nuovamente Secchia – saper scoprire le qualità che esistono in ogni individuo, saper collocare ognuno al posto che meglio risponde alle sue attitudini.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo Congresso dovrà assolvere almeno parzialmente questo obiettivo eleggendo il nuovo Comitato Cantonale e una prossima Conferenza Cantonale dovrà poi completare quest’opera di rinnovamento attraverso la più che necessaria revisione totale degli statuti.</p>
<p style="text-align:justify;">Va costruito un partito di quadri, ma con vocazione di massa, non una élite staccata dalla popolazione, ma nemmeno un partito trade-unionista. E a costo di scandalizzare qualcuno io dico che il nostro deve essere un partito di governo! Sì, avete sentito bene: un partito di governo! Un partito di governo, non un partito al governo. E’ diverso: non un partito che fa propaganda roboante, non siamo “propagandisti della rivoluzione”. Dobbiamo essere un partito di governo, cioè capace di delineare una proposta per risolvere i problemi che affliggono la società. Altrimenti non siamo credibili. Altrimenti c’è l’attesa messianica del comunismo, ma in realtà non si produce politica. Il Partito deve insomma essere inserito nella storia politica e culturale del Paese. Ricordiamoci infatti che la borghesia italiana impaurita dal biennio rosso preferì barattare la democrazia con il fascismo, in cambio della stabilità economica. E questa è la situazione attuale, perché la borghesia ha paura di questa immensa crisi economica. I tratti autoritari, militaristi e conservatori sono endemici alle nostre società occidentali e l’egemonia culturale della destra basata su individualismo, selezione e meritocrazia è quasi totale. Ecco perché il Partito Comunista deve dimostrare di avere le idee chiare in fatto di proposta politica e di agire concretamente per risolvere i problemi reali della popolazione, qui e oggi. Ecco perché c’è l’esigenza di mostrare che il partito comunista è qualcosa di utile e non di folkloristico.</p>
<p style="text-align:justify;">Grazie a tutti per l’attenzione e buon lavoro.</p>
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		<title>Il general Guisan e l&#8217;obbligo militare</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 14:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho seguito di recente alcune reclute che hanno chiesto una mano al sindacato degli studenti con cui collaboro al fine di uscire anzitempo dal servizio militare per un&#8217;obiezione di ragione o di coscienza. E&#8217; da ormai dieci anni che mi &#8230; <a href="http://maxarifay.wordpress.com/2011/09/17/il-general-guisan-e-lobbligo-militare/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=478&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://maxarifay.files.wordpress.com/2011/09/generalguisan.jpg"><img class="alignright" title="GeneralGuisan" src="http://maxarifay.files.wordpress.com/2011/09/generalguisan.jpg?w=160&#038;h=210" alt="" width="160" height="210" /></a>Ho seguito di recente alcune reclute che hanno chiesto una mano al sindacato degli studenti con cui collaboro al fine di uscire anzitempo dal servizio militare per un&#8217;obiezione di ragione o di coscienza. E&#8217; da ormai dieci anni che mi occupo di queste pratiche e finora sempre con successo, benché negli ultimi tempi l&#8217;esercito sembra faccia di tutto per farsi odiare e costringere tutti ad assoggettarsi al suo &#8220;patriottico&#8221; (?) volere.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutte le ormai ex-reclute di quest&#8217;anno erano disponibili a prestare un servizio civile sostitutivo a favore della collettività (in case anziani, nel settore agricolo, in istituiti pedagogici per ragazzi portatori di handicap, ecc.), eppure a ciascuna di esse i solerti ufficiali hanno tentato in ogni modo di impedirlo, arrivando addirittura alle minacce, nonostante il servizio civile sia previsto dalla Costituzione federale. A questi ufficiali vorrei ricordare l&#8217;ordine diramato durante l&#8217;ultima guerra mondiale da un loro predecessore, un tale chiamato Henri Guisan. Il generale considerava infatti efficace la difesa del paese solo se il corpo militare era animato dalla &#8220;coesione morale, dall&#8217;entusiasmo&#8221;, in quanto &#8220;colui che non ha fede, né entusiasmo per la sua causa, è come una foglia morta&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-478"></span></p>
<p style="text-align:justify;">E allora perché chi non ha entusiasmo per il grigioverde non può prestare liberamente e senza discriminazioni un servizio utile alla collettività in civile, al di fuori della caserma e senza pagare la tassa d&#8217;esenzione? E&#8217; questo l&#8217;impegno mio e di tutti i candidati della lista del Partito Comunista alle prossime elezioni federali: lavorare e organizzarsi innanzitutto per raggiungere una vera libera scelta fra la scuola reclute e il servizio civile (che &#8211; non va dimenticato &#8211; non è la protezione civile!), e successivamente riuscire ad abolire il servizio militare obbligatorio (come chiede anche una iniziativa popolare del GSsE che tanti giovani stanno firmando in questi mesi), al fine di liberare energie oggi sprecate fra marce e &#8220;corsi rip&#8221; da impegnare in aspetti ben più utili del vivere sociale e civile.</p>
