Russofobia al Festival di Locarno?

pardo2014Vengo a sapere che Marco Solari è sul piede di guerra. Lo è – a dire il vero – da qualche anno: i suoi discorsi alla cerimonia di apertura del Festival del Film di Locarno, infatti, sembrano più che altro degli appelli alla mobilitazione generale in difesa della Patria. Ma tant’è, oggi il presidente della rassegna cinematografica ce l’ha con Mosca: non vuole infatti accettare che i russi del Gosfilmofond – la più grande cineteca (pubblica) al mondo – possano disporre di uno spazio artistico all’interno della manifestazione locarnese. Verrebbe da chiedersi se altrettanta fermezza fosse all’ordine del giorno nel caso di un coinvolgimento degli USA… ma tant’è: il “revival” della guerra fredda pare proprio essere in pieno svolgimento.

Il Gosfilmofond ha firmato due settimane fa – grazie anche al lavoro svolto dal Centro culturale “Il Rivellino” – un accordo con la Città di Locarno per contribuire al finanziamento del (controverso) Palacinema. Una disponibilità, questa, che il direttore dell’istituto moscovita, Nikolaj Borodachev, aveva già espresso l’estate scorsa alle autorità cittadine (con lettera datata 9 agosto 2013). Oggi, forse anche a seguito dello scetticismo (più che giustificato) di alcuni comuni limitrofi nel finanziare l’opera, la collaborazione con i russi si concretizza.

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Il Palacinema e i paesi emergenti

borodachev-cEro (e lo sarò finché non vedrò dei fatti concreti) personalmente molto scettico sulla Casa del Cinema, tanto che la sezione del Locarnese del Partito Comunista si è impegnata pure in due referendum sul tema (uno a Locarno e l’altro nel Gambarogno, con gli esiti che conosciamo). Non certo per avversione nei confronti del cinema o per indebolire il Festival, come irresponsabilmente alcuni nostri detrattori amano ribadire, ma perché a mancare erano i contenuti. Il “contenitore” (Casa del Cinema) risultava infatti vuoto in fatto di aspetti culturali e didattici di un certo spessore e, soprattutto, sicuri e non soltanto declamati. Prima di investire denaro pubblico è per me buona regola sapere come e dove questi soldi finiscano. Resto pertanto convinto che si poteva trovare altre soluzioni per favorire la cultura cinematografica nel Locarnese, investendo in progetti che tenessero maggiormente conto del tessuto economico e sociale della regione. Tuttavia la scelta democratica è ora chiara: il Palacinema arriverà e si tratta a questo punto di agire costruttivamente affinché non si trasformi in un buco nell’acqua.

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I problemi sociali del Mondiale di calcio

copa_do_mundo3_1La sinistra brasiliana – comunisti compresi – appoggia la realizzazione della Coppa del Mondo. E’ una scelta che la sinistra in Europa fatica invece, comprensibilmente, a digerire. Vediamo di analizzare la situazione con un certo distacco critico. Il motivo delle incomprensioni di fondo è che si tende a confondere un paese capitalista avanzato (come il nostro), con un paese in via di sviluppo: così facendo si sbaglia completamente la chiave di lettura.

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Recuperiamo la Repubblica!

republicaIl re Juan Carlos ha abdicato. La monarchia (messa al potere nel 1975 dal regime fascista del generalissimo Francisco Franco), che in questi quasi 40 anni di democrazia oligarchica ha rappresentato al meglio gli interessi borghesi, ha ritenuto opportuno cambiare sovrano in un momento ben preciso. E’ evidente che i poteri forti spagnoli sono nervosi di fronte alla crescita dei movimenti di protesta dei lavoratori e occorre quindi rinnovare l’immagine di questa istituzione retrograda che garantisce la stabilità dei loro privilegi.

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No all’UE ma no anche all’iniziativa UDC!

ue_suisseI Verdi affermano che sosterranno l’iniziativa dell’UDC contro gli immigrati. Non sono gli unici: anche alcuni socialisti si sono avviati su questa strada pericolosa. La scelta di votare con la destra nazionalista è quella di lanciare un segnale a Berna e frenare il dumping salariale determinato dall’accordo sulla libera circolazione. Così dicono, ma forse non ci credono nemmeno loro: qualche voto in più facendo sparate torna però sempre comodo.

In effetti l’iniziativa UDC chiede ben altro: sottomissione dei lavoratori stranieri alle esigenze del padronato (che infatti preferisce sottopagare i frontalieri), restrizioni ai ricongiungimenti familiari (il caso del giovane Arlind di Giubiasco non dice già più niente?), tetti massimi di stranieri così da poter bloccare (andando contro il diritto internazionale!) i rifugiati che scappano da guerre spesso fomentate dai governi occidentali (come in Siria, a cui Berna ha partecipato indirettamente finanziando una riunione dei ribelli islamisti), ecc.

