La lista nera dei bassi salari
Le imprese che vengono colte in flagrante “con paghe totalmente inaccettabili moralmente, devono essere denunciate pubblicamente e inserite in una black list di dominio pubblico”. Lo dice il presidente dei Giovani Liberali Radicali, Giovanni Poloni, proponendo una lista nera dei padroni che ai lavoratori versano “salari cinesi” (termine, quest’ultimo, usato anche da ambienti sindacali).
La nuova stazione di Bellinzona e le Officine FFS
Il progetto per la nuova stazione di Bellinzona si è arenato: le ragioni non dipendono dalle FFS, ci tengono però a precisare! Sarà… ma la parola del CEO Andreas Meyer per noi non vale più molto, perlomeno dal 2008. Nella sua ultima seduta il legislativo comunale di Bellinzona si è chinato sul problema, ma ha escluso forse una chiave interpretativa che andava perlomeno tenuta in considerazione e che è alla base delle nostre preoccupazioni di consiglieri comunali di due comuni molto legati alle Officine FFS.
I giovani hanno la libertà di …farsi male!
I lavori considerati pericolosi dal Dipartimento Federale dell’Economia (DFE), ossia quelli che comportano rischi di incendio, esplosione, malattie, cadute mortali, mobbing e molestie sessuali o contatto con agenti chimici tossici, potranno presto diventare accessibili anche ai ragazzi di 14 anni e non più solamente a partire dai 16 anni, come è il caso attualmente. E’ questa la proposta che avanza la Segreteria di Stato per l’Economia (SECO) alla Commissione Federale del Lavoro. Questo perché, secondo Pascal Richoz della SECO, “sempre più ragazzi smettono di studiare prima dei 16 anni” e conseguentemente arrivano più presto sul mercato del lavoro.
In politichese “spostare” significa “smantellare”: manovre losche sulle Officine FFS
Quando un presidente di un partito importante e di governo come il PLRT parla, non esprime mai suggerimenti innocenti a titolo personale: al contrario le sue parole sono macigni che pesano politicamente. Rocco Cattaneo ha affermato nei giorni scorsi che le Officine FFS di Bellinzona andrebbero spostate altrove. Lo stesso consiglio, qualche giorno dopo, viene lanciato anche dal presidente della Camera di Commercio Franco Ambrosetti. Ma davvero padronato e partiti borghesi ci prendono per fessi? La volontà mai sopita della destra economica e dei manager delle FFS di smantellare il sito industriale bellinzonese torna insomma a farsi sentire dopo la pausa forzata imposta dalla vittoriosa mobilitazione operaia e dell’intera società civile del 2008. Si preparano insomma a tornare all’attacco, questa volta con adeguati trucchi linguistici: non si “chiude” più, si “sposta” solamente, peccato che questo significa quasi sicuramente impedire proprio la realizzazione del centro di competenze sulla logistica per cui è stata anche depositata un’iniziativa popolare con 15’000 firme durante lo sciopero e che è ancora oggi – guarda caso – in fase di studio.
Livelli alle Scuole Medie? Anche l’operaio vuole il figlio dottore…
La mia esperienza come sindacalista studentesco mi ha permesso di costatare il ritorno con prepotenza del problema della selezione nella scuola. Una selezione basata sull’origine sociale degli allievi, che mette in discussione tutte le belle parole su diritto allo studio e uguaglianza di possibilità. Ricordo bene come, ad esempio, nel 2003, il ministro dell’educazione del Canton Zurigo si lamentasse del fatto che le università fossero diventate “di massa” e per questo perorava la causa (palesemente classista) non solo dei tagli alle borse di studio, ma anche del raddoppio delle rette d’iscrizione (intenti frenati parzialmente anche grazie allo sciopero e all’occupazione studentesca dell’ateneo).