<p style="text-align:justify;">In ogni caso, più che una &#8220;foglia morta&#8221; come diceva l&#8217;anziano generale, chi come me ha rifiutato gli ordini e l&#8217;addestramento in grigioverde preferisce un&#8217;altra citazione, quella dello scienziato Albert Einstein: &#8220;i pionieri di un mondo di pace sono i giovani che rifiutano il servizio militare&#8221;.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/maxarifay.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/maxarifay.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/maxarifay.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/maxarifay.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/maxarifay.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/maxarifay.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/maxarifay.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/maxarifay.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/maxarifay.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/maxarifay.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/maxarifay.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/maxarifay.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/maxarifay.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/maxarifay.wordpress.com/478/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=478&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>In Svizzera i disoccupati piangono e i militari gongolano</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 18:49:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica federale]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; una decisione semplicemente fuori di testa! Il parlamento svizzero nella sua maggioranza di destra (ma spesso aiutata anche da una sinistra all&#8217;acqua di rose) dimostra tutta il suo essere lontano dal paese reale, dai problemi veri sentiti dalle persone &#8230; <a href="http://maxarifay.wordpress.com/2011/09/15/in-svizzera-i-disoccupati-piangono-e-i-militari-gongolano/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=474&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://maxarifay.files.wordpress.com/2011/09/massimiliano_ay.png"><img class="alignleft" title="massimiliano_ay" src="http://maxarifay.files.wordpress.com/2011/09/massimiliano_ay.png?w=124&#038;h=169" alt="" width="124" height="169" /></a>E&#8217; una decisione semplicemente fuori di testa! Il parlamento svizzero nella sua maggioranza di destra (ma spesso aiutata anche da una sinistra all&#8217;acqua di rose) dimostra tutta il suo essere lontano dal paese reale, dai problemi veri sentiti dalle persone che lavorano o studiano e che sentono le proprie condizioni di vita precarizzarsi di anno in anno. E in parlamento invece, loro pensano ad aumentare i soldi da destinare ai militari.<br />
Viviamo in un contesto di crisi economica per nulla congiunturale, bensì sistemica: è dal 2008 che ci raccontano che tutto migliorerà, e invece le difficoltà continuano imperterrite. E se prima era colpita solo la finanza, ora sono colpiti un po&#8217; tutti i settori. Abbiamo i disoccupati in aumento (e abbiamo da poco peggiorato l&#8217;assicurazione contro la disoccupazione, spostando così i problemi all&#8217;assistenza sociale!); abbiamo aziende in difficoltà che impongono ore di lavoro non pagate ai propri dipendenti in barba ai diritti sindacali o alla più banale &#8220;responsabilità sociale&#8221; tanto ipocritamente sbandierata; abbiamo imprese che, pur continuando a fare profitti, abusano della situazione per lasciare a casa lavoratori magari in là con gli anni o per assumere frontalieri a basso costo, facendo poi credere che la colpa risieda nell&#8217;operaio non residente che legittimamente anche lui cerca di migliorare la sua condizione di vita. Lo Stato in tutto questo non interviene, anzi lascia fare per amore del cosiddetto &#8220;libero&#8221; mercato. Quando interviene lo fa solo per regalare una trentina di miliardi di soldi della popolazione alla multinazionale UBS, la quale comunque, poi, continua a licenziare.<br />
<span id="more-474"></span>In tutta questa situazione la casta politica di questo Paese decide di aumentare da 4,1 a 5 i miliardi di franchi da destinare all&#8217;esercito elvetico e dà il via libero all&#8217;acquisto di ulteriori 22 nuovi caccia: neanche fossimo sotto minaccia d&#8217;invasione! E questo mentre il 60% dei giovani riesce ad evitare di prestare il proprio servizio militare, a dimostrazione del crollo di credibilità di questa istituzione. E mentre in tutta Europa si cerca di diminuire gli effettivi, il nostro Paese tiene in attivo un numero di soldati pari quasi a quelli a disposizione della Germania! Alla faccia del risparmio, anche qui!</p>
<p>E mentre gli ufficiali gioiscono e le industrie belliche (di cui questi ufficiali magari sono pure azionisti) gongolano, il nostro governo, mesto, con la ben nota &#8220;faccia di tolla&#8221; e con la solita scusa  ripetuta fino alla nausea del &#8220;tipico compromesso elvetico&#8221;, annuncia che mancano i soldi per tanti altri progetti di rilancio economico vero nonché di &#8220;scudo sociale&#8221; a favore delle fasce più deboli della popolazione, il cui potere d&#8217;acquisto non tende certo verso l&#8217;alto.</p>
<p>L&#8217;unica lista presente alle prossime elezioni federali a cui questi &#8220;tipici compromessi elvetici&#8221; non vanno a genio e non li firmerà mai è la numero 2, quella del Partito Comunista. Chi vuole ridurre le spese militari e dirottare le risorse, che evidentemente non mancano, su altri obiettivi davvero vicini alle necessità della maggioranza dei salariati (e dei giovani a cui si sta rubando il futuro) il 23 ottobre potrà votare il Partito Comunista, una lista ben salda a sinistra, avversaria di questo esercito ingordo e che, con un&#8217;età media dei candidati di soli 30 anni, vuole ringiovanire drasticamente la politica e portare l&#8217;essere umano e i suoi ideali di giustizia e solidarietà prima della ricerca sfrenata al massimo profitto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/maxarifay.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/maxarifay.wordpress.com/474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/maxarifay.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/maxarifay.wordpress.com/474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/maxarifay.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/maxarifay.wordpress.com/474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/maxarifay.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/maxarifay.wordpress.com/474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/maxarifay.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/maxarifay.wordpress.com/474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/maxarifay.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/maxarifay.wordpress.com/474/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/maxarifay.wordpress.com/474/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/maxarifay.wordpress.com/474/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=474&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Pene giuste, non pene esemplari!