Stanno raccontando balle sull’occupazione studentesca dell’Università di Zurigo!

Il Giornale del Popolo (GdP), quotidiano del Vescovo di Lugano, è in difficoltà e per racimolare qualche lettore in più da tempo sta mutando la sua linea editoriale verso una destra non solo conservatrice ma addirittura reazionaria. In confronto, l’Avvenire, organo della Conferenza episcopale italiana, sembra quasi bolscevico!

In merito alle proteste nelle università il GdP ha concesso ieri uno spazio all’opinione di uno studente (che parla a nome di chi e con quale legittimità, non si sa): Stefano Lappe, sorto agli onori della cronaca lo scorso anno come rappresentante studentesco in quella scuola conosciuta per essere fucina di continuo illuminismo: il Collegio Papio di Ascona. Il signor Lappe oggi studia a Zurigo presso la facoltà di diritto e da novello opinionista ecco cosa ci racconta:

1) Ad occupare sono solo 50 persone! La notizia è falsa: poche decine occupano a turni l’aula, ma le assemblee (che si svolgono con regolarità) sono partecipate e l’aula risulta quasi sempre piena.

2) Queste 50 persone disturbano il normale svolgersi delle lezioni! la notizia è falsa: gli studenti occupano una sola aula (su oltre un centinaio) e il rettorato dispone di altre aule sufficientemente grandi (la G201 e la F180 sopra tutte nonché le soluzioni video solitamente usate in caso di sovraffollamento). Inoltre, se sono solo 50 questi “facinorosi” senza alcun consenso di base, possibile che riescano a mettere K.O. la normalità di una struttura accademica relativamente grande come l’intero Hauptgebäude?

3) Svariate associazioni avrebbero richiesto la liberazione delle varie aule occupate. Anzitutto di aule occupate ce n’è solo una, quindi inizia ad esserci un plurale di troppo. Secondariamente queste associazioni sono le “Fachvereine”, ossia le rappresentanze di facoltà, note per essere troppo spesso delle burocrazie di servizio, alle cui assemblee partecipano peraltro, spesso e volentieri, meno persone che all’occupazione, e dominate in molti casi da studenti che vogliono farsi vedere bene presso i professori e poter scrivere qualcosa in più sul loro curriculum vitae.

4) Nelle scorse settimane il rettore aveva invano esortato i rivoltosi a incontrarsi con la direzione. Falso! Il rettore ha chiesto un incontro con due delegati eletti dall’assemblea di occupazione. Essa ha però rifiutato, chiedendo che il rettore venisse a discutere direttamente di fronte all’assemblea plenaria. Cosa che è avvenuta per ben due volte! Dialogo e trattativa quindi ci sono stati nella forma più aperta e democratica possibile, ma Lappe questo lo nasconde!

5) I “Fokusgruppengespräche” che Lappe esalta come momenti di dialogo costruttivo sono realtà in cui ci si parla addosso ma senza alcun potere decisionale, sono spesso letteralmente sconosciuti alla base e soprattutto non sono concepiti per determinare un cambiamento nel sistema educativo come rivendicato dai manifestanti, ma solo per rendere più digeribile la pillola. Il sistema che sta alla base di questa realtà è in tutto e per tutto neo-corporativo, ossia un retaggio del modello pseudo-sindacale dell’Italia degli anni ’30.

Sui cinque aspetti segnalati da Lappe non ce n’è uno che sia del tutto vero! Questa è disinformazione e va contrastata con forza, anche perché lungi dal Giornale del Popolo quello di verificare le fonti o di sentire la controparte. Ma si sà, Lappe non è solo dalla parte politica giusta, ma è anche dalla parte sociale giusta visto che lui, se aumenteranno le tasse d’iscrizione, non avrà problemi a pagarle. Piuttosto perché il Giornale del Popolo non dice che il Gran Consiglio di Zurigo sta discutendo la proposta sostenuta da PLR, PPD, Verdi Liberali e UDC di – nientemeno – raddoppiare le rette universitarie? E’ una notizia di un giornale borghese, la NZZ, che – a differenza del quotidiano della curia luganese – ha avuto almeno la professionalità di raccogliere le opinioni di quelli che, per Lappe, parrebbero solo “50″ debosciati.

Tutti a Zurigo questa sera alle 17.00 davanti all’Hauptgebäude dell’Università per dimostrare anche a Lappe che non sono solo 50 e che il diritto allo studio per noi conta ancora qualcosa.

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Pubblicato il 28 novembre 2009 su Movimento studentesco, Politica federale. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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