I 65 decibel dopo il “botellon”…
Lo scorso 1° maggio, a seguito del “botellon” del 28 aprile 2012, ho inoltrato al Municipio una interpellanza che chiedeva non solo al nuovo esecutivo cittadino di esprimersi sulla protesta simbolica inscenata dai circa cinquecento cittadini riunitsi in Piazza del Sole, ma anche di iniziare ad abbozzare delle ipotesi di sviluppo sul tema degli spazi aggregativi destinati ai giovani bellinzonesi. La risposta ottenuta dal Municipio non soltanto non soddisfa, ma appare quasi un esercizietto retorico di buoni propositi e in cui si dà ragione un po’ a tutti, quasi temendo di volersi schierare.Accordi internazionali? Sì alla sovranità popolare!
A sinistra, l’iniziativa «Accordi internazionali: decida il popolo» che voteremo il prossimo 17 giugno proprio non piace. Il PS e i Verdi (assieme al padronato, alla destra liberista e ai manager europeisti) la rifiutano. Naturalmente il fatto che l’iniziativa provenga dalle file dell’Azione per una Svizzera Neutrale e Indipendente (ASNI) di chiara impostazione “blocheriana” non suscita in me e nel Partito Comunista alcun entusiasmo, ma è pur vero che – al di là delle etichette – occorre analizzare la proposta per quello che è e valutare se essa può in qualche modo essere positiva per la collettività.
L’antifascismo non va banalizzato!
Il compagno Daniele Maffione, responsabile “antifascismo” per i Giovani Comunisti italiani (organizzazione legata al Partito della Rifondazione Comunista), con un suo recente articolo ha sollevato un polverone in certi ambienti del movimento comunista della penisola. L’articolo contiene, a dire il vero, alcuni elementi poco approfonditi, i quali possono effettivamente creare confusione. Ad esempio anche noi, come comunisti ticinesi e svizzeri, siamo anti-europeisti e non per questo difendiamo teorie economiche fasciste, anche se è evidente il rischio di pensare – sbagliando! – che per uscire dalla globalizzazione imperialista si debba per forza effettuare una sterzata reazionaria e tornare agli stati nazionali. Il culto dello stato nazionale nella fase storica attuale in Occidente (che, non a caso, non è paragonabile all’Oriente) porterebbe solo a dare illusione alla classe operaia (o meglio: alla “aristocrazia operaia”) di una presunta sovranità riconquistata, imbrigliandola in realtà – in modo ancora più totale del solito – fra le mani della borghesia, che non esiterà – nel contesto ormai evidente del confronto interimperialista – di spingerla in una nuova guerra fra poveri. E la patria si gloria di altri “eroi” (…sempre proletari naturalmente) alla memoria…
Aggregazioni comunali e democrazia
Fra i temi che animano attualmente i dibattiti politici vi è quello delle aggregazioni comunali. Dibattiti, questi, affrontati spesso in modo purtroppo poco progettuale: come non ha senso avere sul territorio cantonale delle realtà comunali composte di poche decine di cittadini, così è improponibile l’esempio di Lugano, che si sta ingigantendo quasi a diventare un “semi-cantone”. Ciò che risulta certo, è che il progresso sociale non risiede necessariamente in blocchi di potere politico-economico sempre più ampi, ma – come scriveva Erika Vögeli nel 2009 – “in una meditazione su una convivenza in un regime di autodeterminazione, che corrisponda all’essere umano e alla sua dignità, cosa che viene resa possibile anche dalla democrazia diretta”.
La politica giovanile che non c’è…
Sette fra interpellanze e interrogazioni sulla non-politica giovanile della città. Tanti sono gli atti che ho presentato nella passata legislatura a Bellinzona. Senza contare repliche durante le sedute, riunioni, petizioni e manifestazioni per cercare di smuovere le acque di un Dicastero letteralmente incapace di comprendere la situazione e di avanzare proposte politiche costruttive. Una volta mi è persino stato detto dai responsabili che per i giovani a Bellinzona si fa già molto: ad esempio c’è una nuova …pinacoteca. Con tutto il rispetto per l’arte (e ben felice che la nostra Città offra anche questo) mi viene tuttavia difficile credere che una pinacoteca risponda alle esigenze socio-culturali degli adolescenti bellinzonesi!