</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2011 10:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica cantonale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica federale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il segretario dell&#8217;UDC ticinese durante un dibattito elettorale a cui ho preso parte perorava la causa della reintroduzione della &#8220;pena di morte&#8221;. Ma &#8211; bontà sua! &#8211; &#8220;solo per i rei confessi&#8221;, come se uno confessasse un reato, sapendo di &#8230; <a href="http://maxarifay.wordpress.com/2011/07/26/pene-giuste-non-pene-esemplari/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=463&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://maxarifay.files.wordpress.com/2006/11/max_anpi.jpg"><img class="alignright  wp-image-381" title="max_anpi" src="http://maxarifay.files.wordpress.com/2006/11/max_anpi.jpg?w=171&#038;h=124" alt="" width="171" height="124" /></a>Il segretario dell&#8217;UDC ticinese durante un dibattito elettorale a cui ho preso parte perorava la causa della reintroduzione della &#8220;pena di morte&#8221;. Ma &#8211; bontà sua! &#8211; &#8220;solo per i rei confessi&#8221;, come se uno confessasse un reato, sapendo di finire sulla forca?! In queste sue proposte l&#8217;UDC non stupisce più di tanto: è ormai un partito che di &#8220;centro&#8221; non ha assolutamente niente e che francamente pure di &#8220;democratico&#8221; ha ben poco, visto che favorisce nientemeno che le &#8220;leggi speciali&#8221; (tipiche nei regimi autoritari) valide solo per alcune categorie di persone, ovvero coloro che non hanno il &#8220;privilegio&#8221; di avere il passaporto svizzero. Facile fare politica dettando l&#8217;agenda del Paese e ricattando le altre forze politiche a suon di denari con pubblicità estese piene di faziosità e di strumentalizzazioni.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-463"></span></p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;inasprimento delle sanzioni, chiesto a gran voce dall&#8217;estrema destra patriottarda, non diminuisce affatto &#8211; come testimoniano gli studi &#8211; il numero di delitti, ma soddisfa soltanto il senso di vendetta da parte dei cittadini a cui viene offerto un &#8220;capro espiatorio&#8221; togliendo l&#8217;attenzione in realtà dai reali problemi sociali. Se c&#8217;è il dumping salariale non sono gli italiani la causa, ma è la mancanza di un salario minimo che proprio l&#8217;UDC rifiuta; se c&#8217;è un certo dato di microcriminalità fra i cittadini stranieri è perché più facilmente questi ultimi vivono in situazioni di emarginazione sociale anche da noi, ecc.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutte riflessioni un po&#8217; più approfondite che non si riesce più a fare perché i contenuti sono diventati secondi rispetto al personalismo, i partiti come comunità di ideali e di proposte vengono svuotati per far prevaler il personalismo di leader presuntamente carismatici. In questo la scuola deve tornare ad essere non solo protagonista dell&#8217;impegno civico e anche politico (inteso come dibattito non come partitismo), ma anche formatrice prima che di &#8220;tecnici&#8221;, di persone che si sappiano porre criticamente nei confronti della realtà sociale che li circonda.</p>
<p>L&#8217;eventuale inasprimento delle pene &#8211; che già non sono proprio all&#8217;acqua di rose &#8211; crea solo un aumento dei carcerati e come ha scritto il criminologo Venturelli: &#8220;secondo il codice penale il carcere deve dar modo al condannato di redimersi …ma qualcosa non funzionava. Lì erano quasi tutti recidivi. Al parlatorio incrociavo bambini a cui un tribunale aveva scippato il papà. In sezione vedevo tossici curati in cella d’isolamento. Ancora una volta il sistema mi mostrava i suoi limiti e la sua ipocrisia&#8221;.<br />
L&#8217;unica soluzione sarebbe investire tanti soldi (ad esempio quelli che si buttano via a sostenere il neo-colonialismo UE mandando i nostri militari all&#8217;estero) nella prevenzione, ma anche nella scuola pubblica che deve affrontare disagi sociali ampi, oppure nel contrastare la dispersione scolastica (ancora forte in Ticino!), la disoccupazione giovanile, ecc. Purtroppo tutto questo, per quanto efficace, non dà risultati immediati, per cui non porta nessun voto in più. Per meri fini elettoralistici il populismo leghistoide sta mettendo in discussione i principi democratici del nostro stato di diritto, anche questo un valore svizzero, che però proprio i nazionalisti stanno umiliando.</p>
<p>Concluderei con l&#8217;attualità: un 17enne di origine serba ha (presumibilmente) ucciso il patrigno a Bellinzona. I media non mancano di sottolineare la sua provenienza tanto per gettare benzina sul fuoco, eppure la peculiarità dell&#8217;origine etnica è totalmente ininfluente: il ragazzo ha frequentato tutte le scuole qui da noi, il grado di integrazione è quindi totale. La tragicità dell&#8217;evento merita analisi ponderate e pene giuste, non sparate razziste da bettola e richieste di pene esemplari che non esistono.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/maxarifay.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/maxarifay.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/maxarifay.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/maxarifay.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/maxarifay.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/maxarifay.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/maxarifay.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/maxarifay.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/maxarifay.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/maxarifay.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/maxarifay.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/maxarifay.wordpress.com/463/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/maxarifay.wordpress.com/463/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/maxarifay.wordpress.com/463/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=463&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Tentacoli liberisti e ciellini sulla scuola pubblica</title>