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Fare politica di sinistra, non seminare illusioni

max_francoHo letto con interesse l’intervista (link) concessa da Franco Cavalli al portale on-line di critica sociale Sinistra.ch sul nuovo movimento politico “Forum alternativo” da lui lanciato unitamente a Giancarlo Nava (BelTicino) e a Enrico Borelli (UNIA). In tale intervista Cavalli afferma che il Forum è una “iniziativa trasversale, al di fuori dei vari partiti della sinistra e che non vuole influenzare la linea di nessun partito”. In pratica ci sarebbe bisogno di “qualcosa di  nuovo, di uno scossone che rompa un po’ la staticità che pervade la sinistra”. Il PS sarebbe in questo senso troppo “poco offensivo” e “addormentato”, ma anche il resto della sinistra, quella più combattiva, fra cui il Partito Comunista (PC), non andrebbe bene poiché sarebbe “chiusa su se stessa”.

Non credo che quest’ultima critica sia veritiera: non solo i comunisti hanno inviato una propria delegazione ad entrambe le riunioni del Forum finora svoltesi, ma proprio di recente il PC ha tenuto un partecipato Congresso, che ha raggiunto numeri che da oltre vent’anni non si vedevano, che ha interessato ospiti esteri (dall’Italia alla Turchia, passando per la Germania) e che ha visto presenti non solo un folto numero di giovani e giovanissimi, ma anche vari simpatizzanti ed ospiti ticinesi, raggiungendo così lo scopo di volerci confrontare con la popolazione, con spirito aperto al dialogo.

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Vietare il ricongiungimento famigliare ai minorenni stranieri?

L’iniziativa UDC contro l’immigrazione di massa non va confusa con il legittimo No agli accordi bilaterali e all’estensione della libera circolazione. Il Partito Comunista ha una impostazione critica all’odierna libera circolazione poiché, in realtà, essa non favorisce la libertà di movimento degli esseri umani ma solo la libertà di circolazione dei capitali e la libertà di sfruttamento della manodopera da parte del padronato locale. Tutto ciò non c’entra però assolutamente niente con l’ennesima iniziativa xenofoba avanzata dall’UDC e che andremo a votare prossimamente. L’iniziativa UDC è, infatti, contro l’immigrazione in sé e dunque contro tutti i lavoratori e contro i rifugiati che scappano da situazioni di guerra o di instabilità (spesso causate anche dalla complicità dei nostri governi occidentali).

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Servizio militare: ricordiamoci la storia!

truppa32Il signor Ivo Bonacina di Chiasso nel suo articolo apparso su LaRegione del 13 settembre scorso difende l’obbligatorietà del servizio militare, dichiarandosi …socialista (incredibile!). Desidero intervenire per segnalare degli errori grossolani che non favoriscono una buona informazione.

Secondo l’autore una milizia di volontari costituirebbe un “pericolo di colpo di stato come è successo e succede in tutte le parti del mondo”. Vorrei ricordare che tutti i putsch militari del ’900 di cui ho memoria (Cile 1973, Turchia 1980, ecc.) sono stati effettuati semmai proprio da eserciti organizzati secondo il principio della coscrizione forzata.

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I cattolici e il servizio militare obbligatorio

cappellaniSui vecchi manuali di civica delle scuole ticinesi si legge che l’obbligo del servizio militare è un dovere e un onore di cui andare fieri. Oggi, osservando le statistiche, vediamo che meno della metà dei giovani accetta di prestare servizio: la situazione è insomma mutata. Peraltro una semplice ricerca permetterebbe di capire che la decisione di imporre la leva obbligatoria maschile già nel corso del XIX secolo non fu per nulla accolta con entusiasmo dalla popolazione. Fra i primi a protestare furono i sacerdoti cattolici: essi si rifacevano alle indicazioni contrarie alle riforme liberali contenute nell’enciclica Mirari Vos del 1832 firmata da papa Gregorio XVI, nonché alle critiche espresse nel diritto canonico e in numerosi altri documenti ecclesiastici nei confronti del servizio militare obbligatorio, non solo in quanto diseducativo e eticamente problematico, ma anche dannoso per le economiche domestiche del tempo (e oggi potremo dire per il futuro professionale dei giovani, ma anche per le casse della Confederazione che devono rimborsare miliardi di franchi in perdite di guadagno). 

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“Fai tacere la tua coscienza”

esercitosvizzeroHo personalmente seguito quasi una decina di giovani durante le loro prime settimane della scuola reclute attualmente in corso. Quasi tutti hanno avuto seri problemi nel vedersi garantiti i propri diritti. E’ da circa 12 anni che svolgo questo genere di consulenze, ritengo quindi di conoscere non solo la legge, ma anche la “consuetudine” delle nostre caserme, eppure da qualche tempo denoto un netto peggioramento della situazione, tanto da sentirmi impotente di fronte a certi veri e propri soprusi. Spesso mi sono chiesto dove ci troviamo e se lo stato di diritto, così come la logica, finisca davvero dove iniziano le piazze d’armi.

Visite mediche (necessarie per essere licenziati anzitempo) rifiutate oppure continuamente posticipate nonostante validissimi motivi per richiederle; psicologi che si fanno negare per giorni interi a coscritti al limite del crollo nervoso e con il rischio che non controllino più le loro azioni; reclute in conflitto di coscienza costrette a fare la guardia; ufficiali sbraitanti che umiliano gli obiettori davanti alla truppa invitandoli a “far tacere la propria coscienza” e obbedire agli ordini; ragazzi febbricitanti costretti a marciare; ecc. A ciò aggiungiamo gli incidenti militari di cui la cronaca è sempre più zeppa e molti dei quali evitabili.

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