		<link>http://maxarifay.wordpress.com/2011/03/31/tentacoli-liberisti-e-ciellini-sulla-scuola-pubblica/</link>
		<comments>http://maxarifay.wordpress.com/2011/03/31/tentacoli-liberisti-e-ciellini-sulla-scuola-pubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 00:53:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Movimento studentesco]]></category>
		<category><![CDATA[Politica cantonale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://maxarifay.wordpress.com/?p=450</guid>
		<description><![CDATA[Leggo sul sito del candidato liberale al governo Sergio Morisoli come egli sia un sostenitore non solo della “liberalizzazione” nell’ambito del sistema della scuola pubblica ticinese ma pure del rafforzamento della cosiddetta “autonomia” delle sedi scolastiche pubbliche. Come dice il &#8230; <a href="http://maxarifay.wordpress.com/2011/03/31/tentacoli-liberisti-e-ciellini-sulla-scuola-pubblica/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=450&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://maxarifay.files.wordpress.com/2009/11/max_cdt.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-266" title="max_cdt" src="http://maxarifay.files.wordpress.com/2009/11/max_cdt.jpg?w=593" alt=""   /></a>Leggo sul sito del candidato liberale al governo Sergio Morisoli come egli sia un sostenitore non solo della “liberalizzazione” nell’ambito del sistema della scuola pubblica ticinese ma pure del rafforzamento della cosiddetta “autonomia” delle sedi scolastiche pubbliche.</p>
<p style="text-align:justify;">Come dice il regista Nanni Moretti in una sua pellicola: “le parole sono importanti”! E queste parole di Morisoli sono macigni da prendere sul serio: si tratta infatti della sintesi quanto mai chiara delle linee guida di Comunione &amp; Liberazione (CL), l’organizzazione confessionale che rappresenta uno dei veri poteri forti del Canton Ticino, una sorta di massoneria di stampo clericale, che ha in mano ampi settori del servizio pubblico, dell’università e delle amministrazioni. Tutto questo lo scriveva già dieci anni fa il giornalista italiano Mario Portanova nel suo articolo “Il canton ciellino” (“Diario”, anno VI, nr. 12 – 23/29 marzo 2001 e che ho avuto il privilegio di aver letto al liceo grazie a un docente che non aveva paura di affrontare certi temi!), dove mostrava i legami che, ad esempio, vigevano fra la detta setta e la Lega dei Ticinesi, l’USI e altre strutture portanti del sistema affaristico e politico ticinese.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-450"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Ma torniamo ai significati delle parole. Cosa significa “autonomia” in ambito scolastico? Molto semplice: con questo termine si indica che le scuole pubbliche devono essere gestite come fossero aziende private e messe in concorrenza le une con le altre su una sorta di “libero” mercato dell’istruzione. Per fare questo gli istituti godono, appunto, di sempre maggiore autonomia, ad esempio offrendo opportunità didattiche speciali ed esclusive per accapparrarsi dei clienti (quelli che oggi chiamiamo, ancora, studenti).</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma: bocciata l’idea numero 1 di Morisoli, ossia il ticket per le scuole private di dieci anni fa, adesso parte il piano numero 2: mettere le strutture pubbliche in concorrenza e iniziare una parziale privatizzazione dei vari servizi didattici e delle offerte formative presenti in esse. Alla fine le scuole pubbliche diventeranno di serie A e di serie B. Quelle di serie A saranno le migliori, sovvenzionate anche dai privati (magari pure dalle chiese) e saranno gestite in termini aziendalistici; quelle di serie B saranno destinate alle fasce popolari e agli abitanti delle periferie. Insomma: rientra dalla finestra una situazione che, con la fine della divisione (avvenuta una trentina d’anni fa) tra Ginnasio e Scuole Maggiori, speravamo fosse ormai superata.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Partito Liberale Radicale Ticinese (PLRT) ha la grande responsabilità di aver sdoganato la candidatura di un rappresentante di una organizzazione che è dallo storico voto del 18 febbraio 2001 che sta studiando come farla pagare al popolo ticinese fieramente attaccato alla scuola pubblica laica e democratica voluta da Stefano Franscini. E quando un partito come quello liberale-radicale che, ci piaccia o meno, ha fatto la storia del Ticino, rinnega di fatto la sua identità e spalanca le porte a CL, che mettono in discussione l’ordinamento laico dello Stato, non  merita altro che una degna punizione da parte dell’elettorato che ai valori rivoluzionari dei radicali d’un tempo non ha rinunciato!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/maxarifay.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/maxarifay.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/maxarifay.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/maxarifay.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/maxarifay.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/maxarifay.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/maxarifay.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/maxarifay.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/maxarifay.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/maxarifay.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/maxarifay.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/maxarifay.wordpress.com/450/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/maxarifay.wordpress.com/450/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/maxarifay.wordpress.com/450/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=450&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sanità e lavoro: problemi da affrontare subito!</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 18:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Movimento operaio]]></category>
		<category><![CDATA[Politica cantonale]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci troviamo in un contesto sia economico sia sociale grave. La crisi non è solo finanziaria, è sociale e non è vero che è finita: coloro che cercano lavoro sono aumentati di oltre il 20% nel corso della legislatura e &#8230; <a href="http://maxarifay.wordpress.com/2011/03/05/problemi-prioritari-da-affrontare-subito/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=443&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#000000;"><a href="http://maxarifay.files.wordpress.com/2011/03/priorita_max_regione4mar11.jpg"><img class="alignleft" title="priorita_Max_regione4mar11" src="http://maxarifay.files.wordpress.com/2011/03/priorita_max_regione4mar11.jpg?w=289&#038;h=129" alt="" width="289" height="129" /></a></span></span><span style="color:#000000;">Ci troviamo in un contesto sia economico sia sociale grave. La crisi non è solo finanziaria, è sociale e non è vero che è finita: coloro che cercano lavoro sono aumentati di oltre il 20% nel corso della legislatura e ci troviamo con quasi 16’000 cittadine e cittadini che non riescono a pagare le stangate delle casse malati. Bisogna correre ai ripari con misure incisive che mettano finalmente nella pattumiera le tesi del “meno Stato e più mercato” che ci ha portato in questa situazione di ingiustizia sociale diffusa. Le proposte concrete nei due ambiti che ho citato sono tutte politiche, nel senso che occorre il coraggio politico per farlo, anche andando contro i poteri forti di manager e profittatori vari: in ambito sanitario dobbiamo iniziare con l’aumento del limite di reddito al di sotto del quale scatta il diritto ai sussidi ai premi di cassa malati per poi introdurre i premi proporzionali al reddito. In ambito lavorativo occorre anzitutto vietare le agenzie di lavoro interinale e introdurre un salario minimo (anche per gli apprendisti, troppo spesso dimenticati!).</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/maxarifay.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/maxarifay.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/maxarifay.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/maxarifay.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/maxarifay.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/maxarifay.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/maxarifay.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/maxarifay.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/maxarifay.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/maxarifay.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/maxarifay.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/maxarifay.wordpress.com/443/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/maxarifay.wordpress.com/443/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/maxarifay.wordpress.com/443/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=443&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Per il popolo? Ma quale popolo? Una replica alla Lega!</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 15:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica cantonale]]></category>

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		<description><![CDATA[In un recente articolo di Donatello Poggi leggo: “siamo un povero Cantone di ricattati, dove quasi tutti devono qualcosa a qualcuno e dove i media selezionano i propri eroi politici e non si accorgono, volutamente, che la gente guarda altrove”. &#8230; <a href="http://maxarifay.wordpress.com/2011/02/28/per-il-popolo-ma-quale-popolo-una-replica-alla-lega/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=436&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://maxarifay.files.wordpress.com/2010/10/ay_poggi.jpg"><img class="alignright" title="ay_poggi" src="http://maxarifay.files.wordpress.com/2010/10/ay_poggi.jpg?w=300&#038;h=180" alt="" width="300" height="180" /></a>In un recente articolo di Donatello Poggi leggo: “siamo un povero Cantone di ricattati, dove quasi tutti devono qualcosa a qualcuno e dove i media selezionano i propri eroi politici e non si accorgono, volutamente, che la gente guarda altrove”. Credo che Poggi sollevi un tema interessante, che va affrontato seriamente da chiunque abbia a cuore la democrazia. Ma avere a cuore il sistema democratico – per quanto quello svizzero sia inficiato di lobbysmo e sia “corrotto” dalle cifre da capogiro di cui i partiti degli affaristi possono godere per le loro campagne elettorali – non significa banalizzare con frasi fatte i reali problemi della popolazione: lo voglio mettere bene in chiaro perché è proprio quello che piace solitamente fare alla Lega, poco importa se quella dei Ticinesi o dei Mesolcinesi. Ed è invece quello che non piace a me e al Partito Comunista. Sarà forse per questo che non creiamo “audience”…</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-436"></span></p>
<p style="text-align:justify;">E’ vero: “la gente guarda altrove” rispetto agli “eroi politici” che godono dell’attenzione dei mass-media, i quali favoriscono spesso i soliti volti della politica di palazzo (quella che spesso si parla addosso). Di certo non è però la Lega – con il suo populismo ostentato, la sua retorica sprezzante e i suoi attacchi contro i più emarginati della società (dagli asilanti che scappano dalle  guerre ai frontalieri che svolgono lavori umili e lontani) – a rappresentare né un’opposizione sociale, né tantomeno un’alternativa costruttiva.</p>
<p style="text-align:justify;">L’articolo di Poggi, che nel miglior stile leghista non propone soluzioni, riporta però alla nostra attenzione alcuni temi importanti: il distacco della popolazione dalla politica istituzionale e dai suoi attori, la disoccupazione giovanile e il servizio pubblico. Lo fa però con la retorica un po’ saccente di chi si reputa “per il popolo”. Peccato che non si specifichi mai quale popolo: il popolo di chi non riesce a tirare la fine del mese o il popolo dei manager e degli industriali (che non mancano certo nella Lega)?</p>
<p style="text-align:justify;">Leggiamo che “il problema di chi, dopo anni di studi non trova un posto di lavoro in Ticino, non è né di destra né di sinistra”. E invece eccome se lo è! Non è forse la politica economica priva di lungimiranza della destra economica che ha in mano i gangli vitali di questo cantone che ha creato la situazione di precariato diffuso che i giovani risentono? Non sono le ridicole misure anticrisi varate dal Consiglio di Stato in corpore a non aver sortito alcun effetto serio per gli operai di questo cantone? E’ la destra con la sua teoria del laissez-faire liberista che ha deteriorato il tessuto socio-economico ticinese ed è la medesima direzione politica che di fronte all’aumentare dei casi sociali ragiona semplicemente attraverso la repressione e il “securitarismo”. E la Lega dei Ticinesi, come partito di governo, assolutamente collegiale con le decisioni della casta politica, si deve anch’essa assumere le proprie responsabilità!</p>
<p style="text-align:justify;">Poggi continua e si domanda: “salvare i posti di lavoro o battersi contro la chiusura delle Officine di Bellinzona deve essere per forza una prerogativa di sinistra”? Lo è certamente, mi viene da rispondere, visto che dalla questione sociale nasce il movimento operaio e in seguito il Partito Comunista, che non a caso in Svizzera si chiama Partito del Lavoro. Per me, però, difendere le Officine dalla chiusura non significa certo mettere i ferrovieri ticinesi in concorrenza coi ferrovieri di altri cantoni, come invece certi presunti “sostenitori” di quella lotta (di classe!) volevano far intendere. E quando la Lega scende in piazza a difendere le Officine di Bellinzona ma poi un anno dopo vota per smantellare un altro servizio pubblico, sempre nella Capitale, come la clinica dentaria comunale o, qualche anno prima, per trasformare le aziende municipalizzate in società anonima? Senza parlare poi delle AIL luganesi, trasformate in società anonima con l’assenso della Lega. Beh, sì, ha ragione l’ex-muncipale di Biasca a rivendicare per il suo partito “l’incoerenza politica”. Ma non è di questo che la nostra democrazia (sempre più formale e sempre meno sostanziale) ha bisogno.<a href="http://maxarifay.files.wordpress.com/2010/10/ay_poggi.jpg"><br />
</a></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/maxarifay.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/maxarifay.wordpress.com/436/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/maxarifay.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/maxarifay.wordpress.com/436/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/maxarifay.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/maxarifay.wordpress.com/436/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/maxarifay.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/maxarifay.wordpress.com/436/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/maxarifay.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/maxarifay.wordpress.com/436/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/maxarifay.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/maxarifay.wordpress.com/436/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/maxarifay.wordpress.com/436/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/maxarifay.wordpress.com/436/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=436&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>10 anni fa gli studenti contro Morisoli e il Vescovo!</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Feb 2011 02:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Movimento studentesco]]></category>
		<category><![CDATA[Politica cantonale]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordi personali]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordo con emozione la manifestazione studentesca dell’8 febbraio 2001 e la votazione popolare di dieci giorno dopo: il 18 febbraio di dieci anni fa, infatti, i ticinesi respinsero in massa la decisione di finanziare con fondi pubblici le scuole private, &#8230; <a href="http://maxarifay.wordpress.com/2011/02/20/10-anni-fa-gli-studenti-contro-morisoli-e-il-vescovo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=432&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://maxarifay.files.wordpress.com/2011/02/volantino.jpg"><img class=" wp-image-433 alignleft" title="volantino" src="http://maxarifay.files.wordpress.com/2011/02/volantino.jpg?w=245&#038;h=306" alt="" width="245" height="306" /></a>Ricordo con emozione la manifestazione studentesca dell’8 febbraio 2001 e la votazione popolare di dieci giorno dopo: il 18 febbraio di dieci anni fa, infatti, i ticinesi respinsero in massa la decisione di finanziare con fondi pubblici le scuole private, dopo anni e anni di tagli e sacrifici nelle scuole pubbliche. Il pericolo di Comunione e Liberazione, organizzazione affaristico-clericale della destra ultra-conservatrice che già detiene importanti fette di potere in Ticino venne così ostacolata nelle sue mire egemoniche sulla scuola; mire egemoniche che mettevano in discussione l’uguaglianza di possibilità per tutti i cittadini e la laicità dell’educazione. Non dimentichiamo neppure come il candidato PLR al governo Sergio Morisoli e l’attuale Vescovo Piergiacomo Grampa fossero fra i più feroci e accaniti paladini del tentativo di rovinare la scuola pubblica e laica ticinese!</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-432"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Nel 2001 ero uno dei liceali che promossero, in seno al Collettivo Studentesco, la manifestazione di piazza che vide partecipare anche il consigliere di Stato uscente Gabriele Gendotti. Ma in questi anni Gendotti ha spesso dormito sugli allori: il DECS non ha saputo frenare la tendenza di mettere la scuola pubblica al servizio degli interessi del mercato (vedi Harmos) e ha continuato la nefasta politica delle casse vuote, favorendo tagli in settori importanti come i corsi di recupero, le gite di studio, i servizi alle famiglie (vedi dentista scolastico). Contro questa politica gli studenti si sono mobilitati più volte nel 2003, nel 2004 e del 2008 con degli scioperi. Come Partito Comunista daremo tutto l’appoggio necessario agli studenti se si dovrà tornare sulle barricate per difendere la scuola pubblica laica ticinese da eventuali “restauratori” rafforzati da questi anni di lassismo. Il pericolo infatti non è certo mitigato dalle belle parole con cui Sergio Morisoli fa campagna elettorale: non mi risulta, infatti, che l’esponente di CL abbia ammesso a chiare lettere di essersi sbagliato a sostenere quell’iniziativa deleteria! Se Morisoli andrà al DECS ritenterà quello che progettava nel 2001. Il prossimo 10 aprile, quindi, non c’è da rinnovare soltanto il governo e il parlamento, c’è anzitutto da decidere se confermare il voto popolare di dieci anni fa o se, eleggendo Sergio Morisoli, aprire le porte ai processi di liberalizzazione (leggi: privatizzazione) anche nella scuola!</p>
<p style="text-align:justify;">L’8 e il 18 febbraio 2001 sono per me fonte di grande insegnamento e se il PLR rinnega il proprio passato sdoganando degli integralisti clericali, dovrà essere il Partito Comunista a difendere l’opera popolare, solidale e mutuale di Stefano Franscini, inserendosi nel solco di una frase, sconosciuta ai più, pronunciata dai fondatori del movimento comunista Friedrich Engels e Karl Marx, che ebbero modo di apprezzare il fondatore della scuola pubblica ticinese, il “radicale risoluto” Stefano Franscini, che “rovesciò la dominazione del clero e dell’oligarchia e riorganizzò in questo povero cantone di montagna l’insegnamento del tutto degenerato sotto la guida dei monaci”!</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/maxarifay.wordpress.com/432/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/maxarifay.wordpress.com/432/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/maxarifay.wordpress.com/432/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/maxarifay.wordpress.com/432/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/maxarifay.wordpress.com/432/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/maxarifay.wordpress.com/432/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/maxarifay.wordpress.com/432/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/maxarifay.wordpress.com/432/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/maxarifay.wordpress.com/432/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/maxarifay.wordpress.com/432/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/maxarifay.wordpress.com/432/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/maxarifay.wordpress.com/432/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/maxarifay.wordpress.com/432/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/maxarifay.wordpress.com/432/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=432&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Bill Arigoni, un compagno che &#8230; non le mandava a dire!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 23:35:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica cantonale]]></category>
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		<description><![CDATA[Non ho avuto il privilegio di conoscere molto Bill Arigoni o di lavorarci assieme: la mia giovane età non mi aiuta certo a scrivere un articolo in suo ricordo. Tuttavia ho imparato a conoscere, da chi ha potuto militare per &#8230; <a href="http://maxarifay.wordpress.com/2011/02/11/bill-arigoni-un-compagno-che-non-le-mandava-a-dire/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=426&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://maxarifay.files.wordpress.com/2011/02/bill_arigioni2005.png"><img class="alignleft size-full wp-image-427" title="bill_arigioni2005" src="http://maxarifay.files.wordpress.com/2011/02/bill_arigioni2005.png?w=593" alt=""   /></a>Non ho avuto il privilegio di conoscere molto Bill Arigoni o di lavorarci assieme: la mia giovane età non mi aiuta certo a scrivere un articolo in suo ricordo. Tuttavia ho imparato a conoscere, da chi ha potuto militare per lunghi anni con Bill, la sua tenacia e il suo essere in prima linea per tutte quelle lotte sociali, civili, sindacali e ambientali che stanno a cuore alla sinistra. Un compagno a cui va riconosciuta la determinazione e la coerenza politica, ma anche l’originalità con cui portava avanti i valori della comune causa del socialismo.</p>
<p style="text-align:justify;">Vorrei evitare la retorica, perché so che quando si è chiamati a scrivere questo genere di articoli, è alto il rischio di finirvici. Per tale ragione sono andato a riprendere <strong>tre giornali di tre epoche diverse per ricordare altrettanti momenti della vita di Bill Arigoni</strong>, tre momenti di presenza attiva, ma sempre umile, di un grande esponente del movimento operaio ticinese. E’ in questo modo, partendo dalle sue lotte concrete, che voglio ricordare un compagno che manca a tutti i progressisti del nostro Cantone.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-426"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Ho sotto gli occhi, mentre scrivo, il settimanale “<strong>Il Lavoratore</strong>”, longevo periodico edito dal Partito del Lavoro (oggi Partito Comunista). È datato <strong>1991</strong> e vi trovo una lettera firmata pure da Bill – che certo <strong>non le mandava a dire</strong> (e questo faceva di lui un esempio di comunista dialettico e non dogmatico di grande pregio) – in cui analizza, pungente, la situazione critica in cui versava quello che, quasi quindici anni dopo, sarà anche il mio Partito. La sua visione delle cose spingeva già allora per l’unità della sinistra.</p>
<p style="text-align:justify;">Il secondo giornale che sto sfogliando, invece, è il mensile “<strong>Alter Ego</strong>”, anch’esso edito dai comunisti nel 1997: vi si trova la cronaca di una fra le tante storiche lotte che videro Bill Arigoni protagonista indiscusso, la battaglia per il posto di lavoro e i diritti sindacali alla <strong>Mikron SA</strong>. “<strong>Terrorismo padronale</strong>” – questo il titolo dell’articolo che dà la parola allo stesso Bill che stava combattendo in quel momento contro il licenziamento dall’azienda in cui lavorava da 25 anni. Licenziato solo per il suo impegno politico e sindacale al fianco di quella classe lavoratrice che in troppi, già allora, davano per morta. Ma anche perché Bill osava mettere in discussione, e faceva bene, la strategia aziendale: “<strong>la Svizzera deve essere competitiva a livello mondiale, deve saper vendere bene la propria intelligenza. Alla Mikron, invece, è più importante la produzione nelle linee di montaggio, si punta cioè ad un guadagno immediato mettendo in secondo piano lo sviluppo delle nuove proposte tecnologiche</strong>”. Parole che indicano lo spirito profondo di Bill, propositivo anche per lo sviluppo economico della regione, a patto però che i lavoratori fossero parte integrante di questo processo di beneficio.</p>
<p style="text-align:justify;">L’ultimo documento che ho in mano risale a pochissimi anni fa. Il 29 maggio 2009 l’Associazione dei Liberisti ticinesi organizzava una vergognosa <strong>conferenza sdoganando un membro della giunta militare del dittatore cileno Augusto Pinochet</strong>. La Gioventù Comunista, indignata, aveva a quel punto lanciato un appello contro l’ex-ministro golpista: a rispondere fra i primi, come sempre per ogni battaglia di civiltà, fu proprio Bill Arigoni, che sottoscrisse l’appello e si impegnò al nostro fianco in quella battaglia. Per questa sua posizione inequivocabile <strong>contro il fascismo</strong> e in memoria delle vittime di uno dei più feroci regimi latinoamericani Bill venne criticato, ricordando pure – quasi fosse un demerito – di essere stato deputato per l’allora Partito del Lavoro (PdL). Pochi giorni più tardi si celebrava il 20° Congresso del Partito Comunista, nuovo nome del PdL, e Bill Arigoni ci scrisse un messaggio che a rileggerlo oggi ci si commuove: “<strong>Sono orgoglioso e onorato di aver rappresentato per quasi 4 anni in parlamento il vostro partito</strong>”. Siamo noi, anche se di generazioni diverse, a ritenere un privilegio l’esperienza di lotta comune.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>Pubblicato su: http://www.ticinolibero.ch/?p=57140</em></strong></p>
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		<title>Il mio FAss 90 smontato…</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 01:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica federale]]></category>
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		<description><![CDATA[Rivedo me stesso in grigioverde, inebetito, quando quel primo tenente di quasi dieci anni fa mi porse solennemente l’arma d’ordinanza. Al momento dell’istruzione me la fecero smontare per esercizio, poi, però io non la rimontai. Il giorno successivo mi spedirono &#8230; <a href="http://maxarifay.wordpress.com/2011/02/05/il-mio-fass-90-smontato%e2%80%a6/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=maxarifay.wordpress.com&amp;blog=579022&amp;post=391&amp;subd=maxarifay&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://maxarifay.files.wordpress.com/2008/01/fass90.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-119" title="Fucile d'Assalto Svizzero" src="http://maxarifay.files.wordpress.com/2008/01/fass90.jpg?w=300&#038;h=68" alt="" width="300" height="68" /></a>Rivedo me stesso in grigioverde, inebetito, quando quel primo tenente di quasi dieci anni fa mi porse solennemente l’arma d’ordinanza. Al momento dell’istruzione me la fecero smontare per esercizio, poi, però io non la rimontai. Il giorno successivo mi spedirono a casa, “licenziato” sta scritto sul libretto di servizio, anzitempo: loro furenti, io tutto il contrario!</p>
<p style="text-align:justify;">Quel FAss 90 che ho rifiutato, ora però mi viene propinato addirittura come un “valore” nazionale cui non si potrebbe rinunciare. Lo suggerisce una campagna propagandistica costata cifre che sicuramente un partito operaio non si potrebbe permettere neppure in sogno, ma l’uguaglianza di chances – lo sappiamo – non appartiene (ancora) al credo democratico del nostro Paese, dove la forma prende troppo spesso il sopravvento sulla sostanza.</p>
<p style="text-align:justify;">Il fucile d’assalto che avevo lasciato smontato in quella camerata della caserma di La Poya oggi diventa nientemeno che pilastro della nazione e io, a questo punto, forse addirittura un potenziale traditore della patria. Eppure l’iniziativa “per la protezione della violenza perpetrata con le armi” che voteremo il 13 febbraio non chiede niente di scandaloso o di estremista. Semplicemente si propone di adottare una scelta tranquilla e razionale: il fucile militare appartiene agli arsenali e non agli sgabuzzini, alle soffitte o, peggio ancora, agli armadi in camera da letto.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-391"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il fucile in arsenale piuttosto che in casa non impedirà né gli omicidi né i suicidi, ne sono cosciente: sono infatti cause sociali che stanno alla base di tali gesti. Tuttavia il fatto di non disporre di un’arma da fuoco a portata di mano, avrà perlomeno il beneficio di restringere l’accessibilità allo strumento di violenza. E già questo non è un male! Per chi, poi, sportivo, cacciatore, ecc. debba disporre di un’arma da fuoco si tratterà di iscriverla in un registro federale che permetterà di meglio tutelare la nostra sicurezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Sì, lo so: la mia arma personale non l’ho onorata, come pomposamente esclamò in uno stretto  quanto arrogante schwytzerdutch l’ufficiale che mi aveva ai suoi ordini. Lo ammetto il mio difficile rapporto con il FAss mi rende di parte, ma almeno ascoltiamo – questa volta – quegli ufficiali dell’esercito svizzero che hanno avuto il coraggio di dissociarsi dal capo delle forze armate Blattmann, il simpatico burlone che vede Italia e Grecia come nostri potenziali nemici. Certamente questi ufficiali non si stanno convertendo al pacifismo, hanno semplicemente in chiaro il fatto che la politica di difesa del XXI secolo considera del tutto anacronistico il mito del cittadino che in caso di invasione si mobilita fucile alla mano fin dal domicilio.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ compito dei veri patrioti, piuttosto che difendere un gingillo deposto folkloristicamente in un armadio, riuscire a mobilitare il popolo, affinché si unisca contro le ingenerenze dell’Unione Europea; affinché si unisca per difendere il servizio pubblico, fiore all’occhiello di una Svizzera che vogliono far sparire; affinché si unisca per tutelare il plurilinguismo malmenato, esempio culturale di una Svizzera che invece si piega ai dictat culturali americani. Ma, guarda caso, su questi valori nazionali dove il patriottismo avrebbe senso, la destra militarista non esiste, preferendo fare campagne per un’arma che prende polvere fra un corso di ripetizione e l’altro.</p>
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